Louis Lortie con l’Orchestrada Camera di Mantova

Un viaggio musicale che attraversa ombra e luce, tensione e slancio vitale, affidato a tre protagonisti d’eccezione della scena internazionale: il Teatro Verdi di Pordenone accoglie in esclusiva regionale lunedì 13 aprile alle 20.30 l’Orchestra da Camera di Mantova, diretta da Hossein Pishkar, con al pianoforte il grande Louis Lortie, interprete tra i più raffinati e originali del nostro tempo.

Al centro della serata, un programma che accosta due capolavori assoluti, capaci di restituire “due paesaggi dell’anima” profondamente diversi ma complementari: il Concerto per pianoforte n. 20 in re minore K 466 di Mozart e la Sinfonia n. 4 in la maggiore “Italiana” di Mendelssohn . Un percorso musicale che, come suggeriscono le note di sala, si sviluppa idealmente “dalle tenebre alla luce”, trasformando inquietudine e tensione in una luminosa affermazione di vita.

Protagonista assoluto della serata è Louis Lortie, pianista franco-canadese acclamato nei principali centri musicali d’Europa, Asia e Stati Uniti, celebre per una cifra interpretativa che coniuga profondità, libertà e visione. La critica internazionale ne sottolinea da tempo la qualità distintiva: uno stile “puro e immaginativo”, capace di unire spontaneità e maturità, qualità che appartengono solo ai grandi interpreti. Forte di un repertorio vastissimo e di una carriera trentennale ai massimi livelli, Lortie è oggi considerato un riferimento per il grande repertorio pianistico, da Beethoven a Chopin fino al Novecento, oltre che protagonista di una ricca discografia e presenza costante nelle più prestigiose sale da concerto del mondo.

Accanto a lui, l’Orchestra da Camera di Mantova, tra le eccellenze italiane più riconosciute a livello internazionale. Fondata nel 1981, si distingue per una concezione cameristica del suono, fondata su ascolto reciproco, coesione e qualità timbrica, che le è valsa il Premio Abbiati della critica musicale. Protagonista di tournée in Europa, America e Asia, l’ensemble collabora stabilmente con direttori e solisti di primo piano, costruendo nel tempo un’identità artistica solida e riconoscibile.

Sul podio, Hossein Pishkar, direttore iraniano in rapida ascesa, già ospite di importanti orchestre europee e internazionali – dalla Beethoven Orchester Bonn alla Filarmonica di Belgrado, dalla NDR Radiophilharmonie all’Orchestre Philharmonique de Strasbourg – e vincitore del prestigioso Deutschen Dirigentenpreis . Il suo gesto unisce precisione, energia e sensibilità teatrale, qualità che lo rendono interprete ideale per un programma così ricco di contrasti espressivi.

Il cuore musicale della serata si articola attorno a due opere composte da autori poco più che ventenni, ma già capaci di visioni profondissime. Il Concerto K 466 di Mozart, tra i più celebri e amati, si distingue per il suo carattere drammatico e inquieto: scritto in re minore, tonalità associata al registro tragico, si muove tra tensione, oscurità e improvvisi bagliori lirici, anticipando sensibilità pienamente romantiche. Il dialogo tra pianoforte e orchestra si carica di energia e contrasto, dando vita a una partitura intensa, quasi “beethoveniana” ante litteram. Di segno opposto la Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn, nata dall’esperienza del viaggio in Italia e intrisa di luce, movimento e vitalità. Qui la scrittura orchestrale si apre a colori brillanti, ritmi danzanti e una gioia contagiosa, culminando nel celebre Saltarello finale. Un’opera che restituisce l’immagine di un’Italia luminosa e idealizzata, capace di trasformarsi in pura energia musicale.

Un concerto che si configura come un racconto in musica, un itinerario emotivo che attraversa profondità e leggerezza, inquietudine e felicità, affidato a interpreti di assoluto rilievo. Un appuntamento che conferma ancora una volta il Teatro Verdi di Pordenone come punto di riferimento per la grande musica internazionale