Pordenonelegge
Le suole consumate di Mariuz
Le migrazioni dei friulani di ieri e quelle di chi oggi arriva nella nostra terra si incontrano nelle poesie di Giuseppe Mariuz. Lo scrittore e giornalista sanvitese sarà tra gli autori di Pordenonelegge con “Suole consumate – Suelis fruiadis”, raccolta di poesie in italiano e friulano pubblicata da Samuele editore. L’incontro, dal titolo “Scrivere il proprio tempo”, è in programma sabato 19 settembre alle 17 nella sala convegni del Palazzo della Camera di Commercio.
Classe 1946, già docente, Mariuz vive a San Vito al Tagliamento e ha pubblicato negli anni saggi storici, romanzi, racconti e raccolte poetiche, dedicando diversi lavori anche alla gioventù friulana di Pier Paolo Pasolini. In “Suole consumate” torna invece su un fenomeno che ha segnato profondamente la storia del Friuli mettendolo in relazione con il presente. «Dopo secoli di fuga per sopravvivere da parte della nostra gente verso rotte in tutti i continenti, ora il fenomeno si è invertito e registra altrettanti lutti e altrettante fiducie in una vita migliore», spiega Mariuz. Le “suole” del titolo diventano una metafora che accomuna emigrati e immigrati, lavoratori e profughi, tra sacrificio e ricerca di condizioni di vita migliori. «Al poeta spetta, io credo, capire e trasmettere i sentimenti, osservare i moti di accoglienza e di umanità nonché le diffidenze e i rifiuti». La seconda sezione, “Dediche”, sposta lo sguardo sul rapporto tra memoria e presente e sulla progressiva perdita, secondo l’autore, dello spirito comunitario. L’alternanza tra italiano e friulano, variante della Destra Tagliamento, entra in questa riflessione. Nella prefazione Gabriele Zanello individua tra i temi della raccolta: disuguaglianze, migrazioni, trasformazioni del paesaggio, forme di esclusione della società contemporanea. Per Mariuz il punto di partenza rimane il Friuli, osservato nel suo rapporto con cambiamenti che vanno oltre i suoi confini.
Silvia Giacomini