Eshkol Nevo: Premio “La storia in un romanzo”

Che la realtà fattuale, la storia, l’attualità entrino nei romanzi seguendo strade strane e inimmaginabili, è evidente. Quando però si vive in una realtà come quella israeliana, tutto diventa più complesso. “Mi affascina sempre il modo in cui un evento pubblico o politico entra come per osmosi nei momenti privati delle persone”. Così raccontava Eshkol Nevo nel 2024, protagonista di un incontro a Pordenonelegge. È proprio per il suo modo di raccontare la storia nelle sue opere di fiction, con particolare riferimento al romanzo “Nostalgia” (2014), che gli verrà consegnato sabato 19 settembre alle 18 al Teatro Verdi, il premio Crédit-Agricole “La storia in un romanzo”. Lo scrittore, nato a Gerusalemme nel 1971, uno dei maggiori autori israeliani contemporanei, sarà intervistato da Alberto Garlini, co-curatore di Pordenonelegge.
In “Nostalgia”, romanzo che lo ha rivelato, Eshkol Nevo costruisce un microcosmo di voci, case, ferite e desideri sullo sfondo dell’assassinio di Rabin da parte di un colono ebreo estremista. Amir, Noa, Saddiq e gli abitanti del Castel cercano un posto nel mondo mentre la storia irrompe nelle vite private; i protagonisti rappresentano la moltitudine e la complessità della società israeliana ancora oggi. Motivo per cui il romanzo è di grande attualità, tanto da essere diventato oggetto e materia d’esame. “In questo romanzo – ha dichiarato Nevo in un’intervista su La7 a febbraio – c’è la narrazione palestinese della guerra del 1948, un punto di vista che solitamente non rientra nell’istruzione scolastica. Dovendolo studiare per l’esame credo che i giovani abbiano la possibilità di ascoltare il punto di vista dell’altra parte. Ne sono orgoglioso”. Il libro ha vinto nel 2005 del Book Publisher’s Association’s Golden Book Prize e del Premio letterario francese Raymond Valier nel 2008. Da quel romanzo d’esordio fino alle ultime pubblicazioni (tra cui i racconti “Legami” edita in Italia nel 2024 presentata due anni fa al festival), l’opera di Nevo interroga anzitutto i legami, le relazioni, e dunque attraverso le storie dei singoli anche la memoria e l’identità israeliana, mettendo al centro le possibilità di convivenza. Dopo un’infanzia trascorsa tra Israele e gli Usa, Nevo ha completato gli studi di psicologia all’Univ. di Tel Aviv, per poi lavorare per otto anni come pubblicitario prima di dedicarsi solo alla scrittura.
Dal romanzo “Tre Piani” Nanni Moretti ha tratto un film. Nevo ha espresso contrarietà al governo Netanyahu e ha più volte sottolineato la necessità di una soluzione pacifica nel proprio Paese. È tuttavia stato al centro di polemiche nei mesi scorsi in seguito all’invito a partecipare al festival letterario di Polignano a Mare e Vieste in Puglia.
Il premio di Crédit-Agricole gli sarà conferito perché nei suoi romanzi “Israele non è mai soltanto uno sfondo geografico o politico, ma un laboratorio umano attraversato da conflitti, speranze e domande universali. In un tempo in cui il rischio è ridurre la storia a slogan e contrapposizioni, la sua opera ci ricorda che il romanzo resta uno dei luoghi privilegiati in cui esercitare comprensione, dubbio e ascolto dell’altro, restituendo alla letteratura la sua più preziosa funzione civile”.
Valentina Silvestrini