Pordenonelegge
Il Cai di Pordenone al festival: dai boschi alle scalate
Il Club Alpino Italiano (CAI) partecipa anche quest’anno, come dalle prime edizioni, a Pordenonelegge. Due sono i giornalisti sempre presenti alle presentazioni di volumi sulla montagna: Luca Calzolari, bolognese, laureato in sociolinguistica, giornalista, direttore del Giornale della Protezione Civile e per oltre un decennio direttore di Montagne360, il mensile del Cai. Ha all’attivo diverse collaborazioni ed esperienze con carta stampata, tv, radio. Ha firmato la regia di documentari e reportage; è autore di podcast. Appassionato di speleologia, ha partecipato a spedizioni in Messico e in Cina. Alla passione per la montagna unisce l’impegno di volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. L’altro è Roberto Mantovani, giornalista, si occupa di montagna in tutti i suoi aspetti, specie di storia dell’alpinismo europeo ed extraeuropeo. Ha diretto per molti anni la Rivista della Montagna e, in seguito, si è occupato dei numeri speciali di Alp. Ha lavorato al Museo Nazionale della Montagna. Ha pubblicato più di trenta libri sul tema montagna. Ha all’attivo collaborazioni con periodici, quotidiani e televisioni, oltre che con festival cinematografici; realizza podcast. Per anni è stato collaboratore del TGR Montagne di Rai2.
Venerdì 19 settembre ore 15.30 presso spazio Banca 360 piazza della Motta i due giornalisti presenteranno “Sette volte bosco” di Caterina Manfrini, antropologa di formazione che è oggi al suo primo romanzo. “Finita la Grande Guerra, Adalina torna sola dal campo profughi di Mitterndorf, dove ha perso i genitori. A tenerla in vita sono due pensieri: il maso che la famiglia si tramanda da generazioni e il fratello Emiliano, soldato austro-ungarico disperso. Tornata a casa, trova un mondo stravolto, ma sa che è tempo di ricominciare e spera che il fratello ritorni. Un giorno compare un ragazzo, un soldato che parla tedesco: anche lui si trova dalla parte sbagliata del nuovo confine”.
Stesso spazio alle 17 gli stessi giornalisti presenteranno “Io sono Wafaa”, incontro con Wafaa Amer. L’incontro metet al centro la montagna e il tema della difficile emancipazione delle donne che emigrano nel nostro Paese da realtà totalmente diverse. “Wafaa Amer, nasce ad Aghur, un villaggio egiziano remoto nella provincia di Kalyobya. In Italia arriva a nove anni, in Piemonte, dove, grazie a un progetto scolastico alternativo, conosce l’arrampicata. Contro il volere del padre e la propria religione, Wafaa frequenta il primo corso in palestra di nascosto e capisce che l’ascesa in verticale sarà la sua strada. A diciotto anni scappa di casa e si trasferisce a Finale Ligure per perseguire la sua passione. Lì scopre la scalata su roccia, partecipa alle competizioni con successo e firma diverse salite femminili a vie storiche, tra cui la “Radical Chic” (8°) e la Hyaena (8b). Oltre alla carriera sportiva, Amer si distingue per il suo impegno sociale. Con semplicità disarmante parla di infibulazione, immigrazione, violenza, integrazione, autorità. Una storia esemplare, che dà voce alle ragazze e ai ragazzi italiani di seconda generazione, spesso ai margini dell’integrazione”.
Domenica 20 settembre ore 10.30 ancora Calzolari e Mantovani in Auditorium della regione presenteranno “I bivacchi delle Alpi. 100 anni di emozioni in scatola”. “Nati nel 1925 grazie al Club Alpino Accademico, i bivacchi d’alta quota rappresentano l’abitare estremo. La loro storia, quasi tutta italiana, unisce l’amore per la montagna a continue sperimentazioni tecnologiche, dai moduli prefabbricati all’uso di materiali innovativi con forme aerospaziali. L’evoluzione spazia dalla mitica semibotte Ravelli alla produzione in serie del modello Apollonio, fino al Gervasutti e ai rifugi moderni, oggi più orientati ai social che agli alpinisti”. (Da Nuovi Mondi festival luglio 2026).
MLGA