Kader Abdolah da Dedica a Pordenonelegge con “Parla Zarathustra”

Abdolah Kader nel centro di Pordenone (foto di Luca d'Agostino/Phocus Agency)

Sabato 19 settembre ore 19 presso la Dissensio Arena sarà ospite Kader Abdolah per presentare proprio a Pordenonelegge 2026 il suo ultimo libro pubblicato come sempre da Iperborea: “Parla Zarathustra”, il leggendario primo profeta discendente di migranti e padre di una fede millenaria.
“C’è chi dice che Zarathustra sia il primo uomo mai nato, chi che fosse già antico di millenni ai tempi di Aristotele, chi ha provato a segnare le sue date di nascita e morte sul calendario della Storia: 25 febbraio 1768 a.C. – 24 gennaio 1691 a.C. Poco importa per Kader Abdolah: dove non arriva la scienza, interviene la letteratura, con le sue licenze e la sua immaginazione. Così, in bilico tra il mito, la fiaba e la biografia, racconta del profeta nato dal popolo delle steppe che per primo parlò di un solo dio onnipotente e della battaglia tra il Bene e il Male, quella tra Ahura Mazda e il satanico Ahriman. Lui, che ingannò il villaggio di Zarathustra alla sua nascita, mettendo in giro voci cattive sulla madre e il neonato; che ingannò i primi re che sentirono il messaggio del nuovo profeta; che cercò persino di ucciderlo quando era in fasce dando fuoco alla sua culla. Ma Zarathustra era destinato a cambiare il mondo, a propagare il suo messaggio: «Buoni pensieri, buone parole, buone azioni.»
Non aveva penne e pergamene, ma scrisse sulla sabbia delle rive del fiume Daitiya e i suoi insegnamenti furono raccolti nelle Gatha, i testi lirici alla base della religione zoroastriana. Prendendo spunto da quei testi e rielaborandoli personalmente, rileggendo Nietzsche e il grande poeta medievale Ferdowsi, scavando nella mitologia persiana e nell’archeologia indoeuropea, Kader Abdolah racconta la storia fondativa della sua cultura: quella degli indoeuropei, arcieri e cacciatori a cavallo, migrati dal gelo arido delle steppe al verde delle pianure persiane, alla ricerca di una vita migliore”.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere e di scrivere per “Il Popolo” di Kader Abdolah nell’edizione del 2025 di Dedica. E’ stato un incontro entusiasmante, come è stato entusiasmante leggere i suoi testi attraverso i quali ha fatto conoscere la sua splendida terra natia, l’Iran, tanto martoriato da molti anni, da governi più disparati, spesso dittatoriali, che hanno costretto anche lo stesso Abdolah all’esilio. Dopo un viaggio martoriato l’arrivo nei Paesi Bassi dove ancora oggi vive, accolto come un nativo.
Le esperienze di Abdolah lo hanno condotto alla scrittura attraverso la quale possiamo comprendere la vita dell’esule e pure l’attaccamento alla sua terra natia, l’Iran, l’antica Persia e la sua grande civiltà. Mai questa civiltà viene rinnegata dall’autore, anzi il suo proposito di scrittore è di ricordarla dal momento in cui, raggiunto e accolto in un Paese libero, ha potuto narrarla.
Scrive in olandese, o meglio in nederlandese per lui la lingua della libertà, ma moltissimi suoi libri sono stati tradotti in italiano .Un ospite degno di essere accolto ancora una volta a Pordenone nella Dissensio Arena alle 19 di sabato 19 settembre.
Maria Luisa Gaspardo Agosti