Siccità a Nordest ma la destra Tagliamento fa eccezione

Per il momento e con tutte le cautele del caso, la Destra Tagliamento continua a rappresentare un’isola felice sul fronte della siccità che invece preoccupa l’intero Nord Italia. La ragione è chiara: tutto merito dei laghi alpini attivi nel comprensorio del consorzio di bonifica Cellina Meduna. Gli invasi di Barcis e Ravedis in Valcellina e quelli di Redona, Cà Selva e Cà Zul in Val Tramontina garantiscono oggi riserve idriche sufficienti per affrontare le attuali richieste irrigue. Non così nel resto dell’Italia settentrionale, con portate del Po e del Brenta inferiori del 23% e dell’Adige del 21% rispetto alle medie storiche. Grave la situazione nel Polesine dove si stima una capacità residua di soli 10 giorni di esercizio e danni legati alla risalita del cuneo salino. Per ora il Cbcm non registra invece problemi per la stagione irrigua, iniziata ufficialmente un mese fa. Le portate del Cellina e Meduna rientrano complessivamente nella media stagionale e alcuni brevi ma intensi temporali estivi – come quello che alcuni notti fa ha interessato la località Tre Pini a Claut – contribuiscono a mitigare il prelievo dai volumi accumulati. “È proprio la presenza degli invasi montani a fare la differenza”, spiegano dal quartier generale dell’ente di Via Matteotti a Pordenone. “Senza questi impianti il quadro sarebbe ben diverso e decisamente più critico. Da parte nostra monitoriamo ogni giorno con attenzione le condizioni meteorologiche, consapevoli che la stabilità attuale non esclude possibili cambiamenti repentini. Siamo infatti pronti a tutte le evenienze. La terribile stagione 2022 – 2023, con una scarsità di piogge finita negli annali storici, ha insegnato molto, soprattutto di fronte a scenari eccezionali e in rapida evoluzione. Potrebbe infatti accadere che l’agricoltura necessiti di acqua in periodi non tipici, come successo con i recenti e caldissimi autunni che hanno richiesto il prolungamento della stagione irrigua.