Congresso nazionale Fidas: domenica sfilata e messa col Vescovo

Oggi la medicina trasfusionale ha come obiettivo il raggiungimento dell’autonomia dall’estero nella produzione di plasma. In questo senso il ruolo dei donatori è decisivo”.  Così Vincenzo De Angelis, già direttore del Centro Nazionale Sangue per cinque anni sino a giugno 2025 e tra i relatori della tavola rotonda su “I bisogni attuali e futuri della medicina trasfusionale: nuovi ruoli per i donatori?” tenutasi sabato 16 maggio nell’ambito del 64° Congresso Nazionale FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) a Pordenone. A portare il suo saluto ai donatori, in collegamento, anche l’attuale direttrice del CNS, Luciana Teofili.

Parte dal Friuli Venezia Giulia l’appello ai donatori di tutta Italia. “L’Europa ha ancora una dipendenza importante dagli Stati Uniti nell’importazione del plasma” ha detto il dottor De Angelis.  “Senza questa importazione – ha aggiunto – non avrebbe sufficienti farmaci derivati dal plasma per la cura degli ammalati. Un gap stimato intorno a centinaia di migliaia di litri di plasma. L’indipendenza dell’Europa rispetto all’importazione di farmaci è uno degli aspetti su cui il Regolamento Europeo sulle SoHO, che sarà pienamente operativo tra un anno, insiste. L’altro tema è la sicurezza dei prodotti, garantita dalla donazione volontaria e non retribuita. Il plasma derivato da donatori volontari e non remunerati è più sicuro rispetto a quello che stiamo importando dall’estero, dove i lavoratori vengono retribuiti”.

Il Friuli Venezia Giuli, sede di centri di eccellenza per la cura dei malati, ha saputo investire in anticipo ed oggi si trova in una condizione di relativo benessere. La raccolta di plasma con le unità mobili è stata un’invenzione friulana degli anni ’90. Se altre regioni italiane arrivano a coprire circa il 70% del loro fabbisogno di plasma, il Friuli Venezia Giulia supera il 90%, avendo già raggiunto l’autosufficienza per quanto riguarda il sangue. Oggi l’obiettivo regionale è quello di mantenere gli standard attuali e cercare di rispondere sempre meglio alla domanda di plasma. Determinante, in questo senso, è il contributo dei giovani donatori.

Di questo ultimo tema si è parlato anche nel corso dell’Assemblea elettiva del nuovo Coordinamento Nazionale Giovani FIDAS, guidato da Komal Seni (ADSP Torino) che ha ricevuto il testimone dal coordinatore uscente Lorenzo Spaggiari (ADSP Torino). Nel Coordinamento è stata eletta anche la 23enne spilimberghese Sofia Cecon (AFDS Pordenone), con il ruolo di responsabile per l’area Nord Est.

Il rinnovato organismo sarà chiamato ad impegnarsi nella promozione dei valori del dono del sangue tra le giovani generazioni, organizzare iniziative di sensibilizzazione e rafforzare il coinvolgimento dei ragazzi nella vita associativa, con uno sguardo attento alle sfide del presente e alle opportunità del futuro.

L’Assemblea è stata un momento importante di partecipazione e condivisione che ha segnato l’inizio di un nuovo percorso all’insegna dell’impegno, dell’entusiasmo e della solidarietà. Un sentito ringraziamento è andato ai consiglieri uscenti per il lavoro svolto e la dedizione dimostrata, mentre ai nuovi eletti i migliori auguri di portare avanti con passione lo spirito FIDAS e l’importanza del volontariato animato da una comunità giovane, attiva e generosa.

Conclusa la due giorni di dibattiti tecnici e assembleari sul futuro del sistema trasfusionale italiano, tra innovazione, ricambio generazionale e cultura del dono, Pordenone si prepara ora ad ospitare domenica 17 maggio la 43ª Giornata Nazionale del Donatore. “Una grande festa di piazza – anticipa il Presidente FIDAS Nazionale, Giovanni Mussoche vedrà sfilare oltre un migliaio di donatori e volontari FIDAS provenienti da 18 regioni italiane”.

Un traguardo storico per la nostra città e per il Friuli Occidentale – sottolinea Mauro Verardo, Presidente AFDS Pordenone – che, per la prima volta, ha ospitato l’assise nazionale della Federazione sotto la regia dell’AFDS Pordenone.  L’iniziativa gode del patrocinio del Comune, nell’ambito del percorso “Pordenone Verso Capitale Italiana della Cultura 2027”, e del sostegno della Regione. In rappresentanza di 41 Federate FIDAS, le delegazioni porteranno nel cuore della città la testimonianza di un impegno civile che unisce il Paese nel segno della solidarietà e dell’autosufficienza trasfusionale”.

La partenza del corteo è prevista alle 9.30 dal viale antistante la Fiera. Il percorso toccherà viale Treviso e viale Delle Grazie, attraverserà il ponte di Adamo ed Eva e imboccherà corso Vittorio Emanuele. In piazzetta Cavour ci sarà la possibilità di visionare la nuova autoemoteca. L’arrivo è previsto alle 10.30, in piazza XX Settembre, per i saluti delle autorità. Alle 11, chiusura della manifestazione con la Santa Messa solenne aperta a tutta la cittadinanza e celebrata dal Vescovo di Concordia-Pordenone, Mons. Giuseppe Pellegrini.