A Pordenone il Congresso nazionale del donatore di sangue Fidas

La sfilata della Afds Pordenone a Sanremo

Una soddisfazione, quella di portare a Pordenone il congresso nazionale – giunto alla 64a edizione – della Fidas e contestualmente di celebrare la 43a Giornata Del Donatore di Sangue Fidas: è il successo con cui la sezione provinciale dell’Associazione Friulana Donatori diSangue si appresta ad accogliere nella città sul Noncello addetti ai lavori e volontari i prossimi venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 maggio.
I lavori congressuali saranno rivolti ai volontari stessi e agli addetti ai lavori ma non mancheranno appuntamenti pubblici di grande suggestione.
Ecco gli appuntamenti aperti al pubblico: sabato 16 maggio dalle 11 alle 24 al Parco Galvani: Open Air Music Park, una giornata di musica e divertimento dedicata ai giovani e alla promozione della cultura del dono. Sempre sabato 16 alle 20.45 in piazza XX Settembre (in caso di mal tempo in Duomo di San Marco) il concerto della Filarmonica Città di Pordenone. Domenica 17 maggio, giorno in cui si celebra appunto la giornata nazionale del donatore, è in programma il suggestivo corteo dei volontari che sfilerà dalla Fiera di Pordenone a partire dalle 9.30 fino alla Chiesa della Santissima per poi svoltare sul ponte di Adamo ed Eva, attraversare il centro città lungo corso Vittorio Emanuele fino a piazza Cavour e poi svoltare su piazza XXSettembre. Qui alle 10.30 sono previsti i saluti delle autorità e poi alle 11 la celebrazione della Santa Messa con il vescovo di Concordia-Pordenone mons. Giuseppe Pellegrini.
Alla sfilata ci si aspetta che siano presenti circa un migliaio di volontari. Parteciperanno inoltre la Filarmonica Città di Pordenone, il Gruppo Sbandieratori Lupi Feritas di Valvasone, la Unbrassed Band e la Banda Musicale e Gruppo Majorette di Prata di Pordenone.
La Fidas è la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue; è nata a Torino nel 1959 su iniziativa del cardiochirurgo Prof. Achille Mario Dogliotti, con la missione di promuovere la cultura del dono come gesto di responsabilità civile e solidale. Sono federate 80 associazioni autonome presenti in 18 regioni, tra cui appunto anche la Afds Pordenone. Rappresenta circa un terzo dei donatori italiani che supportano quotidianamente il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Afds è una delle due realtà provinciali che si occupano di dono del sangue. Afds nel 2025 ha raccolto 7.510 donazioni di sangue e 3.307 di plasma e piastrine, queste ultime in crescita di 190 unità rispetto all’anno precedente per un totale di 10.817, in linea con il 2024. Significativo è il dato sui nuovi donatori (880) frutto del lavoro di squadra di 500 volontari, 39 presidenti di sezione, 9 rappresentanti di zona e un Gruppo Giovani molto attivo. Lo si legge dal numero totale delle ore di volontariato donate, che ammonta a 120mila ore complessive donate dai soci.
Il congresso, per gli operatori Fidas, avrà inizio venerdì 15 maggio con una prima sessione di lavori congressuali e la premizione del concorso scolastico A Scuola di Dono VII edizione. Proseguirà poi durante la giornata con le relazioni delle varie sezioni Fidas. Il giorno successivo il congresso riprenderà con l’assemblea Giovani Fidas e con la tavola rotonda sulla medicina trasfusionale e il ruolo dei donatori. Nel pomeriggio ci sarà la presentazione e votazione del consuntivo e del bilancio previsionale.

Una cultura del dono che si riversa oltre i confini regionali

Dalle prime decine di pionieri alla fine degli anni ’50 fino a diventare punto di riferimento nel sistema trasfusionale friulano: l’Afds Pordenone coglie l’occasione per raccontarsi: se nel 1965 – anno della prima identità collettiva delle sezioni pordenonesi all’interno dell’Afds Udine – si contavano appena 880 donazioni, la nascita ufficiale dell’Afds Pordenone nel 1972 segnava già un traguardo significativo con 2.860 sacche raccolte. Da allora, l’andamento donazionale ha seguito una traiettoria di crescita lineare. Se il periodo pre-Covid ha registrato una fase di rilassamento fisiologico figlio anche dei progressi della medicina trasfusionale, nel periodo post-pandemico si è avuta una ripresa, invertendo la rotta con un’importante impennata di donazioni. L’orizzonte 2025, in sintonia con la programmazione regionale, prevede una rimodulazione del mix donazionale: una riduzione programmata del sangue intero a favore della plasmaferesi, risorsa sempre più cruciale per la produzione di farmaci salvavita. L’analisi quantitativa dell’ultimo anno evidenzia un orientamento strategico ossia il passaggio dalla donazione tradizionale alle procedure di aferesi (plasmaferesi e piastrinoaferesi).
Mentre a livello nazionale il rapporto tra aferesi e donazioni totali e di circa il 16%, Afds Pordenone doppia quasi la media italiana attestandosi attorno al 30%. Questa capacità differenziare la raccolta si riflette nella performance regionale, il Fvg guida infatti la classifica nazionale per il conferimento di plasma all’industria degli emoderivati con 24,7 kg per mille abitanti (a fronte di una media nazionale di dieci punti percentuali più bassa).
La partecipazione femminile nell’associazione supera la media italiana, le donne infatti rappresentano il 34,7% dei donatori effettivi (in Italia sono il 33,9%) e se si va a guardare nella fascia under30 le donne salgono al 48%. Sebbene i donatori pordenonesi siano mediamente più giovani rispetto al panorama nazionale, l’associazione non è immune dall’invecchiamento demografico: l’età media è aumentata rispetto al 2013 ma si registra anche un incremennto nella fascia 18-25 anni, risultato del lavoro con e nelle scuole. “Il Friuli Venezia Giulia e soprattutto Pordenone sono una punta di diamante nell’ambito della donazione – spiega Mauro Verardo, presidente di Afds Pordenone – Abbiamo l’indice di donazione tra i più alti. E questo è merito anche dell’attività che viene fatta dalle due associazioni che operano sul territorio, Afds e Avis, così come dalla disponibilità dei donatori che rispondono ai nostri appelli ma anche di coloro che si prenotano autonomamente senza aspettare la chiamata”. Tanto che il Fvg non solo è una regione autosufficiente, ma invia 8mila unità di sangue fuori regione: nel Lazio (dove c’è un numero molto elevato di interventi chirurgici) e in Sardegna (dove ci sono molti casi di talassemia).
Il fatto di ospitare il congresso annuale “è un sogno che accarezzavamo da tanto tempo.Esserci riusciti per noi è una enorme soddisfazione – prosegue Verardo – e siamo contenti accada proprio alla vigilia di Pordenone Capitale Italiana della Cultura, perché testimonia che la cultura è anche cultura sociale”.
Quanto all’associazione, nelle prossime settimane, sarà chiamata al rinnovo delle cariche sociali. “È un momento importante – conclude Verardo – perché in generale il volontariato associativo fa molta fatica. C’è una bella risposta specie tra i giovani al volontariato occasionale ed emergenziale, e questo è bello, ma c’è altrettanto bisogno di un volontariato costante nel tempo, nel nostro caso per promuovere la cultura del dono ma anche per svolgere l’attività di chiamata per soddisfare il fabbisogno delle agende per riempire tutti i i posti disponibili nei cinque centri trasfusionali in provincia”. Nell’ultimo anno scolastico le associazioni hanno incontrato studenti di 15 istituti superiori, con oltre 400 nuovi donatori.

Il presidente Mauro Verarado