Veneto Orientale
Fossalta di Portogruaro: valorizzare e tutelare la Rosa Moceniga di Alvisopoli
Conservare e valorizzare la Rosa Moceniga, rara varietà botanica autoctona legata alla storia di Alvisopoli. Questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto tra il Gal Venezia Orientale, il Comune di Fossalta di Portogruaro e l’Ater Venezia che porterà all’allestimento di un campo di conservazione della Rosa Moceniga, varietà storicamente legata a Villa Mocenigo e al borgo rurale di Alvisopoli, oggi area di pregio ambientale e già Oasi Wwf, attraverso la sistemazione delle aiuole situate nella parte retrostante di Villa Mocenigo, con una piantumazione pilota della specie, accompagnata da attività di studio, monitoraggio e divulgazione. L’iniziativa rientra nel progetto strategico di cooperazione “Poseidone”, finanziato dal Programma Interreg Italia-Slovenia 2021–2027. “Poseidone” è finalizzato alla tutela della natura e della biodiversità, allo sviluppo di infrastrutture verdi e blu nei siti Natura 2000 e nelle aree agricole, nonché alla riduzione della pressione turistica su parchi e aree naturali. “Siamo orgogliosi di vedere nascere ad Alvisopoli il primo campo di conservazione della Rosa Moceniga” — dichiara la sindaca di Fossalta, Annamaria Ambrosio. “Questo progetto – aggiunge – non soltanto tutela una specie botanica rara e parte integrante della nostra memoria storica, ma rafforza anche il legame tra la comunità e il proprio territorio, promuovendo pratiche di agricoltura sostenibile e nuove opportunità per l’ecoturismo. Grazie alla collaborazione con Vegal e Ater lavoriamo per un futuro in cui natura, cultura e sviluppo locale camminano di pari passo”. La Rosa Moceniga è stata importata in Italia dalla Francia. La moglie del nobile Alvise Mocenigo, Lucietta, nel 1813 era andata a vivere a Parigi per stare vicina al figlio che frequentava un liceo parigino. Lucietta conosceva l’ex l’imperatrice Joséphine, che dopo il divorzio da Napoleone abitava nel castello della Malmaison. Joséphine era un’appassionata di piante di ogni genere, per cui il parco e le serre erano piene di specie esotiche. Ma la sua vera passione erano le rose, per le quali aveva sviluppato una vera e propria ossessione. Lucietta in compagnia di Joséphine sviluppò un grande interesse per la botanica. Al crollo dell’impero di Napoleone nel 1814 Lucietta lasciò Parigi portando con se una ricchissima collezione che includeva semi, talee e piccole piante di rose, fra cui, quasi sicuramente la Rosa Moceniga, che è sopravvissuta fino ad oggi nel bosco di Alvisopoli. Il Comune ha presento una richiesta di finanziamento sul bando delle Comunità del Cibo e della Biodiversità promosso da Vegal nell’ambito dello Sviluppo Rurale per un secondo progetto, che potrebbe valorizzare la Rosa anche in ambito gastronomico coinvolgendo agricoltori, ristoratori, enti pubblici e consumatori.
Teresa Infanti