“Corpo e anima” al centro dell’Altolivenzafestival

Da settembre a dicembre 17 appuntamenti attraverseranno l’Alto Livenza e i territori vicini, intrecciando musica, teatro, arte, ricerca e valorizzazione dei luoghi. Al centro dell’edizione 2026 il rapporto indissolubile tra corpo e anima, tema che accompagnerà un programma capace di spaziare dal repertorio barocco alla musica contemporanea, dalla danza alla canzone d’autore, dalle grandi formazioni orchestrali alla dimensione più intima della musica da camera.

È ormai un appuntamento classico nel calendario culturale del territorio e anche nel 2026 Altolivenzafestival torna a proporre un lungo itinerario musicale e artistico. L’edizione, intitolata “Corpo e anima”, prenderà il via lunedì 28 settembre e si concluderà il 30 dicembre con il tradizionale Concerto di Natale nella Chiesa di Santa Lucia a Prata di Pordenone, giunto alla sua 52ª edizione.
Quattro mesi di programmazione, con appuntamenti distribuiti tra diversi Comuni e luoghi del territorio, per un festival diffuso che costruisce un dialogo continuo tra patrimonio, comunità e proposta artistica. Chiese, teatri, ville storiche e spazi culturali diventano così palcoscenici di un viaggio nel quale la musica incontra linguaggi e sensibilità differenti.

“Il nostro è un festival storicizzato, giunto alla sua trentaduesima edizione. – ricorda il presidente di Altoliventina, Luciano Russo. Ma Altoliventina ha aumentato la propria attività in genere, proponendo anche la rassegna Legami che ha avuto una bella risonanza. Altolivenzafestival resta comunque sempre la nostra punta di diamante”

“Il festival cresce di anno in anno e sempre più musicisti di livello nazionale ed internazionale ci si avvicinano. – sottolinea Martina Zaccarin – La cultura è un investimento perché ingentilisce gli animi e dall’altro mette in moto l’economia di un territorio”

UN VIAGGIO TRA DUE INSEPARABILI

È questo il filo conduttore scelto dal direttore artistico Elia Pivetta, che presenta così il tema dell’edizione 2026:
«Un viaggio tra due inseparabili. A inizio Seicento, Cartesio si convinse di esistere solo come mente pensante: cogito ergo sum. Il corpo era per lui pura materia, del tutto inferiore alla mente e all’anima. Idea strampalata? Forse.
Sta di fatto che il pensiero occidentale impiegò secoli per capire che le cose non stavano proprio così, per accorgersi che il nostro corpo è invece decisivo non solo per conoscere la realtà, ma anche per costruire relazioni con gli altri e per esprimere la propria creatività. Stringere la mano a qualcuno dice molto di più di un semplice ‘buongiorno’.
Mentre suona Mozart, provate a chiedere a un pianista se sta pensando con il cervello o se sono piuttosto le sue mani a pensare per lui.
Anche i concerti di quest’anno intrecciano generi e linguaggi diversi. Tutti, però, vorrebbero raccontarvi il legame inseparabile tra corpo e anima, perché anche (e soprattutto) nella musica, l’uno non esiste senza l’altra e viceversa. Buon festival!»

IL PROGRAMMA

28 SETTEMBRE – Bronzo e Respiro
Sarà Maron di Brugnera, nella Chiesa di San Michele Arcangelo, a inaugurare lunedì 28 settembre alle 20.45 l’edizione 2026.
Protagonisti saranno Diego Cal e Davide Giacuzzo, alle trombe storiche, e Gabriele Martin all’organo.
Il vigore squillante delle trombe incontra la voce eterea dell’organo, diventando metafora di un dialogo tra corpo e anima. Dalle sonorità festive del repertorio trombettistico alle grandi pagine organistiche di Bach, il concerto alterna energia cerimoniale, slancio virtuosistico e raccoglimento. Un percorso barocco nel quale il suono si fa materia e, insieme, respiro interiore.

2 ottobre – Anime svelate
Il secondo appuntamento è in programma venerdì 2 ottobre alle 21.00 al Teatro Gozzi di Pasiano di Pordenone.
Sul palco Tania Lorenzo, soprano, Anna Fusek, flauto, il Sestier Armonico e Giulio De Nardo, al clavicembalo e alla direzione.
La serata sarà preceduta alle 19.45 da un’Apericena Musicologico con Elia Pivetta nel foyer del teatro.
La voce incarna le tormentate passioni umane. Da Vivaldi a Bach, passando per Hasse, Händel e Lotti, arie e concerti raccontano tempeste, dolori, inganni e speranze. Un viaggio nell’intimità più profonda dell’essere umano, dove virtuosismo e sentimento si accendono a vicenda.

3 ottobre – L’invisibile visibile
Sabato 3 ottobre alle 11.30, nella Sala espositiva della Torre Civica di Prata di Pordenone, sarà inaugurata la mostra L’invisibile visibile, aperta fino al 18 ottobre.
L’esposizione sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, mentre dal lunedì al venerdì sarà possibile accedere su appuntamento.
La mostra è curata dalle Cooperative sociali Acli, Airone, Il Giglio e Fondazione OSF, con interventi musicali a cura di Maria Lincetto.
Nasce da un coraggioso percorso di scoperta di sé che ha coinvolto alcuni ragazzi con disabilità attraverso la sperimentazione artistica e fotografica. Un viaggio visivo sul confine tra l’immagine restituita dalla macchina fotografica e quella percepita e costruita da ciascuno attraverso il proprio lavoro creativo.

4 ottobre – Il corpo del suono
Domenica 4 ottobre alle 17.00, al Teatro Pileo di Prata di Pordenone, protagonista sarà Soojin Choi, violino solista, vincitrice a soli quattordici anni del Piccolo Violino Magico 2025.
Ad accompagnarla sarà l’Accademia d’Archi Arrigoni, diretta da Domenico Mason.
Un appuntamento dedicato al funambolico virtuosismo violinistico, nel quale talento, energia ed eleganza si incontrano. L’Accademia d’Archi Arrigoni completa il programma con la luminosa Sinfonia n. 29 di Mozart.
L’ingresso è fissato a 5 euro, gratuito per gli allievi della Scuola di musica Altoliventina.

10 ottobre – Arianna viva
Sabato 10 ottobre alle 20.30, il festival farà tappa a Gorizia, a Palazzo Attems-Petzenstein, per un irripetibile spettacolo nel quale il mito di Arianna torna a vivere attraverso musica e teatro.
Sul palco Pino De Vittorio alla voce, l’Ensemble Dialogos, Katarina Livljanić, voce e direzione, Albrecht Maurer alla viola da braccio, Norbert Rodenkirchen ai flauti e Bor Zuljan al liuto.
Le magnetiche interpretazioni di Katarina Livljanić e Pino De Vittorio si intrecciano con il suono degli antichi strumenti, accompagnando il pubblico in un viaggio nel labirinto dell’amore, dell’abbandono e della memoria.
Biglietto a prezzo unico: 10 euro.

15 ottobre – Il ritorno di Tobia
Giovedì 15 ottobre alle 20.45, nella Chiesa di Sant’Antonio a Porcia, sarà proposta la cantata Il ritorno di Tobia.
In scena Alice Fraccari e Fabiana Visentin, soprani, Francisco Ricardo, contralto, e l’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis, con Alberto Gaspardo al clavicembalo e alla direzione.
Composta a Venezia nel 1782, la cantata trasforma una storia biblica in un intenso teatro degli affetti. Sinfonie e arie di raffinata eleganza conducono dall’angoscia alla speranza, tra slanci festosi e momenti intimi. Una musica viva che racconta la guarigione del corpo e la salvezza dell’anima.

18 ottobre – La voce degli affetti
Domenica 18 ottobre alle 17.00, nella suggestiva Tenuta Setten di Mansuè, il canto tornerà a essere teatro dell’anima.
Protagonisti Marjetka Luznik Brezavšček, soprano, Gregor Fele, violoncello, ed Eva Dolinšek, clavicembalo.
La voce darà forma a passioni, attese e turbamenti, sostenuta dalle corporee sonorità degli strumenti. Un percorso attraverso musiche del Sei e Settecento, in un alternarsi di slancio e raccoglimento, dove ogni parola diventa al contempo gesto ed emozione.

23 ottobre – L’organista Don Camillo
Uno degli appuntamenti più curiosi e originali del festival è in programma venerdì 23 ottobre alle 20.45 nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Ghirano di Prata.
Protagonista sarà Fausto Caporali, all’organo.
L’organista Don Camillo è un progetto unico nel suo genere: le celebri melodie della saga di Don Camillo diventano materia per una nuova narrazione musicale, grazie alle improvvisazioni di Caporali sullo storico organo De Lorenzi del 1873.
Una nuova, esilarante colonna sonora prenderà forma in tempo reale, attraverso il dialogo tra lo strumento storico e le musiche legate all’indimenticabile universo creato da Giovannino Guareschi.

30 ottobre – Affinità elettive
Venerdì 30 ottobre alle 20.45, a Villa Frova di Stevenà di Caneva, sarà protagonista il Trio Esprit, formato da Leonardo Iannuccelli, violino e violoncello, Daniel Kückmeier, clarinetto, e Idil Naz Alici, pianoforte.
Dal celebre Gassenhauer Trio di Beethoven al Trio di Khachaturian, il programma attraversa epoche e linguaggi differenti.
Al centro anche Feryat, intensa pagina per violoncello e pianoforte della giovane compositrice Idil Naz Alici. A completare il programma, una selezione di Lieder dell’austriaco Robert Stolz (1880-1975), proposta in un originale arrangiamento per canto, violino e pianoforte.

6 novembre – L’alba dentro l’imbrunire
È uno dei nomi più attesi dell’edizione 2026. Venerdì 6 novembre alle 21.00, al Teatro Pileo di Prata di Pordenone, arriverà Giovanni Caccamo con L’alba dentro l’imbrunire.
Il cantautore sarà accompagnato dall’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis, diretta da Luigi Sferrazza.
Le più belle canzoni di Caccamo incontreranno un intenso omaggio al suo mentore Franco Battiato. Un concerto che ripercorrerà dieci anni di musica, parole e progetti, trasformando il repertorio del cantautore in un racconto sonoro arricchito dalla dimensione sinfonica dell’orchestra.
Informazioni e biglietti su Evients.

8 novembre – Anima viola
Domenica 8 novembre alle 11.30, nella Sala del Fontego di Portobuffolè, sarà protagonista il duo formato da Alberto Stiffoni, viola, e Irina Vaterl, pianoforte.
La voce intensa della viola incontrerà il pianoforte in un percorso tra virtuosismo, raccoglimento e lirismo tardo-romantico.
Da Paganini a Pärt, fino a Saint-Saëns, tre mondi sonori si susseguiranno e si risponderanno, rivelando i diversi volti espressivi degli stessi oggetti sonori: brillanti, meditativi, appassionati.

13 novembre – Ensueño Español
Venerdì 13 novembre alle 21.00, al Canevon di Villa Varda di Brugnera, musica e movimento si fonderanno in un’unica esperienza.
Protagonisti Axel Trolese, pianoforte, e Marta Roverato, ballerina di flamenco.
La danza flamenca sarà il cuore dell’evento. Sulle pagine di Albéniz, de Falla e Ravel, il ballo accenderà il pianoforte traducendone i suoni in gesto fisico, energia e tensione teatrale.
Un concerto-spettacolo di grande impatto, nel quale suono e movimento si incontrano e si completano.

20 novembre – Ode for St. Cecilia’s Day
Venerdì 20 novembre alle 20.45, il Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone ospiterà uno degli appuntamenti di più ampio respiro del festival: Ode for St. Cecilia’s Day di Georg Friedrich Händel.
A interpretarla saranno Giulia Bolcato, soprano, Luca Gotti, tenore, il Coro del Friuli Venezia Giulia e l’Orchestra dell’Accademia d’Archi Arrigoni, diretti da Alberto Gaspardo.
Nell’Ode a Santa Cecilia, Händel celebra la forza prorompente della musica, capace di scuotere il corpo ed elevare l’anima. Solisti, coro e grande orchestra faranno risuonare una partitura imponente, sospesa tra slancio festoso e solennità composta.
Un trionfale affresco barocco dedicato al misterioso potere dei suoni e alla santa protettrice dei musicisti.
L’appuntamento è previsto anche in replica a Zurigo.

27 novembre – Pour la fin du temps
Venerdì 27 novembre alle 20.45, il Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento ospiterà Pour la fin du temps.
Il quartetto sarà composto da Bernhard Mitmesser, clarinetto, Laura Bortolotto, violino, Krisztina Megyesi, violoncello, e Dunja Robotti-Löffler, pianoforte, brillanti musicisti del Mozarteum di Salisburgo.
Il tempo, cristallino e misurato in Mozart, sarà il punto di partenza di questo viaggio. Con il Quatuor pour la fin du temps di Messiaen, invece, il tempo si dilata, si dissolve e sembra infine svanire, aprendosi a una dimensione incerta e sospesa.
Dall’equilibrio classico alla vertigine dell’eternità trascendente.
Informazioni e biglietti su Evients.

4 dicembre – Un riscatto dall’oblio
Venerdì 4 dicembre alle 20.45, il Teatro Comunale di Polcenigo ospiterà un appuntamento dedicato alla memoria e alla riscoperta di una figura musicale dimenticata.
Un riscatto dall’oblio vedrà protagonisti Cristina Del Tin, soprano, Asdis Valdimarsdottir, viola, e Andrea Rucli, pianoforte.
Il concerto seguirà le tracce di Ella von Schultz Adaïewsky (1846-1926), compositrice di origine russa che da Venezia giunse fino a Polcenigo.
Musica, memoria e ricerca si intrecceranno così per riportare alla luce un itinerario umano e artistico rimasto a lungo nell’ombra.

12 dicembre – San Francesco, cantore del creato
Sabato 12 dicembre alle 20.45, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Visinale di Pasiano, Altolivenzafestival proporrà uno degli appuntamenti più significativi dell’edizione.
La Cappella Altoliventina eseguirà l’oratorio San Francesco di Quirino Colombani (ca. 1668-1710), in una prima esecuzione nell’ambito dell’anno francescano.
Sul palco Martina Zaccarin, soprano, Aurelio Schiavoni, contralto, Luigi Tinto, tenore, Rocco Lia, basso, Cristina Vidoni, violoncello, Luciano Russo, arciliuto, e Michele Geremia, clavicembalo e organo.
La Cappella Altoliventina riporterà alla luce una pagina dimenticata del Barocco italiano, attraverso una musica sospesa tra slancio teatrale e spiritualità autentica. L’oratorio racconta la figura e la vita del Santo che cantò al mondo la bellezza del creato.
Un appuntamento che lega così il tema di Corpo e anima alla dimensione spirituale e alle celebrazioni dell’anno francescano.

30 dicembre – 52° Concerto di Natale
A chiudere, come da tradizione, l’edizione 2026 sarà il 52° Concerto di Natale, in programma mercoledì 30 dicembre alle 20.45 nella Chiesa di Santa Lucia a Prata di Pordenone.
Protagonista sarà la Cappella Altoliventina, con Alberto Gaspardo all’organo e pianoforte e Matteo Valbusa alla direzione.
Un appuntamento che rappresenta ormai una vera e propria tradizione del festival e che, per la cinquantaduesima volta, accompagnerà il pubblico verso la conclusione dell’anno, chiudendo il percorso iniziato tre mesi prima con Bronzo e Respiro.

UNA RETE TERRITORIALE PER UN FESTIVAL DIFFUSO
La nuova edizione di Altolivenzafestival nasce grazie a una rete ampia di istituzioni, Comuni, realtà culturali, associazioni, imprese e comunità locali.

Il festival può contare sul sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia / Io Sono Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli.
Aderiscono e collaborano al progetto il Comune di Prata di Pordenone, il Comune di Pasiano di Pordenone, il Comune di Brugnera, il Comune di Polcenigo, il Comune di Caneva, il Comune di Porcia e il Comune di Mansuè.

Accanto alle istituzioni opera una rete di partner commerciali, bancari e sponsor composta da BCC Pordenonese e Monsile, Hotel Ristorante Prata Verde, Coop. delle Attività del Tempo Libero – CRAL Brugnera (1947) e Victoria.

Numerose sono inoltre le collaborazioni con realtà culturali, musicali e sociali: Johann Joseph Fux Konservatorium, Conservatorio di Musica “Jacopo Tomadini” Udine, Tenuta Setten, Pro Loco Ghirano Porte Aperte (APS), Accademia d’Archi Arrigoni, Coro FVG (Coro del Friuli Venezia Giulia), Accademia Musicale Naonis, Dramsam – Centro Giuliano di Musica Antica, Coro Ghirano, Pro Loco Portobuffolè, Pro Loco Maron APS, Cooperativa Sociale ACLI, Airone O.N.L.U.S., Il Giglio (Cooperativa Sociale), Fondazione OSF, IMARTS (International Music and Arts) ed Evients.

A questa rete si aggiungono le parrocchie collaboratrici, che contribuiscono in maniera significativa alla dimensione diffusa del festival mettendo a disposizione luoghi di grande valore storico, artistico e comunitario: la Parrocchia di S. Lucia di Prata di Pordenone, la Parrocchia di S. Michele Arcangelo di Maron di Brugnera, la Parrocchia di SS. Pietro e Paolo di Ghirano di Prata, la Parrocchia di SS. Antonio e Nicolò di Cecchini di Pasiano, la Parrocchia di S. Maria degli Angeli di Visinale di Pasiano, la Parrocchia di S. Antonio di Porcia, la Parrocchia di S. Marco del Duomo di Pordenone e la Parrocchia di Santa Maria della Presentazione di Puja di Prata.

È proprio questa pluralità di soggetti a rappresentare uno degli elementi caratterizzanti di Altolivenzafestival: un progetto culturale che mette in relazione istituzioni pubbliche e realtà private, professionisti della cultura e associazionismo, formazione musicale e territorio, comunità locali e pubblico.

Diciassette appuntamenti, quattro mesi di programmazione e una rete capace di coinvolgere territori e linguaggi differenti: Altolivenzafestival 2026 propone così un nuovo viaggio nella musica e nella cultura, seguendo il filo rosso di un rapporto indissolubile. Perché, come ricorda Elia Pivetta, anche e soprattutto nella musica, “l’uno non esiste senza l’altra e viceversa”.

Per info su tutti gli eventi del festival è possibile, consultate il sito www.altolivenzafestival.it
Dove sono specificati orari, modalità di prenotazione e acquisto di eventuali biglietti.