Diocesi
Domenica 27 settembre: tre nuovi diaconi per la Diocesi
Diocesi in festa per tre nuovi diaconi: «La vera grandezza è servire» PORDENONE – Una folla numerosa e commossa ha gremito la Concattedrale di San Marco a Pordenone per l’ordinazione diaconale di Cristian Marangon, Mirco Fava e Oscar Chisom Awuzie, presieduta dal vescovo Giuseppe Pellegrini. Tantissimi fedeli, sacerdoti, familiari e giovani sono giunti dalle diverse parrocchie della diocesi di Concordia-Pordenone per stringersi con calore e preghiera attorno ai tre seminaristi in una liturgia solenne e intensa.
Tre volti e tre cammini differenti che testimoniano la bellezza delle vocazioni: Cristian Marangon, 49 anni, originario di Eraclea, con alle spalle una laurea in Scienze dell’educazione, anni di lavoro nelle cooperative sociali a contatto con le disabilità e l’esperienza in Comunione e Liberazione; Mirco Fava, 25 anni, di Prata di Pordenone, cresciuto nella vita parrocchiale e nell’Azione Cattolica sull’esempio dell’amato parroco don Danilo Favro; Oscar Awuzie, 31 anni, nato in Nigeria, approdato in diocesi nel 2023 dopo gli studi teologici e una vocazione maturata fin dalla primissima infanzia.
Parole calorose quelle pronunciate da monsignor Pellegrini durante l’omelia: «Vedere tre nostri fratelli consegnare interamente la propria vita nelle mani del Signore e dei fratelli è un segno di speranza che squarcia il velo del pessimismo contemporaneo: Dio non ha smesso di chiamare e l’uomo non ha smesso di rispondere».
Il vescovo ha ricordato che il diaconato non è un passaggio burocratico né una scalata: «Nella logica di Dio l’ordinazione non è un’ascesa sociale o una carriera, ma una discesa interiore. L’umiltà non è un optional». Rivolgendosi direttamente ai tre ordinandi, ha messo in guardia dalle lusinghe mondane: «La mentalità corrente vi dirà che il successo dipenderà dall’influenza, dai like o dalle visualizzazioni. Il Vangelo vi dice invece che il vostro successo pastorale si misurerà da quanti piedi avrete lavato, da quante lacrime avrete asciugato nel segreto e da quanta fede avrete dimostrato nel servire l’Eucaristia e i poveri».
Infine, mons. Pellegrini ha richiamato il valore della vita celibataria, da vivere come «sorgente di gioia radiosa e libertà interiore: liberi per amare e per servire», esortando i novelli diaconi a toccare le piaghe di chi soffre e ad affidarsi ogni giorno alla protezione di Maria, serva del Signore. Un lungo applauso della comunità in festa ha sigillato il loro commosso “eccomi”.