Chiesa
I Papu e San Francesco: nuovo spettacolo “Ottocentesco”
Per raccontare di s. Francesco occorre anche molta fantasia ma soprattutto è fondamentale avere un animo allegro. Ecco perché non si poteva lasciare nell’ombra “I Papu” dopo le loro affascinanti rappresentazioni di Mons. Giuseppe Lozer, Un prete ruvido, e la Lettura dell’enciclica Laudato sì di papa Francesco. Le premesse c’erano ed erano ben indirizzate.
La proposta veniva accolta con entusiasmo e quindi all’opera, coadiuvati dai consigli di padre Mario Favretto, guardiano del convento che serve il santuario di Motta di Livenza, e da un supporto letterario indicato da don Giosuè Tosoni. Con l’impegnativa di garantire le “prime” al paese di San Francesco in Val d’Arzino e alla parrocchia di san Francesco a Pordenone. L’attesa è tanta sia per il primo che per il secondo appuntamento: il primo in Val d’Arzino, nella chiesa parrocchiale, per una “presentazione” della rappresentazione (domenica 6 settembre, ore 16.00), e il secondo nella chiesa della parrocchia di san Francesco a Pordenone per la “rappresentazione” completa (domenica 27 settembre, ore 20.30). Incuriositi fin dal titolo Ottocentesco, 800 anni di san Francesco, di “quel ragazzo di Assisi che ha sconvolto il mondo parlando di pace, povertà e fratellanza”.
Per uno spettacolo che “toglie il superfluo al mito, esattamente come Francesco ha scolpito la sua esistenza togliendo il superfluo che la circondava; ovvero quasi tutto”. “Vero e falso, storia e leggenda, sacro e profano si mescolano in un melting pot antropologico che permette a ciascuno di noi, ancora oggi, a distanza di 800 anni, di ricordare un uomo che era stato ricco ma che ora considerava il denaro la causa di tutti i mali, che era stato cavaliere ma che ora ripudiava la violenza e di conseguenza anche la guerra senza se e senza ma, che era stato il front man della gioventù assisana ma che ora voleva vivere da ultimo tra gli ultimi”. “Un uomo che, come si dice in questi casi, se non fosse esistito veramente andrebbe inventato. Talmente attuale è l’urgenza del suo messaggio nel mondo di oggi. Un mondo ipertrofico, ipertecnologico e intelligenzartificialistico. Ma arido di valori e assetato di umanità. Di semplice umanità”.
Solo qualche pennellata per una rappresentazione non di maniera, doppiamene originale, non solo perché tutto si svolge fra le parole e le barbe dei due comici, soprattutto perché la curiosità del Santo è tanta e il desiderio di trovare o consolidare un bel modo di vivere la propria umanità è ogni giorno più urgente.
Il Comitato SanFrancesco800