Russia: terminata la missione diplomatica di mons. Gallagher. Messa con i cattolici russi, “chiamati a diventare artigiani della pace”

Erzbischof Paul R. Gallagher Foto Credit: Angelika Lauber, BMEIA

“Siamo chiamati, come ci incoraggia Papa Leone XIV, a diventare artigiani della pace nella nostra vita quotidiana”. Lo ha detto mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati (ministro degli Esteri) del Vaticano, nell’omelia che ieri 28 agosto ha pronunciato durante una Messa celebrata nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione della capitale russa, a conclusione della sua “missione” a Mosca dal 25 al 28 agosto. Il testo dell’omelia è stato pubblicato oggi sul sito dell’arcidiocesi di Mosca. Hanno concelebrato con il rappresentante vaticano il Nunzio Apostolico presso la Federazione Russa, l’arcivescovo Giovanni D’Aniello, vescovi e sacerdoti provenienti dalle parrocchie russe. Alla Santa Messa hanno partecipato oltre ai fedeli cattolici russi, anche rappresentanti del corpo diplomatico, provenienti da diversi paesi.

(Foto arcidiocesi di Mosca)

All’inizio dell’omelia, mons. Gallagher ha trasmesso “i più sentiti saluti paterni del Santo Padre, Papa Leone XIV, il quale mi ha espressamente incaricato di dirvi che vi include nelle sue preghiere quotidiane e vi chiama a proseguire con sempre maggiore fervore sulla via della fede”. “Veniamo da paesi, culture e storie diverse, ma qui nel cuore di Mosca siamo come un’unica famiglia, uniti dalla stessa fede in Dio”. “Vivere il Vangelo – ha quindi proseguito Gallagher – significa anche camminare insieme – per il bene comune – lungo la via del dialogo e della pace”. “Gesù ha dimostrato che un dialogo autentico non è mai un compromesso che distrugge l’identità di una persona, ma piuttosto un incontro di cuori”. E “il Vangelo – ha detto Gallagher – ci incoraggia a cercare instancabilmente ciò che ci unisce, non ciò che ci divide”.

Messa  celebrata da mons. Paul Richard Gallagher (Foto arcidiocesi di Mosca)

A questo proposito, il rappresentante della diplomazia della Santa Sede ha ricordato il passo del Vangelo sulla Beatitudini laddove Gesù disse: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9). Ed ha spiegato: “Ricordiamolo bene: non dice beati i pacifici, i calmi, ma beati gli operatori, cioè coloro che creano la pace, che la costruiscono giorno dopo giorno. La pace evangelica non è l’assenza di dibattito o di punti di vista diversi, ma la presenza viva della giustizia, del rispetto reciproco e dell’amore. Un operatore di pace è un costruttore, che crea ponti di dialogo e di comprensione, disarma i cuori e guarisce le ferite con vicinanza, perdono e gentilezza”.

“Cari fratelli – ha concluso mons. Gallagher -, questo incontro mi offre una meravigliosa opportunità per ringraziarvi del vostro impegno nel vivere e testimoniare i valori del Vangelo. E nel nome del Santo Padre, desidero invitarvi a irradiare la luce del Vangelo nelle vostre parrocchie, case, luoghi di lavoro e nella vita di tutti i giorni. Uniamoci a coloro che, come noi, desiderano il bene, pronti a tendere una mano a chi si sente solo o emarginato in mezzo alla folla. La fiducia che ci accompagna si fonda sull’ultima promessa di Gesù: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28,20). Non siamo soli in questa missione. Affidiamo questo cammino di comunione e di servizio a Maria, Madre di Dio e Regina della Pace, affinché ci aiuti, attraverso il rispetto reciproco e il dialogo fraterno, a costruire ponti che ci permettano di incontrarci, conoscerci e rispettarci, e insieme di costruire la pace nel mondo”. Il numero due della diplomazia vaticana, che era stato a Mosca l’ultima volta nel novembre del 2021, è arrivato per questa nuova missione lunedì sera. Martedì ha avuto un incontro con il ministro degli Esteri Serghei Lavrov e ieri con Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente Vladimir Putin. Incontrando i giornalisti con Lavrov subito dopo il loro faccia a faccia, mons. Gallagher aveva affermato che “questa guerra deve finire”, e “non può essere risolta con mezzi militari”. Pertanto, aveva ribadito che la Santa Sede continuerà ad offrire “sostegno diplomatico e offrire uno spazio per il dialogo” per cercare una pace negoziata.

MCB