Spettacoli
Nuova voce a un capolavoro barocco, il 22 al Teatro Verdi
Nel 1695 la badessa di un convento viennese, Maria Anna von Raschenau, compone un oratorio dedicato alle stimmate di San Francesco su un libretto del medico di corte viennese, che fu eseguito al cospetto dell’imperatore d’Austria Leopoldo I. Oggi quella composizione dimenticata è riscoperta, studiata e trascritta, e avrà la sua prima esecuzione in età contemporanea a Pordenone martedì 22 settembre”. Così ha annunciato Bruno Malattia, presidente della Fondazione Friuli nel raccontare la riscoperta di questa composizione.
La proposta è giunta dall’associazione La Via delle Arti, e nel sostenerla si sono aggiunti anche il Comune di Pordenone (che lo ha inserito nei progetti Verso Capitale Italiana della Cultura 2027), il Teatro Verdi che ospiterà l’evento, e la Regione Fvg.
Lo straordinario evento – biglietti 10 euro disponibili alla biglietteria del Teatro – è stato presentato durante una conferenza stampa venerdì 11 settembre nella sala di rappresentanza del Comune di Pordenone, con la partecipazione di Bruno Malattia che ha spiegato la circostanza; del sindaco Alessandro Basso e dell’assessore alla Cultura Alberto Parigi che hanno rilevato l’importanza dell’appuntamento sotto il profilo musicale in vista di Pordenone 2027 ma anche la rilevanza culturale nell’800° anniversario francescano; Giovanni Lessio presidente del Teatro Verdi che ha espresso la soddisfazione di rappresentare in questo modo un’identità culturale di tutto il territorio. È poi stata data parola al direttore artistico del progetto Diego Cal e al direttore Roberto Zarpellon.
L’oratorio è un dramma sacro in forma di concerto pertanto senza allestimento scenico; è strutturato in due parti e richiede otto voci soliste (Cristo Redentore, San Francesco, cinque serafini e appunto il testo per il recitativo), cui si aggiunge un coro di 12 voci, accompagnati da un ensemble di dodici archi e un organo (che per l’occasione sarà portato in Teatro). Sul palco dunque si uniranno tre compagini, l’Orchestra Tiepolo Barocca del Fvg, l’Orchestra Mitteleuropea Lorenzo da Ponte e il Venice Monteverdi Academy Choir, tutti diretti dal maestro Zarpellon, con la direzione artistica del progetto a cura del maestro Diego Cal.
È stato proprio Diego Cal ad annunciare che la produzione sarà eseguita anche a Vienna, e che nel 2027 ne verrà curata una pubblicazione. Cal ha poi raccontato la nascita di questa riscoperta: “Facendo una ricerca su San Francesco mi sono imbattuto in alcuni frammenti di quest’opera. Ho poi recuperato la partitura nella Biblioteca Nazionale di Vienna, operazione non facile perché qui è conservata non con il suo titolo Le Sacre Stimmate di San Francesco d’Assisi bensì con un codice. La composizione è scritta benissimo; quanto al testo l’unico libretto esistente è conservato nella Biblioteca Marciana. Abbiamo dunque iniziato il lavoro di trascrizione di tutta la partitura e dei testi. Ho poi contattato il maestro Zarpellon che ha fatto una approfondita analisi dal punto di vista musicologico”.
Occorre “capire il contesto in cui è nata questa composizione alla corte viennese, pur avendo molti legami con la scuola veneziana e ancor più con quella romana – ha poi aggiunto Roberto Zarpellon – Alla corte viennese la musica aveva il compito di dimostrare la forza della dinastia in Europa. Aggiungiamo poi che la musica era funzionale al potere, se pensiamo che il Kapelmeister allora era paragonabile a un Ministro degli Esteri. Lo stesso Leopoldo I suonava e componeva”.
Prima dell’esecuzione, martedì 22 settembre alle 20.30 al Teatro Verdi di Pordenone, il maestro Zarpellon farà una prolusione. Inoltre verrà distribuito al pubblico un libretto che traccia il profilo musicologico e storico dell’Oratorio.
Maria Anna von Raschenau fu compositrice e Canonichessa agostiniana, nacque a Vienna tra il 1644 e il 1650; fu una delle figure più affascinanti e virtuosistiche del Barocco mitteleuropeo. Nel 1672 entrò nel convengo di San Giacomo “auf der Hülben” dove nel 1710 divenne Chormeisterin (maestra di coro) dirigendo un ensemble femminile molto stimato dalla famiglia imperiale. Il recupero di questa composizione ha un valore storiografico e filologico ma anche per la corretta rappresentazione del ruolo e del contributo che le donne hanno dato alla musica. Le Sacre Stimmate di San Francesco d’Assisi fu eseguito per la prima volta il 25 luglio del 1695 durante la visita stazionale dell’imperatore al convento in occasione della festa di San Giacomo.
BREVI NOTIZIE SULL’OPERA
L’opera Le sacre stimmate di San Francesco d’Assisi, composta dalla canonichessa viennese Maria Anna von Raschenau, rappresenta una rara testimonianza del contributo femminile alla musica del Barocco europeo. Eseguita per la prima volta nel 1695 in onore dell’imperatore Leopoldo I d’Asburgo, è giunta fino a noi grazie alla conservazione del manoscritto presso la Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna (Österreichische Nationalbibliothek), mentre il libretto a stampa, con testi curati da Marco Antonio Signorini, medico di corte, è conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. L’opera rievoca il dono delle stimmate ricevute da San Francesco sul monte della Verna nel 1224, proponendo una profonda riflessione musicale di straordinaria intensità spirituale attraverso una scrittura raffinata che unisce la tradizione musicale viennese alle suggestioni della scuola italiana. La proposta artistica del 22 settembre offre così l’opportunità di riscoprire una preziosa pagina della cultura europea, nella quale musica, spiritualità e sensibilità umana si fondono in un messaggio di sorprendente attualità e forza espressiva.