Pordenonelegge
A Pordenonelegge: donne, forza e fragilità
Due incontri, due prospettive, un unico filo conduttore che porta alla capacità di guardare alla fragilità non come a un limite, ma come a una dimensione della vita da accogliere e comprendere.
il 16 alle ore 21
A Pordenonelegge si affronta il tema dell’affido familiare, con la testimonianza e la sensibilità di Niccolò Agliardi, che ha raccontato il suo percorso di genitore affidatario single nel libro Per un po’. Storia di un amore possibile (Salani). L’incontro è in programma mercoledì 16 settembre, alle 21, nel Convento di San Francesco, in collaborazione con i Servizi Sociali dell’Ambito Noncello.
Una storia vera, forte e coinvolgente, che racconta di una paternità possibile, divisa fra amore e regole, supporto e responsabilità, abbandoni e abbracci. Al centro, l’esperienza di padre affidatario di Niccolò Agliardi, autore e cantautore, che ha pubblicato quattro dischi di inediti, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti da pubblico e stampa. Da anni collabora con grandi artisti italiani e internazionali e ha scritto con Alessandro Cattelan il romanzo Ma la vita è un’altra cosa. È collaboratore alla cattedra di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Milano e docente di Tecniche di scrittura creativa. È stato direttore artistico e compositore delle canzoni originali per la colonna sonora della serie tv Braccialetti rossi, record di ascolti. Conduce programmi in radio e in tv.
il 18 alle 17
Venerdì 18 settembre, alle 17, nella sala ProPordenone, i riflettori si accendono sul rapporto tra donne, media e disabilità, a partire dal libro Donne, disabilità e media. Parole vs barriere, realizzato da Giulia Giornaliste Sardegna, per riflettere su come la narrazione pubblica possa contribuire a cambiare stereotipi e linguaggi. Le giornaliste Paola Dalle Molle e Fabiana Martini – due delle autrici del libro scritto a più mani – affronteranno il tema con Sergia Adamo, docente dell’Univ. di Trieste e coordinatrice del Centro interdipartimentale di ricerca per gli studi di genere. L’incontro è realizzato in collaborazione con Carta di Pordenone e Giulia Giornaliste.
Il volume, come anticipato, è un lavoro collettivo di oltre 150 pagine, con 24 contributi nato dal percorso della Carta di Olbia, il protocollo per una corretta rappresentazione della disabilità nei media.
Il libro, che affronta anche il tema della salute mentale, non è solo un testo sulla disabilità, ma soprattutto una riflessione sul giornalismo e sul suo ruolo democratico, partendo dall’idea che l’inclusione passi innanzitutto dal modo in cui si racconta. In un mondo in cui l’informazione è sempre più frammentata, manipolata e spesso priva di radici e fonti, il volume propone un salto di qualità nella professione giornalistica: una professionalità che nasce dalla considerazione, dal riconoscimento e dal rispetto di tutte le persone delle quali parliamo e alle quali ci rivolgiamo.
PDM