Pordenonelegge
Speranza e colpa: figure in cammino (Noè e Mosè)
Sono tre gli appuntamenti con cui Aladura inaugura la propria 19^ rassegna – quest’anno dedicata al tema del Silenzio – all’interno di Pordenonelegge, festa del libro e della libertà.
Il primo dei tre appuntamenti – tutti presentati da Stefano Bortolus – mercoledì 16 settembre alle 21 è con Teresa Bartolomei e ha come titolo “Speranza e colpa: figure in cammino”. Bartolomei propone due figure bibliche tra le più note: Noè e Giuda. La storia di Noè rivela tutta la sua realistica urgenza in questo tempo in cui la grande potenza tecnologica mette l’uomo in condizione di distruggere la terra. Il tradimento di Giuda, da parte sua, ci interroga sulla perdizione massima – tradire un amico, tradire Dio – e sulla sua terribile soluzione. Pur nella diversità di contesto narrativo, queste storie ci parlano entrambe di un destino di colpa e di un collasso della speranza. Invece Teresa Bartolomei fa dei due protagonisti delle “figure in cammino” verso la luce della Parola, capovolgendo la loro sorte e convertendo il nostro sguardo. Docente e ricercatrice alla Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica di Lisbona, Bartolomei ha studiato Filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma con Tullio De Mauro e alla Goethe-Universität di Francoforte con Karl-Otto Apel.
Il secondo autore ospite di Aladura è il regista cinematografico Davide Ferrario che terrà due incontri differenti: il mattino di giovedì 17 settembre alle 9 per le scuole e la sera alle 20.30 per il pubblico.
Agli studenti Ferrario presenterà il suo libro di “La fine della fine” (Einaudi) interrogandosi sulla natura profonda della serialità in un’epoca come quella attuale intrisa di velocità, e su che cosa sia oggi la narrazione per immagini, attingendo alla sua esperienza diretta e alle sue riflessioni teoriche applicate allo “storytelling”. La sera, sarà la volta di “L’isola della felicità”: in un’isola sperduta nell’Oceano Pacifico la popolazione, che ha sempre vissuto con frugalità di pesca e agricoltura, si ritrova ricchissima grazie allo sfruttamento di un deposito di guano, da cui si ricavano fertilizzanti di pregio. Dall’oggi al domani l’isola diventa uno dei paesi con il reddito pro capite più alto al mondo. Cinquant’anni dopo, l’isola è in miseria e l’unica graduatoria a cui è in testa è quella della popolazione più obesa del pianeta.
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