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Dichiarazione finale vertice Nato di Ankara: difesa collettiva, industria bellica, sostegno a Kiev
La Dichiarazione finale del vertice Nato di Ankara dell’8 luglio 2026 ribadisce innanzitutto il principio cardine dell’Alleanza atlantica: la difesa collettiva sancita dall’articolo 5 del Trattato di Washington, secondo cui “un attacco a uno è un attacco a tutti”. I leader dei 32 Paesi membri hanno riaffermato l’unità transatlantica e l’approccio “a 360 gradi” alla deterrenza e alla sicurezza. Il documento individua nella Russia una minaccia di lungo periodo per la sicurezza euro-atlantica e richiama anche il persistente rischio terroristico. In questo quadro, gli Alleati sottolineano di stare dando attuazione agli impegni assunti all’Aia, evidenziando che nel 2025 i Paesi europei della Nato e il Canada hanno aumentato di oltre 139 miliardi di dollari gli investimenti nella difesa. Ad Ankara è stato inoltre annunciato l’avvio di nuovi programmi di acquisizione militare per oltre 50 miliardi di dollari, accompagnati dall’impegno ad aumentare la capacità produttiva dell’industria della difesa e ad accelerare l’innovazione tecnologica. La dichiarazione insiste sulla costruzione di una “Europa più forte in una Nato più forte”, con gli Alleati europei e il Canada chiamati ad assumere maggiori responsabilità, in collaborazione con gli Stati Uniti. La deterrenza dell’Alleanza viene definita come fondata sull’integrazione di capacità nucleari, convenzionali, missilistiche, spaziali e cyber, con investimenti nei sistemi senza equipaggio, nell’intelligenza artificiale, nella difesa aerea e nelle capacità di intelligence. Ampio spazio è dedicato all’Ucraina, ritenuta un contributore alla sicurezza transatlantica. Gli Alleati confermano il loro “incrollabile sostegno” a Kiev e si impegnano a fornire nel 2026 aiuti militari, assistenza e addestramento per 70 miliardi di euro, con l’obiettivo di mantenere livelli analoghi anche nel 2027, sostenuti anche dai finanziamenti pluriennali dell’Unione europea.