San Vito al Tagliamento: visite a Palazzo Altan

Nei mesi di maggio, giugno e settembre saranno proposte visite guidate dedicate al giardino dello storico Palazzo Tullio Altan (Via Antonio Altan 83, San Vito al Tagliamento), che ospita il Museo della Vita Contadina “Diogene Penzi”, con la possibilità di estendere il percorso agli spazi museali.

A maggio, le visite si svolgono il 17, 30 e 31 maggio 2026, organizzate in tre diversi turni di ingresso, così da garantire una migliore distribuzione dei partecipanti e una fruizione più ordinata dell’esperienza. Gli orari previsti per ciascuna giornata saranno alle ore 11.00, 16.00 e 17.30.

La stessa articolazione oraria sarà mantenuta anche nelle successive aperture, previste nei giorni 1, 2, 6, 7 e 21 giugno 2026, sempre con le medesime tre fasce orarie.

Il calendario delle visite proseguirà poi nel mese di settembre, quando sarà possibile partecipare nelle giornate del 6 e del 20, anche in questo caso con ingressi programmati alle ore 11.00, 16.00 e 17.30.

Le aperture straordinarie nelle giornate di sabato 30 e domenica 31 maggio, nonché lunedì 1 e martedì 2 giugno, sono state disposte in concomitanza con il “Ribolla Gialla Wine Festival” di San Vito al Tagliamento.

Nelle giornate di sabato 6 e domenica 7 giugno, le visite si inseriscono nel programma di “Appuntamento in Giardino”, iniziativa di rilievo nazionale promossa da APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia: un’importante opportunità di valorizzazione e apertura al pubblico del giardino, attraverso percorsi accompagnati dedicati.

In tutte le giornate indicate, il museo sarà aperto con orario continuato dalle ore 10.00 alle 19.00, assicurando un’accoglienza costante ai visitatori.

Il giardino

Il giardino di Palazzo Tullio Altan si estende a sud est del centro storico di San Vito al Tagliamento ed è un piccolo gioiello compreso tra gli edifici del palazzo e i resti della cinta muraria che segue le Fosse.

 Il giardino ha un impianto risalente al sec. XVII e documentato a partire dal sec. XVIII. Risale alla seconda metà del Settecento, in occasione dell’accorpamento della Torre-porta Grimana con la proprietà Tullio Altan, l’importante intervento di trasformazione e accrescimento che coinvolse il palazzo e le adiacenze, e che venne effettuato con l’impiego di materiali edilizi provenienti dalla demolizione dell’edificio patriarcale della Porta. Una planimetria del 1771 riporta una divisione tra la parte antistante la dimora gentilizia, delimitata da una esedra, con un asse che immetteva nello spazio a est, un tempo ripartito in riquadri geometrici e che terminava in una vera e propria “porta d’acqua” che si affaccia ancora oggi sulla roggia. L’area retrostante l’esedra con molta probabilità era organizzata a brolo, con impianto regolare.

 L’assetto odierno del giardino è frutto di un’importante trasformazione dell’impianto seicentesco voluta dai proprietari nei primi decenni del Novecento. Dell’impianto originario rimangono l’emiciclo murario, che divide lo spazio in due ambiti ben distinti per forma e funzione, e parte dell’asse che dal portone d’ingresso del palazzo, intercettando la porta centrale dell’emiciclo e attraversando la proprietà, conduceva al “portalino” sulle Fosse, tutt’ora ornato da figure allegoriche dipinte. L’emiciclo è un manufatto d’epoca barocca progettato oltre che per definire lo spazio scoperto anche come fondale scenografico e come macchina acustica, ancora capace di amplificare potentemente suoni e voci. La parte antistante l’emiciclo è caratterizzata da un giardino formale in bosso (Buxus sempervirens, in varietà diverse) mentre quella retrostante da un piccolo parco contraddistinto da conifere e vialetti sinuosi. Buona parte della componente vegetale arborea e arbustiva risale all’intervento novecentesco (le due Cryptomeria japonica “Elegans” davanti al palazzo sono presenti in una foto di inizio secolo).

 Nel 1986 la proprietà è subentrata dalla famiglia Tullio Altan alla Provincia di Pordenone, e nel decennio successivo sono stati intrapresi diversi lavori di restauro degli edifici storici e del giardino su progetto dell’architetto Paolo De Rocco. Particolare interesse è stato posto, durante l’opera di restauro, alla presenza della collezione di rose cercando di riproporre il raffinato interesse tematico della sua ideatrice la Signora Gianna Vinaj Tullio. L’impianto è stato integrato con la messa a dimora di rose storiche privilegiando le varietà coltivate nel periodo che va dalla fine dell’Ottocento agli anni Trenta del secolo scorso. Altrettanto dicasi per la ricomposizione delle aiuole per le quali si è fatto riferimento alla flora ornamentale impiegata in passato con varietà presenti in altri giardini della zona e coevi.

Il palazzo Tullio Altan e il giardino sono stati inseriti tra i beni di interesse culturale secondo il D.Lgs 42/2004 e dal 2016 la proprietà è stata trasferita alla Regione Friuli Venezia Giulia per la sua gestione e valorizzazione grazie alla promozione e coordinamento delle attività nel settore turistico e culturale.

***

INFO

T 0434833275

E didatticamusei.erpac@regione.fvg.it