Costume e Società
Al Beato Odorico la mostra su Falcone e Borsellino
Inaugura sabato 24 aprile la mostra itinerante L’eredità di Falcone e Borsellino. Dall’impegno al sacrificio: la storia che ha cambiato il Paese.
La mostra allestita nell’oratorio della Parrocchia Beato Odorico (in via Beata Domicilla a Pordenone) rimarrà aperta fino al 14 maggio, visitabile i martedì – mercoledì – venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Sabato e domenica dalle 10 alle 12.30.
All’inaugurazione – sabato 24 alle 10 – interverranno Antonino Mondello Presidente Unms Nazionale, il presidente territoriale dell’Unms Giorgio Romano, da remoto il giornalista autore della mostra Franco Nuccio e Franco Nicastro, oltre a Alessandro Basso sindaco di Pordenone, Pietro Montrone Procuratore della Repubblica ed Emanuele Loperfido deputato.
Il percorso espositivo è guidato dalle immagini provenienti dall’archivio dell’ANSA e dalle foto messe a disposizione dalle famiglie dei due magistrati. La mostra, inaugurata nel 2012 a Palermo dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stata continuamente aggiornata, ospitata in varie sedi istituzionali, visitata da migliaia di ragazzi delle scuole ai quali sono stati trasmessi il messaggio e la storia di due magistrati che con il loro sacrificio hanno lasciato una grande eredità morale.
Queste foto sono la testimonianza più evidente del sacrificio dei giudici Falcone, Borsellino e Morvillo, degli uomini e delle donne delle scorte. Noi tutti abbiamo il dovere di ricordare, nella convinzione che arte e impegno non possano mai essere slegati”.
Falcone e Borsellino hanno lasciato un segno indelebile, di coraggio, onestà e rifiuto di sottomissione ai soprusi.
Erano rispettivamente il 23 maggio e il 19 luglio 1992, quando, a distanza di 57 giorni l’uno dall’altro, due boati interrompevano la calma che regnava a Palermo: erano le due esplosioni che mettevano fine alle vite di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nelle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Da quel momento nulla è stato più come prima. La loro morte ha finalmente suscitato una reazione nei cuori delle persone, riuscendo a rompere quel muro di silenzio che si era creato e che negli anni era riuscito a rafforzarsi sempre di più. Hanno aperto sempre di più la ferita che, progressivamente, si era originata ed estesa dopo la morte delle già allora troppe vittime innocenti. Falcone e Borsellino sono stati uccisi perché cercavano giustizia, perché cercavano di cambiare la città che tanto amavano e che avevano visto oscurarsi sempre di più. Ma la verità è che ci hanno lasciato una grande eredità: il loro insegnamento alla legalità.