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La guerra civile spagnola raccontata dai grandi maestri
Prosegue giovedì 9 aprile alle 20.45 a Cinemazero la rassegna “¡No pasarán! La guerra civile spagnola raccontata dai grandi maestri”, a cura di Federico Rossin. La retrospettiva propone una ricca polifonia di immagini e racconti che restituiscono tutta la complessità di uno dei passaggi più cruciali del Novecento, mettendone in luce l’intensità e la persistente attualità. In un’epoca segnata dal ritorno di forti nazionalismi, rileggere la guerra civile spagnola significa interrogare il nostro presente.
La serata si apre con Cuore di Spagna (1937) di Paul Strand e Leo Hurwitz, un’opera formalmente innovativa e profondamente commovente. Il film, costruito come un potente montaggio di immagini, nasce da un antifascismo militante e da un forte spirito internazionalista. Attraverso il ritmo e una narrazione altamente simbolica, viene raccontata la vita dei combattenti repubblicani. Realizzato a partire dalle riprese girate a Madrid da Herbert Kline e Géza Karpathi, il film documenta l’attività del medico canadese Norman Bethune, impegnato in un innovativo servizio di trasfusione di sangue per salvare i soldati feriti dell’esercito repubblicano. Nel montaggio di Strand e Hurwitz, il gesto della donazione diventa simbolo potente di solidarietà civile e resistenza.
A seguire, Speranza – Sierra de Teruel di André Malraux, unico film diretto dal grande scrittore francese. Realizzato alla fine del conflitto, il film si distingue per uno stile essenziale e rigoroso che intreccia finzione e realtà, anticipando elementi del neorealismo di Roberto Rossellini e della nouvelle vague. Concepito nel 1938, il progetto nacque da un’esperienza diretta della guerra, ma non fu un adattamento del romanzo L’Espoir. Malraux scrisse personalmente la sceneggiatura e i dialoghi, tradotti in spagnolo da Max Aub, mentre Boris Peskine curò il découpage tecnico. Le riprese iniziarono a Barcellona nel giugno 1938, ma furono interrotte nel gennaio 1939 con l’arrivo delle truppe franchiste. Il film, completato con mezzi di fortuna, riuscì a salvarsi e uscì solo nel 1945, a guerra conclusa.
La rassegna proseguirà giovedì 16 aprile, sempre alle 20.45, con Morire a Madrid di Frédéric Rossif, opera monumentale che ricostruisce con grande potenza narrativa gli eventi della guerra. La retrospettiva si concluderà giovedì 23 aprile alle ore 20.45 con i film di Henri Cartier-Bresson: Vittoria della vita, seguito da La Spagna vivrà, due lavori che si configurano come vibranti appelli alla solidarietà internazionale e testimonianze profonde della tragedia e della resistenza del popolo spagnolo.
