Veneto Orientale
Veneto, 14 giugno: Giornata del donatore di sangue
Il cuore del Veneto orientale batte forte quando si tratta di solidarietà. Lo dimostra il successo di iscrizioni alla tre giorni dedicata alla donazione del sangue che vedrà decine di cittadini donare, fino a domenica, nei tre presìdi ospedalieri dell’ULSS4 Veneto Orientale, trasformando un semplice gesto in una straordinaria catena di sostegno per la vita. Si stima che al termine dell’iniziativa saranno raccolte 170 unità di emocomponenti (di cui 150 di sangue intero e 20 di plasma) e saranno selezionati 20 aspiranti nuovi donatori.
Attivo in tutte e tre le giornate il servizio trasfusionale di Jesolo (ora collocato nella Casa di Comunità) con l’apertura straordinaria nella giornata di venerdì per l’evento “Uniformi nel Donare” iniziativa organizzata in collaborazione con l’Avis comunale di Jesolo, e che rappresenta un’importante occasione per testimoniare, anche attraverso il dono del sangue, il valore dell’impegno civile e del servizio alla comunità che le Forze dell’Ordine e di soccorso esprimono quotidianamente. Operativi anche i centri trasfusionali dell’ospedale di San Donà di Piave (nella giornata di venerdì) e di Portogruaro (venerdì e sabato).
“La straordinaria risposta dei nostri cittadini a questa tre giorni di donazioni è la dimostrazione concreta di quanto la nostra comunità sia generosa e coesa – sottolinea il Direttore Generale Carlo Bramezza – Questo successo assume un significato ancora più profondo in concomitanza con la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che si celebra domenica 14 giugno: donare non è semplicemente un atto di altruismo, ma un pilastro fondamentale per il funzionamento dei nostri ospedali e per garantire le cure quotidiane ai pazienti. A tutti i donatori che si sono messi a disposizione, e alle associazioni del territorio che collaborano instancabilmente con noi, va il mio più sentito ringraziamento a nome di tutta l’ULSS 4.”
Nell’ambito dell’ULSS 4 vengono trasfuse oltre 6mila sacche di sangue l’anno, e nel laboratorio di immunoematologia dell’Ospedale di San Donà di Piave, vengono eseguiti esami fondamentali, dal controllo approfondito dei gruppi sanguigni e della compatibilità per le trasfusioni, fino alla prevenzione e alla diagnostica neonatale, quest’ultima attiva sia a San Donà che a Portogruaro per proteggere la salute dei neonati. Un’attività complessa e costante che, nel complesso, sviluppa un volume straordinario di circa 80.000 esami all’anno. I reparti che richiedono il maggior numero di trasfusioni sono le Chirurgie ad alta specializzazione, i pronto soccorso e l’Oncoematologia. Grazie a una stretta e continua collaborazione tra i medici del Servizio Trasfusionale e i vari reparti, l’uso del sangue è oggi estremamente mirato, azzerando quasi del tutto gli sprechi (come nel caso del plasma). Ogni anno, questa attività si traduce in numeri straordinari per la salute dei pazienti: nelle strutture dell’ULSS4 i numeri del 2025 parlano chiaro: 7.500 consulenze specialistiche fornite dai medici trasfusionali, 6.300 sacche di sangue assegnate e trasfuse, circa 200 concentrati piastrinici e 100 unità di plasma distribuiti per le terapie.
L’impegno del Servizio Trasfusionale ULSS4 va ben oltre la raccolta di sangue. Il reparto gestisce infatti un importante Ambulatorio di Medicina Trasfusionale, che prende in carico i pazienti sia in regime programmato che in urgenza, occupandosi della diagnosi e della cura di patologie complesse come anemie, malattie della coagulazione e dello sviluppo neonatale. L’ambulatorio registra ogni anno volumi di attività cruciali per il territorio: più di 1.800 visite ambulatoriali, quasi 1.000 trasfusioni dirette, 1.500 infusioni di ferro e farmaci derivati dal sangue e 500 salassi terapeutici. Inoltre, grazie alla collaborazione con i reparti di Ortopedia, l’ambulatorio ha potenziato la raccolta del PRP (il plasma ricco di piastrine, utilizzato per la rigenerazione dei tessuti) e ha riattivato la produzione del siero collirio, un prezioso preparato biologico per la cura di gravi patologie oculari.
“Il donatore di sangue rappresenta una risorsa preziosa e insostituibile per l’intera comunità” ha dichiarato Raffaella Berti, Direttore dell’UOC Medicina Trasfusionale dell’Azienda ULSS4 Veneto Orientale “Il sangue è un elemento indispensabile per la vita che non può essere riprodotto in laboratorio: la sua disponibilità dipende esclusivamente dal gesto spontaneo, volontario e gratuito dei donatori. Per questo motivo, ogni singola sacca raccolta viene sottoposta a un rigoroso processo di lavorazione e ad approfonditi esami di controllo, a tutela sia del ricevente sia del donatore stesso. Ricordiamo che la terapia trasfusionale è un vero e proprio salvavita, quotidiano ed emergenziale. È infatti fondamentale per la cura di numerose patologie emato-oncologiche, come anemie, leucemie e neoplasie, ma anche per il trattamento d’urgenza di emorragie importanti legate a incidenti stradali, trapianti e interventi chirurgici ad alto rischio. Donare il sangue significa, nel senso più letterale del termine, donare il tempo e la vita.”