Appuntamenti
Emanuela Fogliadini a Pordenone: le donne nella Bibbia
Il coraggio delle donne: testimoni che non si “trattengono” dal dire e dal fare, nonostante l’impedimento. La tradizione orientale del cristianesimo restituisce – attraverso l’arte e l’iconografia – alcune figure di donne che diventano elemento di riflessione per l’attualità.
È quanto propone Emanuela Fogliadini studiosa di Iconografia e teologia bizantina-ortodossa, docente di Teologia ortodossa e Arte e Teologia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano. Fogliadini torna a Pordenone ospite dell’associazione Aladura in un duplice appuntamento il cui filo rosso è la lettura, attraverso alcune opere d’arte, di altrettante figure femminili che provengono dall’Antico e dal Nuovo Testamento, nella lezione della tradizione orientale.
LE MIROFORE
Mercoledì 11 marzo alle 20.30 nell’auditorium Vendramini, Fogliadini terrà la conferenza Non è qui. È risorto, a partire dall’indagine intorno alle Mirofore, le donne che si recarono al Sepolcro. “Nella tradizione orientale la terza domenica dopo Pasqua si festeggia la festa delle sette donne Mirofore; nell’iconografia vengono presentate più donne, non solo Maddalena – spiega la studiosa e teologa – Sono donne molto coraggiose, vanno al Sepolcro ben sapendo che avrebbero avuto bisogno di aiuto, ma nonostante l’impedimento loro si recano. Forti dell’annuncio dell’Angelo, nonostante i timori (spesso le vediamo ritratte strette nel mantello, o che si scostano timorose). Sono le prime ad andare ad annunciare agli Apostoli che il Cristo è risorto. Decidono di andare e testimoniare (va ricordato che la legge ebraica prevedeva che le donne per essere testimoni valide dovevano essere due, non una da sola come per gli uomini). Laddove anche gli Apostoli faticano a credere, le donne invece divengono testimoni, non tengono per sé l’incontro straordinario con l’Angelo, bensì vanno a riferire. A differenza dei discepoli di Emmaus che hanno incontrato il Cristo, le donne diventano testimoni dopo l’incontro ‘solo’ dell’Angelo, sono ancor più coraggiose, perciò vengono chiamate anche le Apostole della Resurrezione”.
Due immagini delle Mirofore forti sono quelle di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna e l’Angelo Bianco del Monastero di Mileševa in Serbia. “Un affresco famosissimo, quest’ultimo, è stata la prima immagine che via satellite dall’Europa è stata inviata negli Stati Uniti, il 23 luglio del 1962, come immagine di Pace”.
Già dall’Antico Testamento emergono storie di donne che vengono poi tradotte nella storia dell’uomo e dell’arte. Cinque donne emblematiche per la loro storia complessa e di fede che per il proprio popolo hanno compiuto scelte difficili. E che saranno al centro di una lezione che sarà proposta giovedì 12 marzo alle 9 agli studenti delle scuole superiori nell’Auditorium Grigoletti.
EVA
Attraverso le miniature armene in cui il volto di Eva compare accanto a quello dei Re Magi mentre rendono omaggio alla Vergine e al Bambino Gesù, verrà esplorata la tradizione apocrifa armena legata a Eva. Tradizione che proviene dal Vangelo armeno dell’Infanzia e secondo cui “Eva ritorna come una delle levatrici che vengono chiamate da San Giuseppe per aiutare Maria a partorire Gesù. Così come la tradizione crede che Gesù sia stato crocifisso nel luogo dove fu sepolto Adamo, parallelamente la riconciliazione con Eva avvenne con la nascita: Eva riconosce il Cristo senza ancora averlo visto. È la prima persona in assoluto a riconoscerlo!” spiega Fogliadini.
SARA
Affascinante negli acquerelli di James Tissot, che rappresenta Sara con abiti mediorientali mentre ascolta dalla tenda i tre visitatori che parlano con Abramo, commovente nelle opere dell’iconografa contemporanea Julia Stankova, quasi beffarda nelle pennellate del sacerdote cattolico Sieger Köder che ritrae al centro i tre visitatori con Abramo e Sara con il riso che molto le fu rimproverato. “La figura di Sara deve essere letta in relazione col dubbio di Abramo di Genesi 17 (quando lo stesso Abramo ricevette il giorno prima da Dio l’annuncio della nascita di Isacco, si prostra e ride) e che ritorna con il riso di Sara il giorno successivo. Entrambi come coppia sono chiamati a fare questo percorso, a riconoscere e avere fede nel dono di Dio che sta per arrivare” spiega Emanuela Fogliadini.
MIRIAM
Miriam vegliò su Mosè (suo fratello) lasciato sulle acque del Nilo. La sua figura è legata a due episodi: il ritrovamento di Mosè da parte della figlia del Faraone. L’altro episodio è quello successivo al passaggio del Mar Rosso, quando Miriam condusse le danze e i canti di ringraziamento. Il racconto di Miriam sarà presentato agli studenti attraverso l’arte ebraica e riecheggia nell’unicum della Sinagoga Dura Europos a Damasco, in Siria, l’unica sinagoga affrescata al mondo. E nei tanti acquarelli di Marc Chagall in cui Miriam danza dopo l’uscita dal Mar Rosso.
GIUDITTA
Donne di fede e donne che hanno fatto difficili scelte per il proprio popolo, Giuditta e Ester. Arrivando al punto di uccidere. Giuditta compie un atto terribile per salvare la sua città, taglia la testa del generale assiro Oloferne che ha posto sotto assedio la città di Betulia, giunta allo stremo delle forze e prossima ad arrendersi. “Il quadro di Caravaggio – spiega Fogliadini – racconta l’episodio e nel volto di Giuditta vediamo tutto il disgusto di questa donna coraggiosa verso la violenza che lei stessa compie: Caravaggio ne sottolinea tutta la difficoltà. Giuditta guarda con orrore al gesto che sta compiendo e che porterà a fondo pur di salvare il suo popolo”.
ESTER
“La tradizione orientalista ha valorizzato il tema del banchetto – spiega Emanuela Fogliadini – Vediamo dunque Ester nelle immagini del XIX e XX secolo di Tissot e di Edwin Long, una Ester vicina a noi con abiti eleganti. Assistiamo ai banchetti dell’antichità. Affrontando la figura di Ester, avremo occasione anche di parlare della violenza e del consenso”. La storia di Ester – che riesce a scongiurare una strage contro i Giudei di Persia – dà origine anche a una delle feste più colorate e belle della tradizione ebraica, la festa di Purim, dove ricorrono maschere, doni, e viene letto tutto il libro della coraggiosa regina.
