Iran: spari sula folla, centinaia di morti e migliaia di feriti. Usa pensano all’attacco per porre fine al regime

Iranian-US demonstrators gather to call for regime change in Iran (foto AFP SIR d'archivio, giungo 2025)

15 giorni di proteste, 538 persone uccise certe, oltre 10mila arresti: il popolo è in rivolta contro il governo. Le proteste di queste settimane sono state innescate dall’inflazione a due cifre e dal caro vita. L’inflazione è al 42 per cento e, per le derrate alimentari, ha toccato addirittura il 72 per cento. In questo contesto, i commercianti sono consapevoli che il prodotto che oggi vendono al dettaglio a 100 costerà loro molto più il giorno dopo, all’ingrosso.

A protestare non sono soltanto i giovani ma gente di ogni età, anche tra la classe sociale mercantile (i bazari) e i religiosi, ovvero lo zoccolo duro di sostegno alla Repubblica islamica.

Farian Sabahi, professoressa associata iraniana all’Università degli studi dell’Insubria, parla della situazione a Teheran. Da giovedì sera – racconta – non riesce ad avere notizie da amici e parenti. Le autorità della Repubblica islamica hanno spento Internet. E sul possibile intervento militare degli Stati Uniti dice: “Sarebbe un veleno”. “Difficile credere che sia volto a garantire il rispetto dei diritti umani in Iran”