Cultura
UniUd: il 6 e 7 novembre convegno: Pasolini e il Novecento
È dedicato alla fitta rete di incontri, sodalizi e divergenze che legarono Pasolini ai protagonisti del Novecento il convegno internazionale di studi «Pasolini e il Novecento. Atlante delle scritture e delle arti a fine secolo», curato dal critico letterario e saggista Massimo Raffaeli in programma venerdì 6 novembre nella Sala Pasolini di Palazzo di Toppo Wassermann dell’Università di Udine (dalle 9.30), e il 7 a Palazzo Burovich de Zmaievich a Casarsa (dalle 9.30), organizzato dal Centro studi Pasolini di Casarsa, aperto al pubblico (e accessibile anche in streaming sulla pagina Youtube del Centro studi).
Non un repertorio di nomi illustri – Pasolini intratteneva rapporti di amicizia, confronto e talvolta scontro con molti grandi intellettuali del Novecento, da Moravia a Gadda, da Fellini a Bertolucci – ma una mappa delle relazioni attraverso le quali si è costruita una stagione decisiva della cultura italiana: amicizie, confronti, influenze reciproche e distanze, dalla letteratura al cinema.
«Il convegno – spiega Raffaeli – è in realtà un primo atlante delle corrispondenze intellettuali di Pasolini, tanto negli anni della formazione quanto in quelli della maturità. Accoglie contributi di specialisti di grande esperienza e autorevolezza, ma anche di ricercatori più giovani. Non vuole essere un repertorio esaustivo: ci auguriamo che possa avere altre tappe e che l’Atlante continui a crescere, Questa formula ci permette inoltre di coinvolgere studiosi che non si occupano necessariamente di Pasolini, ma dei suoi corrispondenti, allargando così lo sguardo sulla rete culturale del Novecento.
Ma cosa raccontano queste relazioni di Pasolini della vivacità culturale di quella stagione e che cosa è cambiato oggi nel ruolo degli intellettuali? “Pasolini – ancora Raffaeli – è stato uno dei grandi intellettuali, poeti, scrittori e registi della stagione d’oro del dopoguerra italiano. Allora era quasi ovvio che un grande letterato fosse anche un intellettuale profondamente coinvolto nella realtà della propria società. Oggi questo rapporto non è più così scontato, o si manifesta in misura molto più limitata. Le ragioni sono diverse, ma una delle principali è che, quando il mercato diventa l’autorità culturale prevalente, la funzione dell’intellettuale tende a decadere e a essere sostituita da quella dell’intrattenimento. È anche in questa differenza che possiamo misurare ciò che abbiamo perduto».
La giornata udinese si aprirà con lo stesso Raffaeli, che approfondirà il ruolo della rivista «Officina» tra tradizione e sperimentazione. Floriana Calitti (Università Pegaso) indagherà le vite parallele di Pasolini e Gadda, Viola Ottino (Università di Genova) la collaborazione con Alberto Carocci e «Nuovi Argomenti», Angela Siciliano (Università di Pavia) le letture incrociate con Bassani, Simone Casini (Università di Perugia) il rapporto con Moravia e Guido Santato (Università di Padova) quello con Volponi. Al cinema sono dedicati gli interventi di Roberto Chiesi (Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna) sul reciproco sguardo fra Pasolini e Fellini, Luciano De Giusti (Università di Trieste) sul dialogo a distanza con Visconti e Fabien Gérard (Université Libre de Bruxelles) sulla lezione pasoliniana per Bernardo Bertolucci. Il confronto letterario proseguirà con Raffaele Manica (Università di Roma Tor Vergata) su Pasolini e Arbasino, Fabio Moliterni (Università del Salento) su Roversi ed Erminio Risso (Università di Torino) su Sanguineti, tra ideologie, linguaggi e passioni.
Sabato 7 novembre il convegno si trasferirà a Casarsa, dove Filippo La Porta, critico letterario e saggista, metterà a confronto Pasolini e Nicola Chiaromonte, due intellettuali eretici, vicini e distanti. Andrea Gialloreto (Università di Chieti-Pescara) esplorerà la triangolazione di affetti nelle testimonianze di Silvana Mauri e Ottiero Ottieri; Annantonia Martorano (Università di Firenze) ricostruirà le trame epistolari che legano Pasolini, Anna Banti e Roberto Longhi, mentre Stefano Verdino (Università di Genova) approfondirà i rapporti con Mario Luzi e Giorgio Caproni. A chiudere i lavori sarà una tavola rotonda.
Un confronto internazionale che non chiede soltanto che cosa Pasolini abbia rappresentato nel Novecento, ma perché le sue domande continuino a interpellare il presente.