Pordenonelegge: quattro manager dell’elettrodomestico

Luigi Campello

C’è un oggetto che ha cambiato la vita di milioni di famiglie, ha liberato tempo e dignità, ha reso l’Italia leader in Europa in un settore di beni di massa, e che nessuno ha mai raccontato fino in fondo. È l’elettrodomestico, “il più necessario fra tutti i beni durevoli, il più dimenticato” scrivono gli autori del libro Elettrodomestici. Il racconto che sarà presentato a pordenonelegge mercoledì alle 17 nello Spazio Banca 360 FVG di piazza della Motta. A parlarne saranno gli autori stessi Luigi Campello, Giorgio Costacurta, Graziano Lazzarotto e Ulisse Peccol, manager che hanno trascorso l’intera carriera in Zanussi ed Electrolux, presentati da Michelangelo Agrusti presidente di Confindustria Alto Adriatico oltre che della Fondazione Pordenonelegge.
Il punto di partenza è un paradosso: mentre automobile, moda e design hanno una dimensione di status symbol, l’elettrodomestico pur indispensabile alla vita quotidiana è rimasto ai margini della memoria e dell’immaginario collettivo. Si può vivere senza auto o senza televisore, ma non senza frigorifero e lavatrice, eppure è un prodotto che non genera desiderio e spesso si nasconde in una cucina componibile. “L’elettrodomestico è stato tra i più potenti strumenti di trasformazione sociale del XX secolo. Liberando la donna dalle fatiche del lavoro domestico manuale, ha contribuito alla sua emancipazione e all’evoluzione del ruolo femminile nella società moderna. Consentendo la conservazione dei cibi ha modificato completamente le prassi gastronomico-culinarie, ha trasformato le abitudini di acquisto e anche l’organizzazione della distribuzione alimentare. Fornendo strumenti di cottura completi, innovativi e sofisticati, ha consentito a tutte le famiglie di raggiungere livelli di gastronomia di eccellenza. L’elettrodomestico è stato, come prodotto e come settore, il simbolo del miracolo economico italiano, più di ogni altro. Solo in questo settore lo sviluppo manifatturiero ha portato l’Italia ai vertici europei a livelli mai più eguagliati” scrive nell’introduzione Luigi Campello.
Il libro ricostruisce quasi ottant’anni di storia, dal miracolo economico all’intelligenza artificiale, intrecciando gli eventi che hanno segnato il settore (dalla nascita del mercato comune europeo alla globalizzazione) analizzandone le vicissitudini industriali: lo sviluppo delle fabbriche, poi della filiera della componentistica, la ricerca sul design e lo sviluppo dei brand, fino all’espansione commerciale che fino agli anni Duemila è stata clamorosa.
Il filo conduttore resta Pordenone: le Industrie Zanussi diventano primo produttore europeo nel 1968, trasformando un’officina cittadina in motore di progresso per l’intero Paese. “La cultura dell’elettrodomestico è, per Pordenone, la cultura della città” scrivono gli autori.
Il libro è dedicato a Lino Zanussi, l’imprenditore che elevò quell’officina al primato europeo di industria del bianco.
Non manca lo sguardo sul presente: un settore in crisi profonda, soprattutto in Italia, sotto la spinta della concorrenza asiatica, che nel 2025 ha superato per la prima volta il 30% del mercato europeo. Anche per questo, spiegano gli autori, è opportuno raccontarne la storia fino a che i protagonisti di quel boom industriale sono ancora tra noi e gli archivi recuperabili.
Valentina Silvestrini