Mattarella tra gli applausi chiude Pordenonelegge

Foto Quirinale

Citando “scrittori che hanno animato il dibattito delle idee, da Ippolito Nievo a Pier Paolo Pasolini, poeti come Davide Maria Turoldo, che ne hanno interpretato l’anima più intima, cantori della città contadina come Carlo Sgorlon” Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, ha concluso la 27^ edizione del Festival Pordenonelegge domenica 20 settembre al Teatro Verdi.

Questa ventisettesima edizione di Pordenonelegge si svolge nel pieno delle celebrazioni per l’Ottantesimo anniversario della Repubblica, della scelta del popolo italiano per un ordinamento che garantisse libertà e democrazia, crescita dei diritti, pace, progresso. Abbiamo il diritto di essere orgogliosi della strada percorsa. A far progredire l’Italia è stata la scheda elettorale, l’arma disarmata del confronto legittimo dopo la dittatura e la sua guerra. Sono il dialogo fra le culture, il confronto delle idee, i motori della storia. E nel solco della nostra storia di questi 80 anni, si inserisce questa iniziativa. Festa del Libro e della Libertà, partendo dal libro, dal leggere come esercizio di libertà, dalla conoscenza. Pordenonelegge ha saputo riconoscerne i caratteri propri di promozione della libertà del pensiero delle persone. Non a caso, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sancisce il diritto di ogni cittadino europeo di esprimersi e di ricevere o comunicare informazioni e idee, senza dover subire ingerenze pubbliche e senza limiti di frontiera. Cultura e libertà non si fermano ai confini. Il prossimo anno vedrà Pordenone impegnata nella valorizzazione del suo essere stata proclamata Capitale italiana della cultura, proprio sulla base dell’esperienza costruita in questi decenni. Saranno trascorsi 50 anni dalla Biennale che Venezia allora vuole dedicare al dissenso culturale. Con questa edizione, Pordenonelegge richiama la libertà di espressione, di manifestazione del pensiero. Il valore del dissenso, ancora più prezioso, dove viene negato. Sono le garanzie dell’articolo 21 della nostra Costituzione ed è impegno della Repubblica concorrere a far sì che questi diritti siano riconosciuti a tutte le persone e a tutti i popoli. Ce lo ricorda l’articolo 10, ce lo ricorda l’accoglienza che ebbero in Italia i dissidenti provenienti dall’est europeo, gli esuli dall’Argentina, dal Cile, durante le dittature militari. Il contributo recato dalla Dissensio Arena e gli eventi legati a questa intenzione, in un momento in cui emerge a livello globale la tentazione di democrazia illiberale, come se fosse separata dalla libertà, hanno il mezzo di riproporre anche con la testimonianza di donne uomini che hanno pagato di persona il valore dell’opera di quanti intellettuali, artisti dissidenti rispetto a ordinamenti che ignorano i diritti umani concorrono con la loro libertà di pensiero e di azione, al progresso dell’umanità.

Questo un estratto del discorso del presidente della Repubblica in un blindatissimo Teatro Verdi di Pordenone che ha tributato un lungo applauso al presidente Mattarella a cui è stato conferito il riconoscimento Ambassador of Freedom, istituito proprio quest’anno dalla Fondazione Pordenonelegge. È stato assegnato, oltre che a Mattarella, anche a Salman Rushdie e a Vera Politkovskaja, quest’ultima in sala durante la cerimonia conclusiva con il Capo dello Stato.

Ad accogliere Mattarella, il sindaco della città Alessandro Basso (in sala in prima galleria anche la suggestiva massiccia presenza dei sindaci del Friuli Occidentale e delle città capoluogo di provincia del Fvg)  che ha ricordato come la cultura sia infrastruttura del territorio. Ma anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga che ha ricordato l’impegno del Presidente Mattarella nel difendere i principi della democrazia citando anche l’Ucraina, e il presidente della Fondzione Michelangelo Agrusti che ha ricordato come la democrazia abbia bisogno dei cittadini e i cittadini della cultura “e la sua presenza Presidente dimostra che la cultura non è un ornamento, bensì un fondamento della Repubblica”.

In sala i vertici istituzionali civili, militari ma anche religiosi attraverso la presenza del vescovo Giuseppe Pellegrini, il ministro Luca Ciriani, la sottosegretaria all’Ambiente Vannia Gava, deputati ed eurodeputati, la giunta regionale e comunale, assessori regionali e comunali. Ma anche i rappresentanti sindacali e le Rsu di Electrolux stabilimento di Porcia, i lavoratori del Progetto Ghana, e alcuni studenti di Italia o provenienti da Praga.

La città ha celebrato il Presidente della Repubblica, chi in teatro, chi nelle piazze allestite con posti a sedere e schermi che trasmettevano l’evento in diretta, arricchito dal Concerto per l’Italia de Il Volo, accompagnato dall’Orchestra Zenith, “è la prima volta che ci esibiamo davanti al Presidente della Repubblica a cui vorremmo stringere la mano” hanno detto commossi i tre cantanti lirici salutando il Presidente.   
Un pomeriggio di grande impatto sotto il profilo della sicurezza, coordinata da Prefettura, Questura e grazie agli uomini delle Forze dell’Ordine che mai come in questa edizione della manifestazione culturale sono stati impiegati vista la grande partecipazione di autori internazionali tra cui molti dissidenti.

Foto Quirinale