21 settembre Giornata dell’Alzheimer: iniziative alla Francescon di Portogruaro

Mattonelle a uncinetto di colore viola, drappi all’esterno dell’ospedale, un convegno e una mostra. Sono le iniziative organizzate dalla Residenza Francescon di Portogruaro, con la collaborazione dell’Associazione Il Filo delle Donne e dell’Azienda Ulss 4 Veneto Orientale, in occasione del 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Al lavoro, oltre alla casa di riposo, anche molteplici enti e associazioni che da mesi si sono adoperati per realizzare una serie di attività che mirano alla sensibilizzazione nei confronti della patologia, sempre più diffusa anche nel portogruarese.

IL LABORATORIO ARTISTICO DIFFUSO

Per l’occasione, grazie all’iniziativa “Fili di Memoria”, sono stati lavorati circa 400 gomitoli da 133 metri l’uno, utili a realizzare 1200 mattonelle che – se messe assieme – sono lunghe ben 53 km totali. La metà di queste sono servite a realizzare una quindicina di drappi (da 80×110 cm) che “vestiranno” le colonne dell’ospedale, della Casa di Comunità, della Residenza Francescon, le sedi di alcune associazioni, diversi negozi della città grazie alla collaborazione di Confcommercio e la sede universitaria di Infermieristica e Scienze dell’Educazione. Le forme a uncinetto sono state realizzate grazie al laboratorio artistico diffuso.

Oltre alle attività in Residenza con le anziane (due ore e mezza da giugno a settembre il mercoledì pomeriggio) e i loro familiari, hanno collaborato l’associazione “Il Filo delle Donne”, alcune associazioni firmatarie del Patto di Comunità per Portogruaro Comunità Amica della Persona Anziana (APAL, Centro di Ascolto – Caritas, F.I.D.A.P.A., Croce Rossa Italiana) e Filo d’Ancora di Caorle, per un totale di circa 200 persone coinvolte.

IL CONVEGNO

Oltre all’attività di Urban Knitting (Graffiti a maglia), la Residenza per Anziani Francescon ha organizzato per lunedì 21 settembre, alle ore 17.00, all’interno della Rsa, un convegno a cui parteciperà Luca Valentinis, Direttore dell’unità operativa complessa di Neurologia dell’Ulss 4 Veneto Orientale, un rappresentante del “Filo delle Donne” e uno della stessa Ipab, insieme a un caregiver (familiare di persona colpita da Alzheimer). Si parlerà della demenza, ognuno per il proprio ruolo, in un momento di riflessione condivisa. Al termine ci sarà l’inaugurazione della mostra dedicata al progetto lungo il “Liston” della Rsa.

«Questa iniziativa – commenta la presidente della Rsa Francescon, Caterina Pinelliè nata per tessere una rete di consapevolezza attorno alla fragilità che accompagna la demenza. Il laboratorio artistico diffuso ha coinvolto una molteplicità di persone che da mesi sono al lavoro nell’ottica di contribuire alla diffusione dell’attenzione e della sensibilità verso la malattia. Un’attività su cui la Francescon è particolarmente attiva da anni, divenendo per tutto il territorio un punto di riferimento, soprattutto per i familiari che hanno a casa un soggetto fragile».

«Iniziative come ‘Fili di Memoria’ dimostrano quanto sia importante la rete di collaborazione tra strutture sanitarie, terzo settore e cittadinanza per affrontare una patologia complessa come la demenza – commenta il Direttore generale dell’Ulss4 Veneto Orientale, Carlo BramezzaLa partecipazione al convegno del nostro Direttore della Neurologia conferma l’impegno dell’Azienda non solo sul fronte della cura, ma anche su quello della sensibilizzazione e del sostegno alle famiglie che ogni giorno convivono con questa malattia. Un ringraziamento va alla Residenza Francescon e a tutte le associazioni del territorio per il lavoro svolto in questi mesi».«Il nostro gruppo – spiega Paola Flaborea, socia dell’Associazione Il Filo delle Donne – si schiera da sempre a favore delle fasce femminili più deboli e più fragili. L’Alzheimer è una patologia che riguarda tanto la persona quanto la famiglia, in particolar modo i caregiver, che nella stragrande maggioranza sono donne, le cui sfere private hanno una grossa ricaduta da un punto di vista sociale. Per noi – continua Paola Flaborea – aver partecipato a questa iniziativa significa sottolineare che l’atto di cura dovrebbe essere un valore e una responsabilità sociale. Questo progetto, con il coinvolgimento di così tante volontarie, va proprio in questa direzione».