Diocesi
Domenica 20 a Concordia: ingresso del nuovo parroco della cattedrale
Domenica 20 settembre, alle ore 15.30 nella cattedrale di Concordia il Vescovo Giuseppe affida la ‘comunità pastorale’ al nuovo parroco don Lorenzo Barro.
Con Lui, in redazione, abbiamo ripercorso alcune tappe del cammino che lo Spirito del Signore gli ha fatto percorrere, nel maturare la persona vocazione sacerdotale e missionaria che lo anima. Un percorso fatto di piccoli tasselli, come un mosaico.
Inizio del cammino
Nato il 15 luglio 1964, da ragazzo frequentava l’area della parrocchia della Beata Maria Vergine Regina in Portogruaro, ai tempi di don Domenico Sigalotti e don Giuseppe Liut.
Ricorda le esperienze della ‘Due giorni per chierichetti’ che si teneva in Seminario; la vita parrocchiale; i contatti con don Livio Tonizzo; il campo Mobile a Timau di Paluzza; la figura di don Aldo Moras; i campi mobili ad Assisi e di servizio al Cottolengo; come anche il cammino dell’Azione Cattolica.
Poiché il territorio era in sviluppo, matura la scelta di valorizzare anche l’area di Sant’Antonio, in Portogruaro e a 16 anni gli viene affidato un gruppo di ragazzi da incontrare per la catechesi, accolti in un garage.
Tra gli anni 1975/76 si svilupperà una vitalità pastorale, favorita dalla pastorale giovanile, con i gruppi degli Scout e il dialogo con le famiglie.
Prime scelte
Nel 1983, finite le superiori e diplomato ‘perito elettronico industriale’ si pone un primo interrogativo: entrare nel mondo del lavoro o fare altro? Partecipare al concorso per entrare nelle Poste o fare il ‘Servizio Civile’. Così entra in Caritas ai tempi di Gigi Piccoli; avevano recuperato una casa a Borgomeduna per l’accoglienza e il servizio.
Nel frattempo in parrocchia a Portogruaro ci sono le ‘Missioni al Popolo’ con padre Giuseppe Ungaro, altra ‘esperienza forte’ che gli lascia un segno nell’animo.
Grazie ad un costruttivo colloquio, il compianto don Dario Roncadin lo mette in contatto col rettore del Seminario, don Lorenzo Cozzarin.
Così il riflettere sulla Parola di Dio riesce a dargli le risposte più convincenti per sé; e gli fornisce il fascino di annunciarla agli altri. C’era anche l’interrogativo se sperimentare il cammino presso qualche comunità di Religiosi, segnati da particolari carismi. Ma, verso la fine degli Anni 80, ha prevalso il fascino del cammino con la gente di un territorio, da affiancare nella quotidianità.
Dal Seminario
alla vita pastorale
Allora c’era don Giovanni Perin come padre spirituale. Per gli studi teologici bisognava recarsi al Seminario di Udine e anche di Treviso, con contatti inter diocesani, che aprivano a stimolanti orizzonti. Tra i compagni del cammino egli cita Vincenzo Lazzaro e Andrea Vena.
sacerdote
Il 21 maggio 1994 viene ordinato prete da monsignor Senne Corrà, proprio nella cattedrale di Concordia.
Gli viene affidato il compito di affiancare don Fermo Querin, nella Comunità vocazionale a Villanova di Pordenone.
Ricorda poi le figure di don Giacomo Marson e di don Giancarlo Stival a Cordenons.
Negli anni dal 2000 al 2003 è segretario del Vescovo Ovidio Poletto e inizia a dedicarsi alla pastorale giovanile. Ma poi si ammala don Claudio Polo e così si inserisce nella parrocchia di Sant’Agostino di Torre.
E poi ad Aviano, dal 2004 al 2012. Un’esperienza forte ed impegnativa, in quanto non era facile succedere ad una figura di spicco come don Pierluigi Mascherin, a tutti noto come il ‘Pigi’. Anche dal punto di vista territoriale, l’area Avianese non era facile, con la maggior parte delle persone che gravitavano o presso la Base o al Cro per le cure oncologiche. Ma gli stimoli erano interessanti e c’era un ‘senso di appartenenza’ tra le famiglie nate nel territorio. Si arrivava così ad organizzare dei Grest con 250 ragazzi. E siccome c’era la collaborazione col Comune, si dovevano prendere degli ‘Animatori professionali’.
Inoltre c’era da animare ‘Casa Padiel’, una delle creazioni del Pigi, quale segno di attenzione alle fragilità. Così don Lorenzo ha capito quanto importante fosse il comprendere il vissuto della gente e calarsi in esso.
Dal 2012 al 2015 è rettore al Seminario diocesano, chiamato da Vescovo Giuseppe; al centro delle attese e delle speranze della diocesi. Con una parte di docenti che aveva consolidato la propria presenza negli anni.
Presso lo Studio teologico gravitavano una quindicina di studenti, con provenienze composite ed eterogenee.
Cammino Missionario
Alla fine del 2015 frequenta il cammino formativo al CUM, il Centro Unitario Missione di Verona. Si reca per tre mesi a Lisbona per apprendere il Portoghese, la lingua ufficiale del Mozambico. Ove ci sono 12 diocesi, distribuite in un territorio di 3 mila kmq, con distanze infinite da villaggio a villaggio. Qui approda nel febbraio del 2016 come ‘fidei donum’.
Oltre ad immergersi in un mondo segnato dalla povertà, viene a contatto con un mondo ‘generativo’, con una popolazione che si aggira sui 150 mila abitanti, per il 50% sotto i 14 anni. Nella cultura Macua il rapporto ‘vita-morte’ è profondamente legato.
Fondamentale è il ruolo dei laici, che animano le 140 Comunità, suddivise in 6 Regioni e 28 Zone pastorali, che costituiscono la parrocchia di Chipene.
Per saperne di più sull’esperienza pastorale, basta visitare i social, favoriti anche dalla CEI, che per una decina d’anni continuerà a promuovere progetti di sostentamento per quest’area.
In qualità poi di ‘vicario generale’ ha preso coscienza di ogni settore di vita pastorale, arricchita dai vari ‘ministeri’: famiglia; donne; giovani; infanzia missionaria; carità; giustizia; pace; e quello dell’economia.
Don Lorenzo ha ancora nel suo cuore il ‘gusto per la festa’ che esprimevano i parrocchiani, con liturgie di alcune ore, che passavano in un attimo.
Ha toccato con mano anche il rapporto ‘interreligioso’, con le influenze degli Arabi; dell’Islam radicale, rientrato di recente, creando scompiglio tra gli stessi Musulmani. Anche se per i ‘Macua’ il senso del Clan era vincente. L’eventuale mobilità da un credo all’altro era dovuta alle situazioni di povertà e alla ricerca di sopravvivenza. In ogni caso, il senso della preghiera aveva il sopravvento.
Non è stato sempre facile dare delle risposte adeguate alle varie forme di Governo e alla violenza usata nel gestire la vita degli abitanti.
In ogni caso per don Lorenzo l’esperienza della missione, per il cammino di un prete, rimane fondamentale. Aiuta a cogliere l’umanità delle persone; ad ascoltare; a coltivare il dialogo; a non dare nulla per scontato.
Comunità sacerdotale
Ora don Lorenzo si accinge a vivere una nuova esperienza quella della ‘comunità sacerdotale’ con mons. Natale Padovese; con il nuovo cooperatore don Matteo Pietrobon; con don Endris Ferraresso e con il confessore don Carlo Conforto.
In dialogo con i fedeli e le persone di buona volontà che costituiscono la ‘Comunità Concordiese’ con Santo Stefano protomartire in Concordia; San Giuseppe operaio in Sindacale; San Pio X in Teson. E con una forte vivacità oratoriana.
Dialogo arricchito dalla presenza delle Suore della Provvidenza, fondate da san Luigi Scrosoppi, che insegna ad essere ‘strumenti della provvidenza’, attenti ai più bisognosi e ai piccoli. Sarà lieto di attingere al patrimonio del Concilio Vaticano II, che affonda le radici sulla liturgia e consente di dialogare con il mondo. Anche se viviamo in un mondo segnato dalla ‘denatalità’.
Leo Collin
FESTA DELLA MADONNA DEL LONCON
h. 10.00 S. Messa con Mons. Lorenzo
e processione con la immagine della Madonna.
INGRESSO DI DON LORENZO BARRO
IN CATTEDRALE h. 15,30
alla presenza del nostro Vescovo Mons. Giuseppe Pellegrini
e delle comunità concordiesi
INIZIO DEL MINISTERO PASTORALE
del parroco Mons. Lorenzo,
del vicario don Matteo
e del collaboratore don Endris
(non c’è la Messa delle 18.30)