Spilimbergo: fino al 6 settembre Mosaico&Mosaici: mostra della Scuola Mosaicisti del Friuli

Due splendidi più che centenari: Il Popolo e la Scuola Mosaicisti del Friuli, entrambi classe 1922 – 8 gennaio il settimanale, 22 gennaio la scuola – si incontrano qui per parlare della tradizionale mostra

“Mosaico&Mosaici”, allestita nella sede dell’Istituto a Spilimbergo. Si tratta dell’esposizione annuale dove si può ammirare una selezione delle migliori opere eseguite durante l’anno formativo 2025-2026. Sono mosaici che raccontano il lavoro condotto dai tre corsi che compongono il percorso di alta formazione professionale per Maestro Mosaicista: opere sempre nuove perché, se non mutano le competenze che gli allievi devono possedere, il modo per apprenderle può essere affrontato con progetti originali che ogni anno cambiano e offrono al visitatore proposte diverse e mai ripetitive. Insomma, una mostra che testimonia come l’arte musiva sia sempre in fermento, viva e attuale, capace di essere in linea con la tradizione artigianale, ma anche di declinarsi in soluzioni artistiche più contemporanee aperte alle tendenze espressive e alle esigenze attuali.

Si passa così dalla tecnica romana con materiali naturali, ai volumi tridimensionali vestiti con smalti dove le tessere perdono la regolarità per giocare con la luce. Ci sono le opere individuali di piccole dimensioni, come i grandi pannelli eseguiti in gruppo, fino alle scelte originali e innovative sperimentate dagli allievi dell’ultimo corso. Spiccano le forme scultoree dove il mosaico si fa racconto e anima e modella le superfici in rapporto con la luce. La mostra prosegue anche fuori dalle sale della Scuola: c’è da ammirare la pavimentazione esterna con la vastissima superficie musiva con soggetti della flora e della fauna in Fvg e l’esposizione dedicata all’artista Nane Zavagno (1932-2025), omaggio degli allievi del terzo corso che, ispirati proprio dalla poetica e dall’avventura espressiva del Maestro, hanno ideato proprie opere musive.

La visita inizia dal mosaico antico. Lo spazio dedicato ai due corsi primi è dominato dai grandi tondi tridimensionali: quattro opere che uniscono il mosaico al seminato ispirandosi al tessuto. Fanno da sfondo gli atleti delle Grandi Terme di Aquileia, analizzati e riprodotti dagli allievi in un lavoro di gruppo che ha approfondito la sintesi dei colori e la resa dei volumi attraverso la disposizione delle tessere e la tecnica, diretta, romana, caratterizzata da regolarità e ordine.

Segue una sala dedicata ai lavori in terrazzo: unisce le opere migliori dei tre corsi e propone soluzioni pavimentali e decorative dagli “opus” classici in cocciopesto e mosaico ai pannelli decorativi in graniglia su cemento.

Nelle sale dedicate al secondo corso troviamo al centro la figura umana: quattro busti femminili con un inserto musivo in stile contemporaneo e ispirato a storiche grafiche giapponesi. Fanno da sfondo le icone bizantine e le maschere: tutte diverse, frutto delle ricerche individuali affrontate da ogni allievo. Anche la tecnica ha spazio: da quella tradizionale del rovescio su carta ereditata dal maestro Gian Domenico Facchina (‘800)

alle forme e figure attuali.

La tecnica contemporanea, che mescola una vasta gamma di materiali in grado di giocare con la luce, viene esplorata in tutte le sue potenzialità dal terzo corso, dove agli allievi è dato spazio per ricercare e creare in autonomia. Un esempio sono i tessuti musivi, nati a seguito di uno studio sull’arte della tessitura, che ha trasformato i mosaicisti in “tessitori”. Ma le curiosità non finiscono qui e sono tutte da scoprire.

Info: la mostra sarà visitabile fino al 6 settembre, ogni giorno (Ferragosto compreso) con orario 10.00 – 12.30 / 15.30 – 20.00; 0427 2077;

info@scuolamosaicistifriuli.it; https://scuolamosaicistifriuli.it/

Nico Nanni