Veneto Orientale: sindaci delle aree di confine Comitato e Tavolo

I sindaci degli 11 Comuni del Portogruarese hanno partecipato, nei giorni scorsi, alla seduta della Prima Commissione Regionale del Veneto per discutere “delle criticità caratterizzanti l’ambito territoriale”. Le criticità sono legate alla concorrenza della Regione a Statuto Speciale Friuli Venezia Giulia e alla distanza da parte della Città metropolitana di Venezia e della stessa Regione Veneto. All’incontro hanno preso parte tutte le amministrazioni locali, rappresentante dai sindaci o dagli assessori dei Comuni di Annone Veneto, Caorle, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza e Teglio Veneto. “Ringraziamo la Regione per questa occasione di dialogo”- ha detto il sindaco di Gruaro, Giacomo Gasparotto. “Oggi, il Friuli – ha aggiunto – ha un privilegio costituzionale ma se non si interviene per correggere il gap che viviamo, è in discussione anche il valore dell’eguaglianza dei cittadini”. La proposta dei sindaci è quella di attivare un nuovo “Fondo Comuni Confinanti” con dotazione e criteri adeguati alle esigenze attuali. I sindaci hanno infatti sottolineato come il Portogruarese non goda della stessa attenzione degli altri territori regionali. Ciò lo si vede, ad esempio, nel numero proporzionalmente ridotto delle impegnative per l’accesso alle Rsa o nei contributi erogati per chilometro all’azienda di trasporto Atvo (che se fosse equiparata ad altre aziende del Veneto potrebbe avere una disponibilità di 2milioni di euro all’anno in più). Il Portogruarese è marginale anche rispetto alla Città metropolitana, a Venezia e ai Comuni della gronda lagunare, che godono di altre fonti di finanziamento. Con il Friuli non c’è però proprio gara: dai contributi alla cultura, a quelli per l’accesso agli asili nido, dai fondi per l’acquisto della prima casa agli sconti sul trasporto scolastico alle agevolazioni per le imprese agli stipendi per i dipendenti pubblici. “Stiamo lavorando per realizzare uno studio costoso ma accurato e certificato che metta assieme tutte queste cose e che faccia emergere quali sono i benefici di un cittadino o di un’impresa portogruarese e quali invece quelli dei friulani. L’intenzione – ha proseguito Gasparotto – è di portare queste osservazioni ad un tavolo romano. Se la politica non darà risposte le cercheranno i cittadini attraverso i Comitati”. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale con delega agli Enti locali, Marco Zecchinato. “Abbiamo illustrato le attività già avviate dalla Regione per monitorare le esigenze del territorio e programmare interventi mirati. Inoltre, – ha detto – stiamo lavorando con il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale per sviluppare ulteriori opportunità di cooperazione e valorizzare le potenzialità dell’area. Guardiamo con attenzione alla programmazione comunitaria: sono stati individuati 6 progetti potenzialmente finanziabili attraverso fondi europei – ha proseguito Zecchinato – che potrebbero generare ricadute positive per il territorio. Ho intenzione di promuovere la costituzione di un tavolo di lavoro con i colleghi assessori competenti, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento istituzionale e creare ulteriori sinergie sui territori di confine, affrontando in modo condiviso le sfide e le opportunità per l’intera area del Portogruarese”. Intanto, è nato il Comitato Territoriale Livenza Tagliamento – Friuli Venezia Giulia, un’organizzazione spontanea e civica che ha l’obiettivo di promuovere il riconoscimento della specificità territoriale del Portogruarese. Il Comitato nasce per rappresentare l’area compresa tra i fiumi Livenza e Tagliamento, valorizzandone identità, storia, cultura e prospettive future. Un’area che, come hanno evidenziato i fondatori di questa nuova organizzazione, è “ricca di tradizioni, di un patrimonio naturale e culturale unico, che merita attenzione, tutela e valorizzazione a tutti i livelli”. “Da anni il nostro territorio, cioè gli 11 Comuni che vanno dalla costa fino all’entroterra, – spiegano i promotori – soffrono e denunciano una marginalità in tutti i campi e sotto tutti i punti di vista. Siamo la periferia dimenticata ed abbandonata. Tra il Livenza e il Tagliamento c’è un territorio che aspetta da troppo tempo ma il tempo dell’attesa è finito”. Il Comitato intende promuovere un percorso volto al riconoscimento della specificità territoriale e all’integrazione nel Friuli Venezia Giulia, nel pieno rispetto delle normative vigenti e attraverso il dialogo con le istituzioni locali e regionali.