Manlio Graziano: guerra, propaganda, ideologie

In un momento storico segnato dal ritorno della guerra al centro del dibattito pubblico internazionale, cresce il rischio che il conflitto venga percepito come un elemento inevitabile, quasi ordinario, dello scenario globale. Proprio da questa riflessione prende avvio l’incontro con Manlio Graziano, tra i più autorevoli analisti geopolitici italiani, in programma domenica 14 giugno alle 10.30 nella Sala Degan della biblioteca civica di Pordenone.

L’appuntamento, organizzato nell’ambito delle iniziative culturali promosse da Dedica Festival e dall’associazione Aladura, sarà dedicato alla presentazione del volume “Come si va in guerra. Propaganda, interessi, ideologie: cosa infiamma lo scontro tra le potenze”, un saggio che affronta con rigore e chiarezza le dinamiche che conducono individui, società e governi ad accettare, giustificare e talvolta perfino desiderare il conflitto.

In dialogo con il giornalista Cristiano Riva, Graziano accompagnerà il pubblico in una riflessione che intreccia storia, politica internazionale e psicologia collettiva. Il libro analizza infatti i meccanismi attraverso cui si costruisce il consenso attorno alla guerra: la creazione del nemico, la convinzione di rappresentare la parte giusta, l’utilizzo della paura come strumento di mobilitazione e l’azione della propaganda nel plasmare percezioni e comportamenti.

Parallelamente, l’autore ricostruisce il progressivo deterioramento degli equilibri internazionali che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Dalle crisi regionali alle tensioni tra grandi potenze, dalla crisi della cooperazione multilaterale alle difficoltà delle leadership contemporanee, emerge un quadro complesso ma indispensabile per comprendere il presente.

Docente all’Università di Milano-Bicocca e in diversi istituti internazionali, tra cui il Geneva Institute of Geopolitical Studies e l’Université ouverte di Versailles, Graziano è autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e collabora con importanti testate italiane e internazionali. La critica ha spesso evidenziato la capacità dei suoi lavori di rendere accessibili temi geopolitici complessi senza rinunciare alla profondità dell’analisi, offrendo strumenti utili per orientarsi in una realtà sempre più instabile e interconnessa.

L’incontro rappresenta dunque un’occasione preziosa per approfondire le radici delle tensioni che attraversano il mondo contemporaneo e per interrogarsi, con spirito critico, sui processi che alimentano i conflitti. Un invito a non cedere alla semplificazione e alla retorica dello scontro, ma a comprendere i fenomeni che plasmano il nostro tempo.