Cordovado, il 9 e 10 maggio diventa il Borgo delle rose

Due palazzi nel borgo medievale di Cordovado raccontano una storia affascinante che affonda le radici in tempi lontani, ma che ci restituiscono anche il piacere di scoperte inedite e la suggestione delle famiglie che li hanno abitati.

Sabato 9 e domenica 10 maggio, Palazzo Bozza-Marrubini, l’antico Palazzo del Capitano e Palazzo Piccolomini che gli è di fronte apriranno, su iniziativa delle eredi delle due famiglie Marina Marrubini e Benedetta Piccolomini, per la prima volta contemporaneamente, le loro porte ai visitatori con una serie di contributi di artisti, poeti, scrittori, musicisti, vivaisti ed espositori che nel corso delle due giornate animeranno una ricca serie di eventi culturali e naturalistici.

Due edifici d’epoca medievale e due famiglie che hanno legato la loro storia con Cordovado in un affascinante intreccio di antiche dinastie e di lontane parentele.

Il Prof. Gino Bozza nacque a Firenze nel 1899 da genitori di origine friulana (il padre era originario di Concordia Sagittaria e la madre di Udine) ed è figura di grande rinomanza nella storia scientifica del nostro Paese: Fisico Tecnico all’Università di Pavia, Rettore del Politecnico di Milano è stato Accademico dei Lincei e autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Egli ereditò il Palazzo del Capitano dalla zia e lo trasformò in un luogo di ritiro e di studio. La figlia del prof. Bozza, Marialuisa Bozza-Marrubini che subentrò nella proprietà del palazzo, fu figlia d’arte anche se in un altro campo scientifico, quello della medicina. Primario di Rianimazione e terapia Intensiva al Niguarda di Milano, ideatrice e fondatrice del Centro Antiveleni, è autrice della scala Bozza-Marrubini per la valutazione dell’insufficienza cerebrale e del manuale tutt’ora in uso sulle Intossicazioni acute. Il Palazzo ospita le ricche biblioteche e gli archivi dei loro proprietari. L’apertura straordinaria di questo fine settimana di maggio è volta al supporto del Premio Mentematematicamente intitolato a Gino e Marialuisa Bozza e promosso dagli eredi, dall’Istituto omnicomprensivo I. Nievo, dalla Biblioteca di Cordovado e dal Circolo Gino Bozza.

Palazzo Piccolomini porta il nome dell’illustre famiglia senese che diede alla Chiesa due papi. E’ interessante la linea ereditaria che attraversò la storia del palazzo: anticamente sede del gastaldo e poi dei conti D’Attimis, nel 18° secolo il palazzo diventò di proprietà dei conti Freschi di Cucanea di cui si ricorda in particolare il conte Gherardo, noto intellettuale e famoso agronomo. Per una serie di accadimenti famigliari, la contessa Nicoletta Freschi di Cucanea che aveva sposato il nobile Lorenzo Piccolomini Clementini Adami, subentrò nella proprietà del Palazzo intestandolo al prestigioso casato.

Oltre al parco storico, una decina di anni fa è stato aggiunto l’impianto di un labirinto di rose damascene, unico al mondo cfr (“Labirinti vegetali” di Ettore Selli, edizioni Pendragon)

Insomma storia, cultura, arte e bellezze naturalistiche saranno di scena nello splendido agglomerato medievale di Cordovado che attende appassionati e visitatori alla riscoperta di uno dei borghi più belli d’Italia.