7 ottobre 23-26: p. Faltas (Custodia), la voce dei bambini della Terra Santa, “non servono aerei per fare la pace”

Padre Faltas (vatican news foto)

A tre anni dal 7 ottobre, e nell’ottavo centenario della morte di san Francesco, padre Ibrahim Faltas, direttore delle 18 scuole della Custodia di Terra Santa, frequentate da circa 12.000 studenti, racconta le domande, le paure e le speranze dei giovani di Gerusalemme: segnati dalla guerra ma convinti che la pace sia ancora possibile. 

“Sono giorni di profonda riflessione per i bambini e i ragazzi della Terra Santa School di Gerusalemme. Due in particolare le occasioni di dialogo, di confronto, di ricordo che hanno coinvolto gli studenti: l’ottavo centenario della morte di San Francesco e il rinnovato e drammatico ricordo del 7 ottobre di tre anni fa, data che rimarrà nella storia e nella memoria dei bambini e dei ragazzi che quel giorno videro missili attraversare il cielo, di giovani vite che sentirono rumori assordanti che non avevano suoni di pace mentre recitavano la preghiera semplice di San Francesco prima di entrare in classe.

(Foto Cmc/Jem)

Abbiamo celebrato la festa di San Francesco con lo sfondo di disegni colorati e significativi: nei cortili della scuola e nella chiesa parrocchiale di San Salvatore, si sono alternati canti, preghiere, racconti ed esperienze personali che hanno messo in relazione i bambini e i giovani di Gerusalemme con il Santo di Assisi, che dopo 800 anni è ancora un esempio e un modello di vita per i giovani.

Nella mia omelia ho parlato di Francesco che, stanco e ammalato venne in Terra Santa perché voleva la pace, perché credeva nella pace. Non fu una impresa facile per quei tempi ma aveva creduto in una possibilità e si mise in viaggio.

Una bambina mi ha chiesto: “Perché in questi anni i potenti della terra non si sono messi in viaggio e non sono venuti a fare la pace? Ai tempi di San Francesco non c’erano aerei, ora è più facile fare la pace!”

Ho risposto: “Hai ragione, non servono aerei per volere la pace!” Un altro bambino mi ha detto:

“Cerchiamo subito un altro Francesco!”

La purezza del cuore dei bambini non trova ostacoli sulla strada della pace. Non bisogna essere santi per volere la pace, basta essere umani!

Padre Faltas (dx) e il Custode Ielpo (Foto Cmc/Jem)

I bambini e i ragazzi delle scuole della Custodia di Terra Santa riflettono spesso sulla situazione che questa terra vive da quel tragico giorno perché si riflette sulla loro vita ogni giorno. Pensano continuamente ai loro coetanei di Gaza, come loro, in una condizione diversa, i bambini e i ragazzi di Gerusalemme e della Cisgiordania sentono le paure e i disagi in un periodo della vita in cui dovrebbero conoscere solo amore e speranze.

Tanti di loro ancora soffrono per traumi difficili da cancellare, molti non riescono a dormire o a mangiare: sono le tragiche conseguenze di una situazione di conflitto che si protrae da molto tempo e che non vede ancora una soluzione definitiva.

Sono molto colpito dai loro discorsi: si confrontano su problemi e su condizioni di vita che sono stati spesso gli stessi dei loro genitori e dei loro nonni ma sentono che possono essere loro stessi l’inizio di un cambiamento di prospettiva. Vedono e si vedono in un contesto nuovo: hanno gli strumenti per poter essere operatori di pace e si impegnano a lavorare per essere testimoni di una pace possibile. San Francesco veglia su di loro e suggerisce la via della pace.


Ibrahim Faltas (*) Custodia di Terra Santa