Casarsa: “Diario di una comunità solidale – L’esperienza del Comitato casarsese di solidarietà con Castelnovo del Friuli nel post terremoto del 1976”

La tragica esperienza del terremoto del 1976 in Friuli fece germogliare semi di solidarietà che hanno fatto crescere non solo la comunità colpita del sisma ma anche quella da cui erano originarie le persone che portarono aiuto mezzo secolo fa. È questa la preziosa testimonianza del libro “Diario di una comunità solidale – L’esperienza del Comitato casarsese di solidarietà con Castelnovo del Friuli nel post terremoto del 1976”, edito dalla Pro Casarsa della Delizia con il patrocinio della Città di Casarsa della Delizia e del Comune di Castelnovo del Friuli ed il sostegno del Consorzio Ponterosso Tagliamento e Banca 360 Fvg. 

Al centro del volume – che sarà presentato martedì 22 settembre alle 20.30 in sala consiliare a Palazzo Burovich de Zmajevich a Casarsa – c’è l’incontro tra le due comunità friulane: quella di Castelnovo del Friuli, ferita al cuore dal sisma nelle sue oltre trenta frazioni, e quella di Casarsa della Delizia, da cui partì una grande mobilitazione di soccorso coinvolgendo oltre 80 persone.

Si tratta del diario, con tanto di ritagli degli articoli dai giornali dell’epoca, che uno dei volontari, Luigi Piccoli, allora sedicenne e ora presidente dell’associazione Il Noce, tenne come segretario del Comitato Pro Castelnovo.

Tra le pagine riaffiorano i ricordi di quei mesi intensi: dai primi interventi tecnici per garantire un tetto prima del gelo invernale, all’aiuto nei campi per la vendemmia, alla raccolta di fondi per dotare di radiatori i prefabbricati, fino alle iniziative per i più giovani e gli anziani.

Nella serata di presentazione interverranno il sindaco di Casarsa della Delizia Claudio Colussi, il sindaco di Castelnovo del Friuli Juri Del Toso, il segretario del Comitato Pro Castelnovo Luigi Piccoli, l’assessore comunale alla Protezione civile Samuele Mastracco (visto che proprio dall’esperienza del sisma nacque l’esperienza della Protezione civile regionale) e il presidente della Pro Casarsa della Delizia Antonio Tesolin. Sarà proiettato anche il film “La notte in cui il Friuli tremò” di Maurizio Callegaro. L’impaginazione del libro è di Gloria Fabris. 

L’idea di adoperarsi a favore di Castelnovo venne al cappellano casarsese di allora, don Titta Del Frari, che aveva lassù dei parenti. Il gruppo iniziale diede vita ad un Comitato composto da Giovanni Castellarin, Lucio Bortolussi, Walter Colussi, Mirella Toffolo, Laura Biasutti, Nevio Colussi e Romano Strappaghetti come coordinatore dei lavori, oltre a don Titta e a Luigi Piccoli come segretario. A loro si aggiunsero tanti concittadini, i cui nomi sono riportati nel diario tenuto con cura da Piccoli. Oltre all’ottantina di persone che operarono a Castelnovo del Friuli, ben 272 famiglie aderirono alla raccolta fondi per 62 radiatori. La cifra totale raccolta fu di 3 milioni e 600 mila lire e permise anche di assegnare una borsa di studio a Renza Comino orfana di padre che nel terremoto aveva perso una sorella. Va ricordato che già a maggio il Comune di Casarsa aveva aperto una sottoscrizione pro terremotati del Friuli che aveva raccolto 6 milioni di lire.

“Quella del terremoto del 1976 e della fase della ricostruzione – commenta il sindaco di Casarsa Colussi – fu un’esperienza in cui il “dare” e il “ricevere” si unirono, creando qualcosa di nuovo all’insegna della solidarietà. Infatti i nostri volontari partivano per portare aiuto tecnico e materiale, ma tornavano poi a casa arricchiti da una lezione di dignità e resilienza straordinaria da parte delle genti della zona colpita dal sisma”. 

“In occasione della tragedia del terremoto – aggiunge il sindaco di Castelnovo Del Toso – i nostri cittadini non furono soli, grazie all’aiuto di tante persone tra le quali spiccano donne e uomini, in gran parte giovani, che arrivarono da Casarsa della Delizia e San Giovanni. Il tutto con una discrezione e una generosità che ancora oggi commuovono, poiché si dimostrarono sorelle e fratelli nel momento del bisogno”.

“Si trattò di un gemellaggio de facto  – racconta Luigi Piccoli –  e un’esperienza che ha permesso di creare un terreno fertile per la nascita dell’associazione ricreativa San Rocco per la gestione della Sagra omonima a Casarsa e, una decina d’anni dopo, della Caritas parrocchiale, delle associazioni di volontariato Il Noce e Laluna e della cooperativa sociale Il Piccolo principe. Nonché mise le basi anche per l’avvio dell’Osservatorio sociale comunale”.