Quando la letteratura fa spettacolo

Ascanio Celestini

A pordenonelegge ancora una volta la letteratura fa spettacolo con Parole in scena, il percorso di incontri che attraversa il cartellone della Festa del libro e della libertà, dal 16 al 20 settembre 2026, e trasforma le pagine dei libri in racconto scenico, esplorando le suggestive contiguità fra scrittura e performance.

16 settembre
Tanti i protagonisti e le novità ritagliate per il festival. Già il primo giorno, mercoledì 16 settembre alle 17.30 nello Spazio Gabelli riflettori su un volto amato dal grande pubblico: l’attore veneto Andrea Pennacchi presenta il libro Una foresta di scimmie, un’indagine che intreccia thriller, commedia e invenzione storica a partire dalle fonti del Mercante di Venezia shakespeariano.
Alle 21.30 nello Spazio IZC Costruzioni di Largo San Giorgio, arriverà una protagonista familiare al grande pubblico televisivo e radiofonico: Serena Bortone racconta Le dirimpettaie, un romanzo corale al femminile, tre donne che attraversano l’Italia dagli anni Sessanta al nuovo millennio. Lo stesso giorno e sempre alle 21.30, al Capitol (Via Mazzini) sarà di scena l’attore Ascanio Celestini in Pasolini. Una vita, anzi due, in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa: in un corpo a corpo con la memoria, un ritratto senza filtri che ci costringe a guardare in faccia le nostre contraddizioni. Raccontando non un solo Pasolini, ma almeno due: il poeta friulano e il regista romano, l’intellettuale corsaro e l’uomo fragile, il profeta della società dei consumi e la vittima della violenza di uno dei grandi ‘misteri italiani’.
Sul piano scientifico da segnalare mercoledì 16 settembrE ore 20.30 in Auditorium della Regione) il monologo del divulgatore Roberto Mercadini su Galileo Galilei. Con Io dico l’universo. La rivoluzione scientifica e Galileo: lo sconosciuto che sconvolse il mondo regala un viaggio affascinante nella vita e nel tempo del grande astronomo.
il 17 settembre
Giovedì 17 settembre (ore 21, Spazio Banca 360), il pubblico potrà ritrovare uno dei grandi protagonisti della canzone d’autore italiana: Lucio c’è. La vita e la musica di Lucio Dalla grazie a Marcello Balestra, storico collaboratore dell’artista bolognese. Il suo libro è il viaggio nell’anima di un uomo straordinario e nel cuore di chi ha vissuto al suo fianco per trent’anni. Al festival faranno tappa anche il frontman dei Tre allegri ragazzi morti, Davide Toffolo, e il giornalista e autore Giulio D’Antona per un reading con immagini nel centenario della nascita di Giangiacomo Feltrinelli: insieme ricostruiranno attraverso il linguaggio della graphic novel le storiche battaglie, la pubblicazione del Dottor Živago e l’epopea dell’editore rivoluzionario (giovedì 17 settembre, ore 21, al Capitol). Sempre giovedì 17 settembre (ore 10.30, nell’Auditorium Largo San Giorgio) l’anteprima nazionale della presentazione del saggio Venezia e il cinema. Alle radici del mito (ed. Wetlands) del critico e storico del cinema Giuseppe Ghigi. Un’indagine sul mito culturale della città, introdotto dalla prefazione del direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera: analizzando oltre seicento lungometraggi, l’autore racconta come il cinema abbia progressivamente eroso la sostanza della città reale, per sostituirla con uno stereotipo visivo di massa, documentando un immaginario collettivo alimentato da hotel di lusso, gondole e piccioni in Piazza San Marco.

il 18 settembre
Sempre sul piano cinematografico, venerdì 18 settembre (ore 17.30 nell’Auditorium Largo San Giorgio) il giornalista Antonio Caiazza presenta il saggio Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in Albania negli anni del fascismo, svelando i retroscena geopolitici dietro il boicottaggio e la censura del film del 1983 Il generale dell’armata morta con Marcello Mastroianni. La sua indagine ricostruisce la misteriosa sparizione dalle sale italiane di quel film diretto da Luciano Tovoli: un’opera capace di riaprire una ferita storica nei rapporti tra Italia e Albania.
Ancora il 18 settembre l’attenzione si sposta sulla memoria storica del territorio: alle 16.30 nello Spazio Zero, Luca Giuliani e Roberto Calabretto analizzano l’opera pasoliniana I Turcs tal Friùl e l’evoluzione delle sue regie dal 1976 a oggi. L’evento, in collaborazione con Cinemazero, racconta le messe in scena dopo la morte di Pasolini, a opera di Rodolfo Castiglione (1976) con le musiche di Luigi Nono, di Elio De Capitani (1997) con le musiche di Giovanna Marini e ora di Alessandro Serra con voci e canti di Bruno de Franceschi.
Nico Nanni