Friuli Occidentale
Caso di Dengue a San Vito. Il Sindaco ordina la disinfestazione. I comitati insorgono
Un probabile caso di Dengue, tre notti di disinfestazione straordinaria e una lettera di protesta inviata alle istituzioni. È la vicenda che nei giorni scorsi ha interessato la zona di Madonna di Rosa.
ASFO ha attivato le procedure previste dai protocolli nazionali e regionali per le malattie trasmesse dalle zanzare del genere Aedes, coordinandosi con l’amministrazione comunale. Il sindaco Alberto Bernava ha quindi firmato un’ordinanza che ha disposto un intervento straordinario entro un raggio di circa 400 metri da via Risorgimento, comprendendo aree pubbliche e private, cortili, giardini, orti, scuole e parchi. Le operazioni hanno previsto sia il trattamento contro le zanzare adulte, sia interventi porta a porta per l’ispezione dei tombini, la rimozione dei ristagni e il trattamento dei focolai larvali non eliminabili. Durante la disinfestazione ai residenti è stato chiesto di restare in casa con porte e finestre chiuse, sospendere gli impianti di ricambio dell’aria, tenere al riparo gli animali domestici, proteggere ciotole e ricoveri, raccogliere o coprire frutta e verdura degli orti e non lasciare il bucato all’esterno. Il prodotto utilizzato conteneva cipermetrina allo 0,9%. Dopo il trattamento è stata raccomandata la pulizia, con guanti, di mobili, giochi e oggetti rimasti esposti. L’ordinanza imponeva inoltre di consentire l’accesso agli operatori autorizzati nelle proprietà private e di eliminare ogni possibile raccolta d’acqua: sottovasi, contenitori, teli, copertoni, piscine inutilizzate, fontane, tombini e pozzetti. Misure motivate dalla necessità, indicata da ASFO, di ridurre rapidamente la presenza delle zanzare vettrici e impedire che eventuali focolai larvali potessero riformarsi.
La decisione ha però suscitato la reazione del Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente Sanvitese e del Comitato ABC, che hanno inviato una lettera al presidente della Regione, ad ASFO, al Dipartimento di Prevenzione, al sindaco e all’assessore comunale all’Ambiente. Secondo i firmatari, un trattamento di questo tipo sarebbe «eccessivo e inadeguato» di fronte a un caso indicato come probabile e non ancora certo. I comitati temono conseguenze sugli insetti impollinatori, già diminuiti – sostengono – di circa un terzo negli ultimi anni, ma anche su piante, acque, pesci, animali domestici e da cortile e sulla salute delle persone. Chiedono quindi che rischi e benefici vengano valutati con maggiore attenzione e che i protocolli standard siano riconsiderati caso per caso quando possano mettere a repentaglio l’ambiente e i cittadini. Nella lettera viene inoltre evidenziata l’esistenza di interventi ecologici ritenuti efficaci, soprattutto contro le larve, da attuare con continuità in chiave preventiva. «Ci meraviglia – scrivono – che, pur sapendo che le zanzare tigre arrivano puntuali ogni estate, non siano state messe in atto le necessarie misure preventive per affrontare il problema in modo organico e innocuo». ASFO, dal canto suo, ricorda che ogni estate porta avanti insieme ai Comuni attività di sorveglianza, trattamenti larvicidi nelle aree pubbliche e campagne informative rivolte ai cittadini. Restano quindi sul tavolo due esigenze: da una parte la tutela sanitaria e l’applicazione dei protocolli previsti in presenza di un possibile caso di Dengue; dall’altra la richiesta dei comitati di rafforzare la prevenzione e valutare con maggiore cautela l’impatto ambientale degli interventi adulticidi.