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Radio Voce nel Deserto: pomeriggio di ascolti mariani
Il 15 Agosto, dal punto di vista laico è la tradizionale festa di mezza estate, che viene festeggiata con pic-nic gite fuori porta e tanto riposo, per la religione Cattolica, codesta giornata rappresenta la solennità dell’Assunzione della Beata Maria Vergine in Cielo.
Devozione popolare, processioni, feste a tema ricordano questo importante evento, anche Radio Voce nel Deserto vuole solennizzare la figura di Maria , con un programma speciale di musica Mariana a Lei dedicata; appunto “Assumpta est Maria”.
Sabato 15 Agosto a partire dalle ore 13,30 potrete ascoltare diversi brani mariani tutti dedicati all’Assunzione in Cielo, inizieremo con un autore anonimo del quale proporremo l’Antifona: Assumpta est Maria – Offertorium (VIII) from Proprium de Sanctis. Die 15 augusti. In Assumptione B. Mariae Virginis. Per proseguire poi con l’ascolto della splendida Missa Assumpta Est Maria H 11 di Marc Antoine Charpentier,continueremo poicon l’antifona Assumpta est, tratto dalle Sacrae cantiones di Carlo Gesualdo da Venosa, ed infine ascolteremo un capolavoro assoluto di Giovanni Pierluigi da Palestrina , La Missa Assumpta est Maria in Caelum.
Sebbene l’Assunzione di Maria non abbia fondamento scritturale, trae origine da un’antica tradizione sia nella Chiesa orientale che in quella occidentale: viene celebrata liturgicamente fin dall’VIII secolo. Nella Chiesa cattolica, è definita come dogma dalla costituzione apostolica Munificentissimus Deus di Pio XII del 1950, ma vediamo cosa dice il testo specifico adottato per l’introito della Missa in Die;
| Assumpta est Maria in caelum, gaudent angeli, laudantes benedicunt Dominum. | Maria è assunta in cielo, si rallegrano gli angeli, lodano e benedicono il Signore. |
| Gaudete et exsultate omnes recti corde. Quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum. | Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità. |
| Quae est ista, quae progreditur quasi aurora consurgens, pulchra ut luna, electa ut sol, terribilis ut castrorum acies ordinata? | Chi è costei che avanza come aurora che sorge, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come esercito a vessilli spiegati? |
| Gaudete et exsultate omnes recti corde. Quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum. | Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità. |
Due parole sugli autori; Marc-Antoine Charpentier è stato un compositore francese del periodo barocco, considerato il massimo esponente della musica sacra francese del suo periodo tanto da venir soprannominato dai suoi contemporanei “la fenice di Francia”, egli all’incirca nel 1643 nella diocesi di Parigi, corrispondente all’attuale regione dell’Île-de-France, senza che, tuttavia, si sia in grado di localizzare l’esatta postazione.
Ricevette un’istruzione molto valida, forse grazie all’aiuto dei gesuiti, ed all’età di diciotto anni s’iscrisse presso la scuola di legge a Parigi[1] da cui però si ritirò dopo circa un semestre. I due o tre anni successivi (forse tra il 1667 ed il 1669) li passò a Roma a studiare musica sotto la direzione di Giacomo Carissimi. Frequentò il Collegio Germanico-Ungarico a Roma e perfezionò la conoscenza del contrappunto e della polifonia italiana sia dalle composizioni del maestro Carissimi che da quelle di altri autori quali Palestrina, Monteverdi e Victoria. Da Carissimi, in particolare, assimilò e portò in Francia il genere dell’oratorio.
L’Assumpta est Maria, composta tra il 1699 e il 1702, è l’ultima e probabilmente la più grande delle dodici messe di Charpentier. La sua musica, ricca di sfumature, contemplativa e spesso serena, segue fedelmente e con sensibilità il senso del testo. Non conosciamo l’occasione precisa per cui fu composta, ma l’ampio organico richiesto – un coro a cinque voci più l’orchestra e numerose voci soliste in varie combinazioni – suggerisce che sia stata composta per un’importante festività o evento. Potrebbe essere stata eseguita alla presenza della nobiltà, forse incluso il re stesso, e, dato il titolo, potrebbe essere stata scritta per la festa dell’Assunzione della Vergine Maria (15 agosto). Alla fine della sua composizione, basata sul testo tradizionale della messa, Charpentier aggiunge un salmo per pregare per la salute del re ( Domine salvum fac regem ). All’epoca non era insolito aggiungere una preghiera di questo tipo, ma sembra che Charpentier avesse anche in programma di spingersi oltre e concludere con una musica per l’uscita processionale. Tuttavia, l’ultima pagina, che riporta solo un titolo che indica una processione, è stata lasciata in bianco..
Carlo Gesualdo, noto anche come Gesualdo da Venosa (Venosa, 8 marzo 1566 – Gesualdo, 8 settembre 1613), è stato un compositore italiano e membro della nobiltà del Regno di Napoli del tardo Rinascimento.
Rappresentante accanto a Luzzasco Luzzaschi, Luca Marenzio e Claudio Monteverdi del madrigale italiano nella sua massima espressione, il suo status privilegiato gli consentì grande libertà artistica nella stesura delle sue composizioni. I suoi lavori, alcuni dei quali andati perduti e quasi interamente dedicati alla voce trattata in polifonia, inglobano sei raccolte di madrigali e tre raccolte di musica religiosa.
Giovanni Pierluigi da Palestrina è stato un compositore italiano (Palestrina, 1525-Roma, 2 febbraio 1594) tra i più importanti del Rinascimento europeo. La sua fama di compositore già largamente attestato dai suoi contemporanei, gli procurò numerose offerte di lavoro dall’aristocrazia sia italiana che straniera. Fu stimatissimo sia in vita che dopo la morte, le sue composizioni sono modelli insuperabili della polifonia vocale sacra rinascimentale della Chiesa Romana. La Messa “Assumpta est”, è tra le 22 Messe a sei voci, composte dal maestro è la più celebre, scritta per la solennità dell’Assunta.
Per la vostra preghiera e meditazione, questa è una straordinaria composizione musicale anche se presumo poco conosciuta e decisamente alternativa ai più diffusi gusti giovanili anche in fatto di melodie religiose e vuole essere un omaggio di “bellezza perenne” offerto alla Vergine Maria nel giorno a Lei dedicato e una piccola provocazione ad imparare ad apprezzare e gustare anche ciò che appartiene alla grande tradizione.