Cultura
Avostanis: dal 3 agosto al 10 settembre
Lunedì 3 agosto, alle ore 21.00, a Villacaccia di Lestizza, si inaugura la trentacinquesima edizione di Avostanis, rassegna estiva realizzata dall’Associazione Culturale Colonos, finanziata da Regione Friuli-Venezia Giulia e ARLeF, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, con il contributo di Fondazione Friuli, con il sostegno di Distillerie Nonino e di CiviBank Gruppo Sparkasse dell’Associazione Culturale Colonos e con la collaborazione di: Comune di Lestizza, Teatri Stabil Furlan, Clape di culture, Patrie dal Friûl APS, Associazione Glesie furlane APS, Associazione culturale Furclap APS, Continuo APS, Istituto culturale ladino “Majon di Fascegn”.
Si comincia con una serata che richiama un evento iconico per la storia culturale dell’Associazione Colonos e del Friuli: la proiezione video de “I Turcs tal Friùl”, il testo di Pier Paolo Pasolini messo in scena trent’anni fa in un evento che fu irripetibile e straordinario con la regia di Elio De Capitani.
Introdurranno la serata Federico Rossi, Luca Giuliani e il regista del video Remigio Romano.
Si tornerà indietro nel tempo, al 25 agosto 1996, quando ai Colonos veniva rappresentato il testo di Pasolini attraverso lo sguardo di De Capitani e le musiche di Giovanna Marini: una sorta di tragedia greca, che si svolse tra il tardo pomeriggio e il crepuscolo, con 40 protagonisti attorniati dal pubblico a rievocare sulla nuda terra l’incursione turca del 1499.
Un evento memorabile, interamente documentato in una registrazione video, trasmessa da Rai 5 in occasione dei 40 anni della morte dello scrittore.
«La rassegna Avostanis era allora una creatura in fasce – ricorda il direttore artistico Federico Rossi –. Non esisteva ancora l’associazione culturale. A organizzare l’evento eravamo tre amici con il supporto dell’agriturismo. Speravamo di avere un pubblico di almeno 200 persone, e invece ci siamo trovati di fronte a 650 spettatori, tra cui numerosi giovani, aspetto che fa riflettere su quanto sia mutata oggi l’età media di chi partecipa a eventi culturali. Il numero di presenze inaspettato ha mandato in tilt la viabilità locale e costretto il regista De Capitani a dover sistemare il pubblico su sedie, panche, tavoli, mezzi di fortuna o a terra secondo un ordine che poi, in quel rito collettivo, ha generato la fusione di una comunità attori-pubblico all’interno di una sorta di cerchio magico. E poi ricordo il silenzio commosso, gli elementi della natura, il vento e il temporale incombente che si è scatenato solo al termine dell’applauso finale».
A inizio serata, la rassegna estiva sarà salutata dal brindisi augurale Aperitivo Nonino, a partire dalle ore 20.
L’inaugurazione dà il via al percorso di Avostanis 2026 incentrato su un tema che arriva come un monito per la nuova edizione della rassegna estiva: “No cinise, ma fûc” (Non cenere, ma fuoco).
«La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri». Il pensiero di Gustav Mahler accompagnerà l’estate ai Colonos di Villacaccia diLestizza, dove i grilli torneranno a cantare dal 3 agosto fino ad ottobre, in 12 eventi che attraverseranno la trentacinquesima edizione di Avostanis.
Così Federico Rossi, direttore artistico del progetto e presidente dell’Associazione Culturale Colonos, ripercorre il processo di riflessione che conduce alla tematica: «Fin dagli inizi, l’anima del progetto Avostanis, concepito 35 anni fa in un contesto che in agosto era proprio deserto di iniziative, è stata la cultura, nel senso contadino di seminare e coltivare idee, relazioni feconde, valori di civiltà, etici e sociali. Non nasce a tavolino, ma è l’approdo di un percorso aperto a una serie di progetti e proposte che a un certo punto, collegandoli come dei puntini, lasciano affiorare il tema prevalente».
Ma veniamo ad Avostanis 2026: «In questa nuova edizione – continua Federico Rossi – il tema trova sintesi nella efficace metafora di Mahler riguardo alla necessità di recuperare un rapporto con la tradizione, che è vitale sì, ma non nel senso di un folclore nostalgico, bensì come processo vivo di trasmissione intergenerazionale in continua evoluzione. Un sistema aperto che attinge all’essenza e all’energia delle tradizioni come fonte di ispirazione, di creatività e vitalità. In questa ottica non è fuori luogo ricordare che i Colonos sono stati un laboratorio di continua ricerca e sperimentazione di equilibri sempre in fieri, spesso in bilico in bilico fra quella tradizione che ci è stata tramandata prima di tutto dalla memoria del luogo, e l’opportunità di cogliere le sfide e le contraddizioni del presente».
E si comincia lunedì 3 agosto, alle ore 21.00 con “I Turcs tal Friùl” di De Capitaniproprio secondo l’ottica feconda dei Colonos, che si nutre del dialogo tra il passato e il futuro e del dialogo tra l’arte e il luogo in cui essa prende vita.
Gli altri appuntamenti di Avostanis 2026
Dopo l’inaugurazione del 3 agosto, le serate ai Colonos continueranno fino ad ottobre all’insegna dell’arte, della storia, del teatro, del canto, della natura, della poesia, attraversando il tema “No cinise, ma fûc” (Non cenere, ma fuoco).
Giovedì 6 agosto, alle ore 21, verrà inaugurata la mostra “Derby”, che resterà aperta durante gli appuntamenti di Avostanis: opere della coppia Michele Bazzana e Paola Pasquaretta, a cura di Angelo Bertani.
Lunedì 10 agosto alle 21, ci sarà l’anteprima de “Il vint. Marc di Murùs”, reading teatrale di e con Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini, una produzione Teatri Stabil Furlan, che scava dentro la figura di Marco di Moruzzo (XV secolo), l’ultimo portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia.
Dal 12 al 28 agosto, nei giorni che vanno dal lunedì al venerdì, alle ore 11.10, Avostanis sbarca su Rai Radio Fvg con una striscia radiofonica in marilenghe, “Caduti dall’astronave”, a cura di Arianna Zani, Progjet Colonos con il coordinamento di Federico Rossi, testi e regia di Ferruccio Cainero, con Ferruccio Cainero e Vanni De Lucia, sceneggiatura sonora e sigla musicale di Franco Feruglio.
Il 13 agosto a Villacaccia sarà la volta di “Tramis vocâls / Intrecci vocali”. A cucire le trame sonore saranno Marisa Scuntaro, Cristina Spadotto e Lorenzo Marcolina, Novella Del Fabbro, Valter Colle, Trinità Germano e il Coro La tela di Caia con la direzione artistica di Giovanni Floreani. Un evento a cura di Furclap.
Il 17 agosto ancora canto: “Coronos. Cantata scenica collettiva” che vedrà la partecipazione libera, con i maestri di canto (e di scena) Luca Domenicali e Gianfranco Napolitano e la collaborazione di Tommaso Pecile.
Il 20 agosto, “Prove aperte di cultura friulana”, idea e presentazione di Federico Rossi. Protagonisti gli artefici di nuovi progetti culturali. Una serata che vedrà la partecipazione di Cristiano Brusini alla tromba.
Il 24 agosto, “Topofonie (Il canto della natura)”, racconti dei tesori acustici dell’Alto adriatico, tra immagini e suggestioni sonore, espressione dell’ambiente naturale, con Antonio Della Marina e Alessandra Zucchi.
Il 27 agosto, proiezione di “Talis Mater”, regia di Marco Rossitti, documentario prodotto dall’Istituto culturale ladino “Majon di Fascegn” della Val di Fassa: storia di un legame intergenerazionale con la terra.
Sabato 5 settembre, dalle ore 8.30 alle 19.00, “A brene vierte”, gara artistica dei campioni, a cura di Angelo Bertani. Seguirà, a fine ottobre, la presentazione del catalogo “A brene vierte 2013-2025” e la proiezione del documentario di Paolo Comuzzi.
Il 10 settembre, alle ore 21.00 “Intuna not como chesta”, per Leonardo Zanier nel giorno del suo 91° compleanno, con Paolo Barcella, Veronica Riccardi, Gabriele Zanello e incursioni di Gigi Maieron. Introduce e coordina Valter Colle.
Il 4 ottobre, alle ore 15.30, “Stin dongje a la Patrie”, a cura della Clape di culture furlane La Patrie dal Friûl, organizzato da La Patrie dal Friûl con Istituto ladino-friulano pre Checo Placerean, Glesie furlane e Colonos.
Il programma completo con info e aggiornamenti su www.colonos.it e sulle pagine Facebook e Instagram.