Terremoto 1976-2026
Val Meduna e Val Tramontina nel 50° del terremoto: ‘Il tempo sospeso’ Volti e Vita del 1976″
Come un album fotografico, il volume di 145 pagine, con centinaia di immagini, in prevalenza in bianco e nero, scattate da alcuni provetti fotoreporter, o ripescate dagli archivi delle parrocchie collegate dal bollettino parrocchiale ‘Val Meduna’.
I volontari che ne hanno curato la stampa, con l’amico Fulvio, hanno preferito far parlare i volti delle persone, piuttosto che le macerie. Intitolando l’opera: ‘Il tempo sospeso. Volti e vita del 1976’.
Si tratta di 13 capitoli che narrano il ‘tempo sospeso’: ‘un tempo che non si misura con gli orologi. E’ fatto di stagioni, di gesti ripetuti, di volti che si conoscono da sempre’.
I volti parlano di persone che hanno attraversato il terremoto (l’orcolàt) rivelando un vissuto fatto di fermezza, di dignità, di misura. Le persone anziane, tra le quali molte donne e madri, sono una presenza attiva; col fazzoletto nero in testa portato con fierezza; esprimono dignità; tenacia e spirito di fede – col libro delle preghiere in mano.
I bambini, col domani negli occhi, passano da un mondo fatto di giochi come il ‘clapadinàs’ (il gioco coi sassi), ad inventarne di nuovi, come salire e scendere dalla ruspa parcheggiata in località Pielli.
I più piccoli sotto la grande tenda blu che faceva da Scuola materna; i più grandi, a Tramonti di Mezzo, nella pluriclasse ‘Scuoletta prefabbricata’ con la maestra Irma Maramai.
O al Centro scolastico sociale in località Matan, tutti quelli delle elementari della Vallata, con tanto di aula e di palestra; di mensa e spazio verde.
O per l’incontro estivo, a Tramonti di Sotto, nel giugno 1977, con don Pierino Cesco e don Roberto Laurita, in una sorta di gemellaggio con una classe di Pordenone.
Nel capitolo della ‘fede e speranza’ risalta il crocifisso con un solo braccio; il vescovo mons. Abramo Freschi che il 19 maggio 1976, a Tramonti di Sotto, conferisce il battesimo a tre bambini della Val Tramontina, assieme ai parroci della zona, sotto un tendone militare installato per l’occasione. O la cresima, a Meduno, nell’estate 1977, all’aperto. O Teresa e Mario, che si sposano nel 1983, presso il Centro Comunitario di Meduno.
O ‘Miru’ che suona la campana nel campanile costruito con pali di legno, a Tramonti di Mezzo, per annunciare l’Ave Maria della sera. O la processione della Madonna del Carmelo, nel luglio 1976, con la statua della Madonna vestita, che si trova presso il capitello, vicino al Cimitero. O alcune panoramiche dalla processione dell’Assunta a Tramonti di Sotto, il 15 agosto 1977.
I parroci del terremoto sono stati: don Narciso Luvisetto, a Chievolis, dal 1973 all’84; don Pietro Odorico, a Campone, dal 1974 all’86; don Giovanni Cuccarollo, a Meduno e Navarons, dal 1972 al ‘91; don Tarcisio Toffolon, a Tramonti di Sopra e di Mezzo, dal 1970 all’86 e a Tramonti di Sotto e Mezzo nel 1980. E il grande ‘pre Pieri Cesco’ parroco di Tramonti di Sotto, dal 1973 al ‘79.
Affiancati da numerose associazioni di volontariato, per le quali ci vorrebbe altrettanto spazio per elencarle tutte, simbolo di ‘Mani tese e cuori aperti’.
Leo Collin