Mattarella a Seveso, nel 50° anniversario dell’incidente della diossina

“Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi – i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale. Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione Lombardia, l’intera Italia erano sgomente”. Lo ha ricordato questa mattina venerdì 10 luglio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Seveso in occasione del 50° anniversario del disastro dell’Icmesa.
“Nessuno dei testimoni diretti potrà mai dimenticare il trauma, le sofferenze, l’angoscia per la nube tossica. E, poi, l’esodo che fu necessario disporre. Come nessuno potrà cancellare dalla memoria collettiva l’allarme e le paure che allora si diffusero in un’area molto vasta”, ha proseguito il Capo dello Stato, rilevando che “quel che accadde divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione”. “Quanto avvenne – ha aggiunto – era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico, perché si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela della comunità e dell’ambiente come diritto umano primario”.

“Le tre direttive ‘Seveso’, che nell’arco di trent’anni – dal 1982 al 2012 – sono divenute leggi dell’Unione europea, contengono norme a garanzia della sicurezza, contengono previsioni di piani di emergenza, di coordinamento tra Stati nei casi in cui la minaccia ambientale assuma più vaste proporzioni. Il progresso tecnologico deve essere a servizio dell’uomo, delle comunità”. Lo ha sottolineato sempre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Seveso in occasione del 50° anniversario del disastro dell’Icmesa.
“Qualsiasi opinione che immagini possibile pianificare cinicamente uno scambio tra costi umani e vantaggi economici va respinta con fermezza”, ha ammonito il Capo dello Stato, secondo cui “l’Europa deve saper offrire una sua risposta equilibrata al mondo”. “Una comunità cresce, produce, vive assicurandosi l’avvenire, se sa far proprio il valore della sostenibilità delle risorse dell’ambiente e il consolidamento della coesione sociale”, la convinzione di Mattarella: “Seveso e i Comuni circostanti ne sono esempio”, il tributo del presidente: “Con la risolutezza manifestata nel fronteggiare le conseguenze del disastro. Affrontando la bonifica, assicurando la ripartenza civile e quella dell’economia locale con una vitalità che nasce dalla tenacia e dall’impegno che sono stati, e continuano a essere, profusi; con l’inserimento in reti di infrastrutture vitali”.

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