Papa Leone, udienza del mercoledì: ai giovani “scegliete bene scuola e università”

Oltre alla catechesi del mercoledì papa Leone ha parlato del caldo, di scuola, del caldo e della messa da “non trascurare in vacanza”. Inoltre ricevendo alcuni scrittori della Lev ha dichiarato “Abbiamo bisogno di voi”

CALDO

Il caldo record che caratterizza oggi 24 giungo la Capitale, come molte altre città italiane ed europee, non ha scoraggiato la folla di fedeli accorsi da ogni parte del mondo, che come ogni mercoledì non hanno voluto mancare all’appuntamento con il Papa, il quale ha fatto il suo ingresso sulla papamobile scoperta un quarto d’ora circa prima dell’inizio previsto per la catechesi. Moltissime le bandiere colorate, oltre ai cappellini e agli ombrelli per ripararsi dal solleone. Protagonisti, come di consueto, del giro di Leone XIV – apparso sorridente e rilassato – tra i vari settori delimitati dal colonnato del Bernini sono stati i bambini, con cappellini di varia foggia e vestiti molto leggeri, i più piccoli quasi tutti a piedi nudi. A fare da coreografia, “Viva il Papa” ripetuto nelle varie lingue, mentre ognuno cercava la migliore postazione, lungo le transenne, per immortalare con il cellulare il momento.

MESSA

Le vacanze sono un tempo di riposo e di ricerca dei segni di Dio nella bellezza del creato. Approfittatene per una maggiore partecipazione alla Santa Messa, la meditazione della Parola di Dio, i ritiri spirituali, i pellegrinaggi e gli incontri con i vostri cari”. È l’invito del Papa, durante i saluti ai fedeli di lingua polacca, al termine dell’udienza di oggi. “Non trascurare la preparazione alla Messa: interiormente, con la confessione frequente, e attorno a noi, facendo tacere i rumori che ci impediscono di ascoltare la Parola di Dio”, l’invito ai fedeli di lingua portoghese.

SCUOLA

Papa Leone ha invitato i presenti: “Preghiamo per i giovani, affinché scelgano con saggezza la scuola e l’Università e discernano con prudenza la propria vocazione”. Lo ha chiesto il Papa al termine dell’udienza.

SCRITTORI

Scrivere ha a che fare con Dio. Può sembrare azzardato dire questo, ma diversi teologi hanno riflettuto e scritto sulla consonanza tra la forma dello scrivere e la rivelazione del Dio biblico”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza, nell’Auletta Paolo VI, un gruppo di scrittori, in occasione del centenario della Libreria Editrice Vaticana. “Quando andiamo al fondo della nostra umanità, non siamo distanti da Dio: è lì, nel mezzo di storie molto umane, che Dio si rivela”, ha spiegato Leone XIV: “Il Dio della Bibbia si manifesta nella liberazione dalla schiavitù, nella nascita ormai insperata di un figlio, nell’amore misericordioso e fedele. Parla attraverso fatti e incontri, volti e storie”. Di qui l’attualità dell’invito di Paolo vi agli artisti, rilanciato dal Pontefice: “Abbiamo bisogno di voi, della vostra immaginazione, della vostra fantasia narrativa, della vostra vivacità di pensiero. Ne abbiamo bisogno per creare spazi di libertà e di autenticità, dentro i quali la grazia divina possa far risuonare una promessa di consolazione e di pace. Vi ringrazio per ogni volta in cui avete sparso semi di riconciliazione, di incontro, di amicizia”.