Leone XIV: esequie del card. Ruini, “moltissimo gli deve la Chiesa in Italia”

Foto Siciliani Gennari Sir

“Moltissimo gli deve la Chiesa in Italia”, che ha servito per circa diciassette anni come presidente della Conferenza episcopale italiana; “come pure la diocesi di Roma”, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ministero di vicario del Santo Padre. Così Papa Leone XIV nell’omelia delle esequie del card. Camillo Ruini, celebrate giovedì 18 giugno pomeriggio all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. Leone XIV ha sottolineato che Ruini “ha saputo guidare il Popolo di Dio e i fratelli nell’Episcopato in momenti importanti e delicati, affrontando con entusiasmo, discernimento e coraggio molteplici sfide”. Il Pontefice ha evocato le “intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Comunità ecclesiale e anche di quella civile”: dal “Progetto culturale” al grande lavoro del Sinodo diocesano di Roma, all’impegno nel promuovere l’apporto del mondo cattolico “nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana”. Il Papa ha citato il Testamento spirituale del cardinale, in cui Ruini scriveva delle persone che lo avevano aiutato: “Da loro ho ricevuto non meno di quello che ho cercato di dare”. Leone XIV ha commentato: “Penso siano parole che possono aiutare anche noi a vivere le nostre responsabilità e i nostri diversi servizi con la stessa umiltà e con la medesima fiducia in Dio”.

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CARD. ZUPPI

“Non si può capire il Cardinale Ruini senza il suo legame con la parrocchia, con le comunità, con gli studenti”: sono le parole al Sir del presidente della Cei, il card. Matteo Maria Zuppi, al termine delle esequie del card. Camillo Ruini, giovedì 18 giugno a San Pietro. “Il cardinale ha governato e amato la Chiesa, la Chiesa italiana, a cominciare dalla sua Chiesa di Reggio con un grande pastore (mons. Gilberto Baroni, vescovo di Reggio Emilia, ndr), che peraltro era anche di origine bolognese. Con lui è cresciuto e con lui ha instaurato un legame con la pastorale”. Aneddoti che lo stesso Ruini, ricorda Zuppi “ha raccontato più volte quando, per esempio, doveva andare a dire alla donna che era morto figlio. Perché lo ricordo? Perché era qualcosa che rivelava la sua sensibilità”. Ruini è stato “un uomo di grande governo, di grande cultura, di grande ruolo nella Chiesa e nella Città degli uomini, nella società civile”. Esponente di quella Chiesa “che interpretava la visione del ‘Non abbiate paura’ di san Giovanni Paolo II”.