Economia
Electrolux: Fedriga ai lavoratori “valuteremo misure ostative”
Un confronto di tre ore sul caso Electrolux: dapprima tra i segretari nazionali e provinciali delle tre sigle sindacali Fim Cisl (Massimiliano Nobis con Gianni Piccinin), Fiom Cgil (Barbara Tibaldi con Simonetta Chiarotto), Uilm (Gianluca Ficco con Roberto Zaami), una delegazione di lavoratori e Rsu, i sindaci di Pordenone Alessandro Basso e di Porcia Marco Sartini. Poi nell’auditorium della Regione in via Roma a Pordenone, davanti a una parte cospicua di lavoratori (circa 140) benché diverse decine di lavoratori assieme ai giornalisti fossero rimasti al di fuori per ragioni di capienza. Infine al di fuori dell’Auditorium della Regione, in via Roma, dove Massimiliano Fedriga si è rivolto nuovamente ai lavoratori accompagnato dagli assessori regionali Alessia Rosolen (Lavoro) e Sergio Emidio Bini (Attività produttive).
I lavoratori hanno bussato alla porta della Regione con la richiesta di un incontro e di vicinanza solidale. La risposta del presidente del Friuli Venezia Giulia è arrivata ed è stata netta: “Regione FVG non ritiene quello presentato dalla multinazionale un piano industriale. È un piano di dismissione. Pretendiamo dall’azienda la presentazione di un piano industriale e su quello faremo le valutazioni. Il piano industriale per quanto ci riguarda deve tutelare la forza lavoro ma anche la produzione, perché non vorremmo trovarci fra qualche anno al punto di partenza per cui viene tolto pezzo per pezzo e poi ci dicono che non c’è più bisogno dei lavoratori”.
“Da questo punto di vista – ha proseguito Fedriga – se ci fosse un piano industriale che tutela la forza lavoro, la Regione è disponibile a utilizzare i pochi strumenti che ha per agevolarlo. Se questo invece non fosse recepito dalla proprietà, per quanto ci riguarda, utilizzando le leve nazionali, vogliamo mettere in campo misure ostative per qualsiasi scelta che vada in quella direzione”.
L’ipotesi di misure ostative significano l’esercizio del Golden Power (una tutela che il Governo può attivare per imporre vincoli su acquisizioni societarie che coinvolgano aziende strategiche per l’interesse nazionale) o l’esercizio della legge 234 che allunga i tempi per i licenziamenti per l’impresa.
“Misure ostative – ha aggiunto il presidente della Regione Fvg – significa andare a bloccare, attraverso alcune norme in vigore, o per lo meno andare a rallentare delle scelte unilaterali che significherebbero impoverire il tessuto produttivo italiano. Quindi questa è la parte contingente. C’è poi un lavoro che rientra nella visione a medio e lungo termine, in cui protagonista non possono essere soltanto Regione e Governo, bensì si lavora a livello europeo. Proprio perché non possiamo pensare che le nostre produzioni siano totalmente sostituite (dapprima sono stati pezzi di filiera produttiva ora si tratta di produzioni totalmente sostituite) da altri Paesi terzi esterni all’Europa. Perché questo significherebbe semplicemente andare ad ammazzare il tessuto produttivo italiano. Queste due direttrici non possono andare assieme per questioni di tempo: oggi la priorità è andare a tutelare soprattutto Porcia e in particolar modo la Ricerca&Sviluppo che sta a Porcia proprio perché è strategica per il gruppo. Questa è la posizione di Regione Fvg ai tavoli e con la proprietà”.
Porcia diventa un caso di difesa industriale europea. “Oggi la battaglia è importantissima – ha motivato Fedriga – Porcia può diventare veramente il primo caso europeo della crisi dell’industria europea a cui dobbiamo dare delle risposte. Ci rendiamo conto che in Europa non avremo risposte in un giorno, quindi dobbiamo oggi intervenire su quanto sta accadendo oggi per cercare di affrontare la situazione, ma non dobbiamo fermarci solo a questo. Non possiamo risolvere una crisi che poi si ripresenta qualche anno dopo, anzi tre passi indietro”.
Infine l’appello di Fedriga: “L’appello che voglio fare è di stare tutti uniti, istituzioni, rappresentanti sindacali, lavoratori, rappresentanti anche della categoria datoriale (non la proprietà certamente) che stanno dalla nostra parte. Perché il fronte deve essere unico, compatto, non avere cedimenti”.






