Consorzio Meduna Cellina: siccità un quadro in evoluzione

Una primavera come tante altre se ne sono viste in passato, senza allarmismi ma anche con qualche incognita. Viene sintetizzata così al consorzio di bonifica Cellina Meduna la stagione attualmente in corso e sino ad ora caratterizzata da scarse precipitazioni. 

La vera anomalia del momento è quella che viviamo a Barcis il cui lago è pieno poco meno della metà rispetto all’ordinario – hanno commentato dal quartier generale di Pordenone -. Si tratta dell’effetto diretto di un intervento di sghiaiamento disposto dalla Regione e che terminerà la prossima settimana. Solo allora scatteranno le operazioni di pieno invaso anche a Barcis che, alle condizioni attuali, dureranno circa 25 giorni. Nel frattempo Ravedis è già al colmo di quanto autorizzato. Diciamo che per l’avvio del periodo irriguo, fissato al prossimo 1 giugno, saremo pronti a gestire le richieste dei nostri agricoltori”. Anche perchè è vero che ultimamente è piovuto poco ma il Cellina continua a registrare una portata discreta per il periodo. E si spera sempre che presto il trend si inverta grazie all’arrivo di qualche perturbazione. “Non siamo ai livelli del 2022 e ci auguriamo sempre di non rivivere quella eccezionale calamità – hanno continuato al proposito il presidente del Cm Valter Colussi e il direttore generale Massimiliano Zanet -. Anche sul versante dello Spilimberghese il quadro appare sotto controllo: il Meduna non lamenta ancora deficit idrici importanti e i tre invasi di Tramonti risultano contenere complessivamente 24 milioni di metri cubi. Per ora, con le sole bagnature anticipate da soddisfare, non c’è alcun problema”. Il consorzio ha da tempo cominciato a trattenere acqua nei laghi alpini, ma le esigenze di difesa dalle piene, le manutenzioni in corso e le concessioni di produzione elettrica prevalgono fino a primavera inoltrata. “Ogni stima sul pericolo siccità va rinviato alle prossime settimane quando avremo maggior certezza sui volumi di acqua disponibili”, hanno concluso al proposito Colussi e Zanet constatando comunque un graduale cambiamento climatico anche del meteo friulano. La speranza del Cellina Meduna è che giungano finalmente copiose precipitazioni ma non troppo violente e circoscritte come ormai d’abitudine nella Destra Tagliamento: in quel caso l’acqua non potrebbe essere accumulata negli invasi montani.