Studenti del liceo Pasolini di Potenza in visita a Casarsa

Ha preso il via martedì 21 aprile con un liceo di Potenza il progetto «Il tempo ritrovato», ideato dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, che consiste in un percorso culturale diffuso di incontri, lezioni e attraversamenti nei luoghi pasoliniani, pensato per attivare una rete tra scuole, studiosi e territorio e portare il pensiero e l’opera di Pasolini nei luoghi vivi della formazione. L’iniziativa si configura anche come azione propedeutica al progetto «Pasolini. Tutto è poesia», uno degli assi portanti del programma di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Più che un semplice calendario di appuntamenti, «Il tempo ritrovato» si distingue per la volontà di costruire relazioni. Non un ciclo di conferenze né una proposta didattica tradizionale, ma uno spazio aperto in cui il Centro Studi esce dalle proprie sedi per entrare nelle scuole e, allo stesso tempo, accoglie studenti e docenti nei luoghi pasoliniani.

È in questo doppio movimento — uscita e accoglienza — che il progetto trova la propria identità. Da un lato, gli incontri nelle aule scolastiche di Spilimbergo e San Vito al Tagliamento; dall’altro, l’apertura di Casarsa a chi arriva da lontano. È il caso degli studenti del Liceo Scientifico Pier Paolo Pasolini di Potenza, protagonisti di un viaggio che li ha portati ieri a partecipare a una lezione nella Sala Burovich e a visitare il Centro Studi, per poi proseguire nel pomeriggio con una visita guidata a Pordenone. 

Il primo appuntamento, curato dalla direttrice scientifica del Centro Studi Pasolini di Casarsa Maura Locantore, ha messo al centro il rapporto tra Pasolini e il Friuli, offrendo una chiave di lettura del legame tra territorio, lingua e identità. Seguiranno mercoledì 6 maggio alle 11 all’IIS Il Tagliamento di Spilimbergo e giovedì 28 maggio alle 9, al Liceo Scientifico Le Filandiere di San Vito al Tagliamento incontri con studiosi come Andrea Cortellessa e Silvia De Laude che approfondiranno altri temi centrali dell’opera pasoliniana.

A tenere insieme questi appuntamenti è una visione chiara, espressa dal presidente del Centro Studi, Marco Salvadori: «Pasolini non può restare chiuso in un archivio, per quanto prezioso. La sua forza è quella di parlare al presente. Per questo andiamo nelle scuole e accogliamo chi decide di cercarlo qui: perché il confronto diretto, anche scomodo, è l’unico modo per tenerlo vivo».

Gli incontri sono pensati anche come momenti di avvicinamento al progetto «Pasolini. Tutto è poesia», che nell’ambito di Pordenone Capitale della Cultura 2027 svilupperà un programma ampio e plurale di iniziative dedicate a Pasolini. In questa prospettiva, il lavoro avviato con le scuole assume un significato strategico: costruire una base culturale diffusa, capace di rendere vivo e attuale il suo pensiero. “Accogliamo con entusiasmo questa attività – ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Pordenone Alberto Parigi- propedeutica al progetto Pasolini. Tutto è poesia, uno degli oltre cinquanta progetti che ci hanno consentito di conquistare il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027.
Un’iniziativa che dimostra come la nostra città stia diventando un punto di riferimento nazionale: la presenza di studenti provenienti da Potenza ne è la testimonianza più concreta e la loro visita è per un grande piacere”.
Pasolini non è un monumento. È una domanda aperta. Ed è questa urgenza che il Centro Studi porta nelle scuole: con rigore, con apertura e con la convinzione che il dialogo con i giovani sia il terreno più fertile per mantenerla viva.