Visite guidate a Gemona e Pordenone sulle tracce di Pietro Edo

Un progetto di studi accademici, ma anche un’iniziativa capace di coinvolgere il territorio e la cittadinanza: Pietro Edo e l’Umanesimo europeo  si presenta come un articolato programma di ricerca, divulgazione e valorizzazione culturale. Al centro, la riscoperta e l’approfondimento di una delle figure più rappresentative del Quattrocento friulano, riletta in una prospettiva europea. Promosso dall’Accademia San Marco di Pordenone con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Camera di Commercio Pordenone–Udine, il progetto nasce per celebrare i seicento anni dalla nascita di Pietro Edo (1426–1504), autore capace di coniugare devozione religiosa e raffinatezza letteraria. Tuttavia, l’obiettivo va oltre la commemorazione ed intende restituire al Friuli il ruolo di crocevia culturale europeo, evidenziandone la vitalità linguistica, musicale e letteraria nel pieno dell’Umanesimo. Tra le diverse iniziative, si inseriscono le visite guidate, pensate con l’obiettivo di riscoprire luoghi simbolici legati alla sua vita e al contesto storico in cui operò l’intellettuale: Pordenone, città natale e Gemona.

In particolare, a Gemona, nelle giornate del 29 marzo e 19 aprile 2026 (rispettivamente alle ore 14 e alle ore 15 con partenza davanti al Duomo), l’itinerario attraverserà il centro storico dal Duomo gotico con ossario al Museo Diocesano, lungo via Bini fino al Palazzo del Municipio, con tappa finale al Castello o al Piazzale del Ferro.

A Pordenone, invece, le visite dell’11 e 18 aprile (alle 15) e del 10 maggio (alle 10 e 30) partiranno dal Ponte di Adamo ed Eva per toccare piazzetta San Marco, il Duomo, il Municipio e Contrada Maggiore, concludendosi alla Chiesa del Cristo, nei pressi dell’antico Ospedale dei Battuti. La partenza sarà dal Ponte di Adamo ed Eva.

Da segnalare, tra le diverse iniziative legate al progetto ideato dall’Accademia San Marco, il convegno internazionale previsto il 7/8/9 maggio a Pordenone, che vedrà la partecipazione di studiosi italiani ed europei impegnati nell’analisi dell’opera di Edo e del contesto veneto-friulano. Inoltre, accanto alla ricerca, un’ampia sezione sarà dedicata alla musica con il concerto affidato al Dramsan Ensemble, previsto a Pordenone l’8 maggio nella Chiesa del Cristo, al quale si affiancherà un percorso dedicato alla valorizzazione musicologica documentaria grazie a una mostra bibliografica che presenterà testi e fonti legati all’autore. Non meno importante e l’attenzione rivolta alle nuove generazioni attraverso attività didattiche destinate alle scuole superiori il progetto infatti mira ad avvicinare gli studenti alla cultura umanistica friulana e a stimolare una riflessione sul ruolo che il Friuli ha svolto nel panorama culturale europeo.

Infine, dal 18 aprile al 30 maggio, la Biblioteca del Seminario Diocesano di Pordenone ospiterà la mostra bibliografica Pre’ Pietro del ZocholLibri e fonti, dedicata alla figura Di Pietro Edo e al contesto dell’Umanesimo friulano.

Il progetto che nel suo complesso ambisce a restituire pie per la prima volta piena voce al contributo di Pietro Edo, “intellettuale di confine”, intensificando il dialogo scientifico internazionale, mettendo in luce l’originalità culturale del Friuli-Venezia Giulia, rinsaldando il legame profondo tra la comunità e il proprio patrimonio storico in modo da trasformare la memoria in energia per il futuro

Come partecipare:

Le visite sono gratuite e condotte da guide turistiche autorizzate; per partecipare è sufficiente inviare una mail ad accademiasanmarco@accademiasanmarco.it indicando nome e cognome.

Pietro Edo (1426–1504) fu un autore e religioso attivo nel Friuli del Quattrocento, considerato una figura significativa dell’Umanesimo nell’area veneto-friulana.

Nato probabilmente a Pordenone, visse in un contesto di forte vivacità culturale, in cui si intrecciavano tradizioni locali e influenze provenienti dai principali centri umanistici italiani. La sua figura è particolarmente interessante perché rappresenta bene il profilo dell’intellettuale “di frontiera”: non un grande nome canonico dell’Umanesimo, ma un autore capace di muoversi tra diversi ambiti linguistici e culturali.

Dal punto di vista della produzione, Pietro Edo si distinse per la varietà dei generi praticati. Scrisse in volgare – con influssi sia veneti sia toscani – e in latino, cimentandosi in opere di carattere religioso e letterario. Tra i suoi interessi principali vi furono la poesia di ispirazione dantesca, segno della diffusione del modello di Dante anche in ambito periferico, le laudi, cioè componimenti religiosi destinati alla devozione collettiva.

Un elemento centrale della sua attività è il legame con la Confraternita dei Battuti di Pordenone, per la quale raccolse e rielaborò testi di devozione, contribuendo alla diffusione di un repertorio religioso che univa spiritualità e cultura letteraria.

La sua opera testimonia come anche il Friuli fosse parte attiva dei processi culturali europei del tempo, fungendo da punto di incontro tra lingue, tradizioni e forme artistiche diverse.

Oggi è oggetto di rinnovato interesse proprio perché consente di riscoprire un capitolo meno conosciuto ma significativo della cultura rinascimentale italiana.

Per info: Accademia San Marco https://www.accademiasanmarco.it/