Diocesi
Pordenone, 26 marzo in San Marco: celebrazione per il 15° anniversario della Ordinazione episcopale di S.E. Pellegrini
Sono ormai trascorsi quindici anni da quando Mons. Giuseppe Pellegrini ha preso possesso della nostra diocesi di Concordia-Pordenone dopo che Papa Benedetto lo nominò nostro Vescovo. La sua prima volontà fu quella di far visita alla Cattedrale di Concordia Sagittaria; in quel periodo prestavo il mio servizio come vicario parrocchiale assieme al parroco don Pierluigi Mascherin il quale da lì a pochi giorni il Signore lo avrebbe chiamato a Sé, precisamente il 18 marzo.
Quando don Giuseppe arrivò a Concordia io e don Pierluigi, assieme ad alcuni volontari della parrocchia, lo accoglieremo sulla piazza retrostante la cattedrale e il millenario battistero, entusiasti di conoscere il nostro nuovo vescovo. Fin da subito ci stupì il suo modo di interagire molto semplice e confidenziale, come un fratello. Visitando gli scavi archeologici e la chiesa cattedrale rimase molto stupito, nonché ammirato della quasi bimillenaria storia cristiana in questo territorio racchiuso tra i due fiumi: il Livenza e il Tagliamento.
Qualche giorno dopo la prima visita del vescovo Giuseppe alla Cattedrale don Pierluigi scrisse un articolo di benvenuto e di augurio per la sua nuova missione per il settimanale diocesano Il Popolo, che desidero riportare integralmente: “ Il nostro augurio è ‘nomen omen’: il vescovo Giuseppe sia il saggio e premuroso Giuseppe che custodisce, affronta il pericolo, educa, protegge ed insegna il mestiere della vita. Naturalmente sempre nell’obbedienza alla volontà di Dio che si manifesta anche nei segni cioè nella nostra debolezza e fragilità.
Lo accogliamo come guida e pastore inviato dal Signore, lungo i sentieri del Regno che stiamo, sempre con fatica, percorrendo in questo inizio del terzo millennio. Egli verrà qui ad attingere il coraggio dei martiri e a toccare con mano le prime memorie cristiane. La sua chiesa cattedrale, magistrale, è Concordia. Ci presentiamo a lui, ricchi di una tradizione cristiana che ha bisogno di essere tramandata e fatta propria soprattutto dalle più giovani generazioni. Il deposito è destinato a passare in altre mani, non sempre disponibili ad accoglierlo; il fuoco per accendere va sempre ravvivato”.
Posso affermare che il vescovo Giuseppe in questi 15 anni, -alcuni dei quali ho avuto l’onore di lavorare in stretta collaborazione con lui-, ha magistralmente realizzato nella nostra diocesi l’augurio “missionario” di don Pierluigi.
Che lo Spirito Santo continui ad accompagnare, ad illuminare e a infondere al nostro vescovo Giuseppe quella energia umana, pastorale e spirituale che lo ha sempre contraddistinto come un grande lavoratore appassionato della sua diocesi e che ancora lo rende determinato nel portare avanti con autorevolezza e saggezza la vita pastorale della nostra plurisecolare Chiesa di Concordia Pordenone.
Don Ivano Zaupa
