Concordia Sagittaria, martedì 17 febbraio, Santi Martiri

Martedì 17 febbraio si celebra la solennità dei Santi Martiri Concordiesi Donato, Secondiano, Romolo e Compagni, patroni secondari della Diocesi di Concordia Pordenone, posti in risalto nello stesso ‘Calendario Liturgico’, promulgato da S. Ecc. Mons. Giuseppe Pellegrini Vescovo di Concordia Pordenone.

In preparazione a questo appuntamento, lunedì 16, alle 20.45 in Cattedrale ci sarà un concerto del Coro del Friuli Venezia Giulia con l’Orchestra da Camera di Pordenone; dirige il maestro Cristiano Dall’Oste.

Come informa il parroco mons. Natale Padovese nel foglio settimanale ‘Canta e Cammina’, in cattedrale, alle 7.30 ci sarà una prima messa; a quella delle 10 ci sarà anche il Capitolo dei Canonici; a quella delle 11.15 sono invitati tutti i ragazzi e adolescenti che frequentano il cammino di catechesi, accompagnati dalle rispettive famiglie. Alle 15 si snoda la processione dalla Cattedrale al ‘Sacello dei Santi Martiri’ presso il quale viene celebrata la messa (15.30). Altra messa solenne, in Cattedrale, alle 18.30, presieduta dal Vescovo Giuseppe.

Quanti desiderano, nel contesto di questo evento, sperimentare la misericordia del Signore con la confessione sacramentale, troveranno il confessore don Carlo, in Cattedrale, il lunedì dalle 9.30 alle 11.30 e il sabato, dalle 15 alle 18.

La ‘cappella’ che accoglie le reliquie, dal 2017, è stata insignita del titolo di ‘tempio diocesano’, annesso alla cattedrale, con le reliquie dei ‘martiri Concordiesi’: Donato, Secondiano, Romolo e compagni.

Stando alla tradizione, si ritiene che l’uccisione del sacerdote Donato, il fratello Solone, cristiani di Vicenza, giunti nella cittadina, per battezzare un gruppo di ‘catecumeni’, sia avvenuta in una località, nei pressi del fiume Lemene, ove attualmente esiste un sacello votivo, con tanto di altare, costruito nel secolo scorso e dedicato per l’appunto a loro. È situato lungo la via che un tempo si chiamava ‘Urlon’ e ora ‘Santi Martiri’.

Le ossa dei martiri, attualmente, sono conservate in un’urna, situata a sinistra, guardando l’altare principale. Qui fu attinta dell’acqua, conservata in un’ampolla, reputata ‘salutare’ e benefica, come ebbe modo di attestare anche mons. Antonio Vitale Bommarco, già vescovo di Gorizia dal 1983 al 1999, morto nel 2004 a 81 anni. Da giovane si ammalò gravemente di tubercolosi e guarì, dopo aver assunto l’acqua trasudata dalle ossa di questi martiri, procurata da una zia, che abitava a Concordia, come egli stesso narra nelle sue memorie. Fatto che sottolinea lo ‘spirito di fede’ dei concordiesi e il dono ‘taumaturgico’ e salutare dei ‘martiri concordiesi’.

Leo Collin