Pordenone, domenica 6 inaugurazione L’officina dello sport-Ex Battirame

Domenica 6 settembre, alle ore 12.15, in via della Colonna, nell’area di parco San Carlo, apre ufficialmente l’Officina dello Sport – Ex Battirame, il nuovo polo sportivo e di aggregazione nato dal recupero dell’antico edificio affacciato sul laghetto di San Carlo. L’intervento, sostenuto dai fondi PNRR e dal programma Pinqua per un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro, restituisce alla comunità un luogo che per secoli ha accompagnato la storia produttiva della città legata alle sue acque, oggi trasformato in una struttura moderna dedicata allo sport, ai giovani e al tempo libero. La gestione è stata affidata al Canoa Club Naonis, guidato dal campione olimpico Daniele Molmenti, che porterà nell’edificio anche discipline sportive finora inedite per Pordenone. La cittadinanza è invitata a partecipare.

“Domenica restituiamo alla città un luogo splendido e carico di storia — dichiara il sindaco Alessandro Basso — un edificio che per secoli ha raccontato la vocazione produttiva di Pordenone legata all’acqua e che oggi torna a vivere come spazio di sport, incontro e comunità. Guardare l’ex Battirame oggi, con la sua ciminiera storica accanto alle linee moderne dell’intervento di recupero, dà la misura di cosa significhi lavorare con una visione di lungo periodo su un parco urbano che diventa sistema, capace di tenere insieme memoria, natura e futuro. Avere alla guida di questo progetto un campione olimpico come Daniele Molmenti è una garanzia in più, perché chi ha vinto un oro sa cosa significano impegno, disciplina e visione. Invito tutti i pordenonesi a venire domenica a vedere con i propri occhi questo luogo meraviglioso, e a viverlo nei mesi e negli anni a venire.”

Conosciuto anche come il maglio delle Roje, l’edificio ha una storia che risale al 1492, quando le prime testimonianze ne attestano l’esistenza come maglio, mentre nel 1542 le fonti documentano un efficiente battirame legato al sistema delle rogge cittadine. Distrutto da una piena nell’aprile del 1772, fu ricostruito nel giro di pochi mesi, e nel 1888 divenne officina elettrica: sfruttando un salto d’acqua di 7 metri, fu la prima centrale idroelettrica di Pordenone. Durante la Seconda guerra mondiale l’edificio servì come rifugio antiaereo, per poi diventare deposito di olio pesante destinato ai forni della ceramica; l’attività produttiva si chiuse nel 1969, con la disattivazione della centrale e della fabbrica. Una testimonianza plurisecolare di archeologia industriale da conservare come memoria del passato produttivo della città.

L’appuntamento è per domenica 6 settembre, alle 12.15, in via della Colonna/parco San Carlo: un’occasione per riscoprire insieme un luogo della storia di Pordenone, oggi restituito alla vita della città.