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La mostra dedicata a Silvia Zenari inaugurazione sabato 5
Il Museo civico di Storia Naturale di Pordenone, in collaborazione con il Museo botanico e l’Orto botanico dell’Università di Padova, dedica una mostra a Silvia Zenari (1895-1956), naturalista e botanica a cui il Museo pordenonese è intitolato, nel settantesimo anniversario della sua morte. L’inaugurazione di SILVIA ZENARI, LA MEMORIA DEGLI ERBARI è in programma venerdì 5 settembre alle ore 17:00 (ingresso libero). Un percorso tra erbari, documenti e immagini per riscoprire la figura di una delle poche donne attive nelle istituzioni scientifiche italiane della metà del Novecento.
L’Assessore alla Cultura Alberto Parigi: “Questa mostra si inserisce nel programma di oltre 50 esposizioni che abbiamo organizzato tra la seconda metà del 2026 e il 2027. Abbiamo scelto di dedicare un progetto specifico alla figura della studiosa Silvia Zenari per sottolineare l’importanza di una figura femminile di grande rilievo per il nostro territorio e non solo, ma anche per valorizzare le numerose attività che il Museo di Storia Naturale, a lei intitolato, propone durante tutto l’anno. Si tratta di un museo particolarmente attivo, che accanto alle mostre organizza attività didattiche, incontri e momenti di approfondimento con esperti, e che è stato recentemente rinnovato. Continuiamo a investire nella sua valorizzazione e, a breve, sarà interessata da un intervento di rinnovamento anche la sala dedicata ai minerali. Una mostra, realizzata grazie alla prestigiosa collaborazione con il Museo Botanico e l’Orto Botanico dell’Università di Padova, che rappresenta un’occasione importante consentendo di approfondire e far conoscere la figura di Silvia Zenari, e rafforzando il percorso di rilancio e valorizzazione del museo che porta il suo nome.”
LA MOSTRA
Attraverso una selezione di fogli d’erbario, libri, documenti e immagini d’epoca, l’esposizione ripercorre la vita, gli studi e l’attività scientifica di Silvia Zenari, figura di grande rilievo nel panorama naturalistico italiano del Novecento. Appassionata botanica, sviluppò un rapporto particolarmente stretto con il territorio friulano, che fu al centro delle sue ricerche e delle sue numerose esplorazioni botaniche.
La mostra offre così l’occasione per conoscere più da vicino la sua vicenda personale e scientifica, ma anche per riflettere su temi di grande attualità. Attraverso la storia di Zenari emerge infatti il ruolo delle donne nella scienza, in un’epoca nella quale la loro presenza nelle istituzioni scientifiche era ancora fortemente limitata. Al tempo stesso, il percorso espositivo mette in luce il valore degli erbari e delle piante essiccate come strumenti fondamentali per lo studio della biodiversità e della natura, capaci di mettere in dialogo passato e presente.
Immergersi nella vita di Silvia Zenari, ricostruirne il contributo scientifico e seguirla idealmente nelle sue erborizzazioni attraverso valli e montagne significa intraprendere un viaggio nella storia del Novecento, nel “suo” Friuli e nello studio delle piante attraverso gli erbari. Un viaggio che intreccia ricerca scientifica, territorio, memoria e storia, restituendo una figura capace ancora oggi di parlare al pubblico contemporaneo.
CURATELA E COLLABORAZIONI
Il concept della mostra è curato dalla dott.ssa Valentina Boscariol, dottoranda nell’ambito del Dottorato di Interesse Nazionale in Biodiversity, promosso dal National Biodiversity Future Centre – NBFC, con sede amministrativa presso l’Università di Palermo e sede operativa presso l’Università di Padova. La ricerca è condotta sotto la supervisione della prof.ssa Elena Canadelli, direttrice scientifica del Museo botanico presso l’Orto botanico e docente presso l’Università di Padova.
La realizzazione dell’esposizione è stata resa possibile anche grazie al coinvolgimento di Enti, Associazioni e privati del Friuli che, direttamente o indirettamente, hanno collaborato con Silvia Zenari, l’hanno conosciuta o hanno contribuito nel tempo a conservarne e tramandarne la memoria.
Accanto alle diverse realtà scientifiche collegate all’Università di Padova, hanno partecipato attivamente al progetto, mettendo a disposizione prestiti, materiali e preziosi contributi: Museo Civico di Storia Naturale di Trieste; Museo dell’ex Centrale Idroelettrica “Antonio Pitter” di Malnisio; Museo Friulano di Storia Naturale di Udine; Associazione Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Pordenone A.P.S.; Club Alpino Italiano (CAI) di Pordenone; Società Geologica Italiana; Famiglia Pitter; Famiglia Quaia; Dott. Adriano Noacco.
La mostra si propone dunque non soltanto come un omaggio a Silvia Zenari, ma come un’occasione per riscoprire, attraverso la sua figura, il patrimonio scientifico e naturalistico del Friuli e il valore della ricerca botanica, offrendo al pubblico uno sguardo sul rapporto tra scienza, territorio, biodiversità e memoria.
Un progetto che si inserisce nel percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, valorizzando una personalità del territorio e una storia scientifica che meritano di essere conosciute e condivise.
Tutte le informazioni sulle mostre in programma e sui progetti di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 sono disponibili sul sito www.pordenonecapitale2027.it